Zazie nel metrò, Queneau – 1960
di Carmine Totaro
Pubblicato il 6 marzo, 2010
Manfredonia – LEGGERE Zazie nel metrò di Raymond Queneau è quasi pari a farsi un giro sull’ottovolante: ci si diverte, con il rischio però di uscirsene frastornati e con un senso di vertigine. Pubblicato nel 1959 in Francia e l’anno successivo in Italia, il romanzo di Queneau ottenne subito un grande successo, di pubblico e critica. Il regista Louis Malle ne trasse il film omonimo che, nonostante critiche lusinghiere, fu un clamoroso flop al botteghino. D’altronde apparve chiaro, dall’inizio, che non sarebbe stato facile tradurre il romanzo in altre lingue, figurarsi adattarlo cinematograficamente. Il problema nasce dal fatto che “Zazie nel metrò” è un gioco letterario, un’invenzione allo stesso tempo moderna e anacronistica, straripante di neologismi, giochi di parole, vocaboli inesistenti, tempi verbali variabili all’interno di uno stesso periodo. L’autore si diverte a giocare con la lingua, in questo caso il francese, intraprendendo con essa una sorta di “lotta”. E fa la stessa cosa con la letteratura, infatti nonostante tutto “Zazie nel metrò” rimane un romanzo dalla struttura piuttosto classica. La galleria dei personaggi è ampia, variegata e “sorprendente”, perché c’è sempre qualcosa da scoprire sul conto di ciascuno.LA TRAMA – Raccontare la trama è più che mai inopportuno, per non rovinare al lettore il piacere di queste “scoperte”. Sintetizzando al massimo, si può dire che Zazie è una ragazzina d’età imprecisata, dedita al turpiloquio. Arriva a Parigi, ospite dello zio Gabriel, con il sogno di vedere il metrò. Uno sciopero glielo impedisce e così lei si ritrova a vagare per la metropoli, venendo a contatto con una serie di personaggi surreali, tra cui un pappagallo che ripete sempre la stessa frase. Memorabili le parole finali con le quali Zazie commenta la sua esperienza parigina. La traduzione è di Franco Fortini. Il libro contiene un saggio di Roland Barthes, intitolato “Zazie e la letteratura”, una testimonianza del regista Louis Malle e un’appendice biobibliografica a cura di Giacomo Magrini.
L’AUTORE – Raymond Queneau nacque a Le Havre nel 1903 e morì a Parigi nel 1976. Dopo essersi laureato in filosofia, partecipò attivamente al movimento surrealista (dal 1924 al ’29). Dal 1938 fu redattore presso la casa editrice Gallimard, nel 1954 divenne direttore dell’Encyclopédie de la Pléiade. Tra i suoi interessi vi furono la psicoanalisi, la matematica e la linguistica, ma si cimentò anche nel cinema, come sceneggiatore e attore. Vasta la sua produzione letteraria, dal romanzo d’esordio ‘Il Pantano’ (1933) a ‘Morale elementare’ (1975). Tra le sue opere: ‘Esercizi di stile’ (1947), ‘I fiori blu’ (1965), ‘Odile e Quercia e Cane’ (1937).
Il giudizio di Carmine
Raymond Queneau
‘Zazie nel metrò’
1960, Einaudi
192 pagine – € 10,50
Valutazione: 4/5
Parole chiave: Il Pantano, Morale elementare, Odile e Quercia e Cane, Raymond Queneau, Zazie nel metrò
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