Regione-Territorio

La Quenelle e la kippà (V.Mannello)

Di:

(Ph: goal.com)

SI è aperta in Francia la caccia a chi saluta con la Quenelle (polpetta, in francese), gesto pubblicizzato nei propri spettacoli dal comico Dieudonnè. Portando la mano sinistra all’altezza della spalla destra e tendendo il braccio destro verso il basso si commette, stando agli accusatori, istigazione all’odio razziale. Contro chi? Ma dai, non è difficile…

Chi insorge per ogni minimo caso in Francia, Inghilterra, Italia, Europa e Mondo intero? La comunità ebraica, non c’erano dubbi!
Cosa è accaduto allora a Parigi e dintorni? Questo saluto, utilizzato e propagandato dal comico Dieudonnè nelle proprie tournée, è stato tacciato di essere quello nazista rovesciato e, pertanto, simbolo di antisemitismo palese.

Dato che oramai legioni intere di francesi, senza distinzione alcuna di razza e religione, lo hanno adottato, il pericolo insito nel gesto ha allarmato tanto la comunità ebraica da chiedere l’intervento del governo Hollande per stroncare il rigurgito nazista. Magari impedendo a Dieudonnè di tenere i propri show televisivi o di piazza, in attesa di un prossimo arresto per antisemitismo acuto.

Parimenti ci si è scagliati contro il giocatore Anelkà, tutt’altro che ariano, colpevole di aver salutato con la quenelle durante una partita… in Inghilterra. Si chiedono severe sanzioni contro di lui per istigazione all’odio razziale. Magari, se un nazionale greco venne radiato per un saluto romano “ufficiale”, per questo “rovesciato” Anelkà verrà soltanto messo alla gogna.

Nel frattempo, però, con notizia passata quasi sotto silenzio, in Israele i giocatori di calcio possono correre dietro il pallone indossando la kippà, il copricapo identificativo dell’ebraismo mondiale. Non importa nulla che Fifa ed Uefa, le organizzazioni del calcio mondiale ed europeo, vietino tassativamente l’uso e la esibizione di simboli religiosi o politici.

Gli ebrei decidono pure nel calcio cosa si possa o non possa fare. La quenelle di Anelka è antisemita, la kippà sulla testa il tributo che si deve pagare per vederli giocare. Caspita, se non è razzismo “rovesciato” questo…

Grazie per l’attenzione.

(A cura di Vincenzo Mannello – vmannel@tin.it)



Vota questo articolo:
1

Commenti


  • MAX

    un articolo così dovrebbe uscire sul Corriere della Sera; invece siamo qui, a scriverci, con la speranza di passare inosservati alla censura.
    Comunque, in un mondo dove il lecchismo la fà da padrone, ha dimostrato una buona dose di palle.
    un saluto e un augurio…”avanti così”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Nota. Si informano i lettori che la testata giornalistica Statoquotidiano (www.statoquotidiano.it) è responsabile solo dei contenuti multimediali (video, foto etc) e dei testi presenti nella sezione "Articoli" e "Documenti". Non è in alcun modo responsabile dei contenuti e dei commenti presenti in tutte le sezioni del sito.

Articoli correlati

Pin It on Pinterest

Condividi