Manfredonia
Il piano di riordino ospedaliero, allo studio della Regione Puglia, sta facendo passare sotto silenzio la difficile situazione del Centro di Riabilitazione

Manfredonia Nuova: “Non solo l’ospedale. C’è anche il centro di riabilitazione ‘A.Cesarano'”

All’inizio del nuovo anno, visto che le cose non cambiavano, se non in peggio, si è cercato di ottenere un incontro con il responsabile del Dipartimento di riabilitazione provinciale e il dg Piazzolla

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Manfredonia. Il piano di riordino ospedaliero, allo studio della Regione Puglia, sta facendo passare sotto silenzio la difficile situazione del Centro di Riabilitazione “Andrea Cesarano”, nonostante il grido di allarme più volte lanciato dai cittadini interessati al problema e di chi, con amorevole professionalità, ci lavora. Sono già alcuni anni che il personale, a riposo per raggiunti limiti di età, non viene sostituito e la scorsa estate si è toccata l’emergenza quando quindici minori disabili sono rimasti a casa per il pensionamento di una terapista di psicomotricità. Nel giugno scorso, i genitori con l’aiuto della dott.ssa Eleonora Pellico, avvocato per i diritti del malato, sottoscrissero una lettera in cui chiedevano un incontro o perlomeno rassicurazioni al dott. Leonardo Trivisano, responsabile provinciale della riabilitazione. Le stesse famiglie incontrarono più volte il sindaco, Angelo Riccardi, perché sostenesse attivamente le esigenze di terapia dei loro figli. Anche la giornalista Maria Antonietta Di Sabato, in un articolo del luglio scorso, si occupava del problema, mettendo in evidenza che, oltre all’ospedale di Manfredonia, anche il Centro “A. Cesarano”, giorno dopo giorno, veniva svuotato delle sue capacità di accoglienza delle richieste di riabilitazione. In quell’occasione la dott.ssa Ermidia Teutonico, che dirige il Centro, dopo un paio di mesi di notevole disagio per i minori assistiti ed i loro familiari, riuscì a tamponare la situazione con un temporaneo spostamento di personale; senza riuscire a risolvere stabilmente il problema imposto dalla carenza di organico, che già adesso costringe a lunghe attese (per un intervento di logopedia occorre aspettare anche 18 mesi). E si prevedono altri pensionamenti, senza che siano state previste nuove assunzioni di personale.

All’inizio del nuovo anno, visto che le cose non cambiavano, se non in peggio, si è cercato di ottenere un incontro con il responsabile del Dipartimento di riabilitazione provinciale e il direttore generale dell’ASL FG, dott. Vito Piazzolla, senza alcun risultato. La questione è di grande importanza, giacché il Centro “A. Cesarano” offre interventi di psicomotricità, chinesiterapia, logopedia e terapia occupazionale, accogliendo circa 130 minori; in realtà le richieste di coloro che ne avrebbero bisogno sono nettamente superiori. Abbiamo parlato, finora, dei minori disabili e delle loro famiglie; in realtà il Centro fornisce quotidianamente assistenza terapeutica post-operatoria e riabilitativa a uomini e donne affetti da patologie degenerative, con l’uso di adeguate attrezzature. Per questo, noi di Manfredonia Nuova crediamo sia giusto richiamare l’attenzione delle istituzioni, affinché comprendano l’importanza di questo Centro, che in alcuni decenni, per la qualità del servizio prestato, è stato un fiore all’occhiello della città. Perciò, questa struttura non deve morire, magari perché si vuole esternalizzare l’ennesimo servizio pubblico (in una logica di convenienza economico-politica) oppure per il disinteresse delle diverse autorità provinciali e dei politici locali, che hanno perso l’abitudine di ascoltare le legittime richieste della popolazione. Questo diciamo con forza, nell’intento di bloccare il lento declino dell’istituzione riabilitativa. Occorre salvare questa struttura pubblica territoriale, nata dalla generosità e dall’intraprendenza di tante famiglie con figli disabili che, alla fine degli anni ’60, misero in piedi, dal nulla, un notevole centro di accoglienza e riabilitazione per i minori, che certa cultura popolare di allora costringeva a tenere in casa.

Rivolgiamo un accorato appello, non solo alle forze politiche, ma alla stessa città, affinché tutti insieme ci attiviamo per affrontare e risolvere questo increscioso problema, a tutela degli adulti bisognosi, dei minori e delle loro famiglie, che già debbono sopportare, per la propria condizione personale, una situazione di obiettivo disagio. Non dobbiamo più permettere che i servizi sanitari di Manfredonia continuino ad essere saccheggiati.

(A cura di Manfredonia Nuova, Manfredonia 06.02.2016)



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