Manfredonia
L'apporto femminile del volontariato a Casa Famiglia in una doppia testimonianza di vita

Manfredonia, Casa Famiglia: “Storie di chi lavora innamorandosi”

All’età di 11 anni, Lucia fa la conoscenza di un prete, figura importantissima per lei, il quale la ‘affida’ ad Anna, all’epoca 18enne

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Manfredonia. All’età di 11 anni, Lucia fa la conoscenza di un prete, figura importantissima per lei, il quale la ‘affida’ ad Anna, all’epoca 18enne. Le due donne non si separeranno mai più. Entrambe dotate di una peculiare forza di carattere, all’interno di un rapporto fatto di scambio, di reciproco sostegno, di scontro, di subordinazione, di libertà, Anna e Lucia diventano ‘sorelle’. Oltre ad un attaccamento affettivo profondissimo, ad unirle è l’opera silenziosa condotta sul territorio, attraverso molteplici canali, uno dei quali è il volontariato. Offrono oggi una testimonianza di vita e di lavoro, assieme all’espressione di un senso autentico di femminilità.

Casa Famiglia, struttura di accoglienza per diversamente abili, ha aperto le sue porte a Stato Donna. Grazie all’intervento paziente di un’amica comune, Anna e Lucia hanno invece vinto la naturale ritrosia, allo scopo di aprirsi a un diverso livello di comunicazione.*

*I nomi di persone presenti nell’articolo sono frutto di fantasia

Cos’è Casa Famiglia?
L: Casa Famiglia nasce da un’azione di volontariato iniziata 30 anni fa, per rispondere al dolore di quelle madri che si avvicinavano alla vecchiaia, e dunque alla morte, e che esprimevano il desiderio che si facesse qualcosa per i loro figli. Allora abbiamo partecipato a un concorso europeo, versato una quota consistente, avuto dei finanziamenti, e questo rudere fatto solamente di calcinacci e pilastri è diventato quello che è oggi. È un dopo di noi, questa è la dicitura esatta, e fa parte di una grande associazione, il Santissimo Redentore. In ogni caso, non è un’associazione esclusiva di volontariato, perché siamo convenzionati con gli enti preposti.

(Leggi l’articolo completo su: www.statodonna.it – A cura di Antonella Attanasio)



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