CulturaMacondo
Numero 167. Questa settimana recensiamo Susan Vreeland e il suo "La lista di Lisette" edito da Neri Pozza e per la sezione del Libroguerriero, Massimo Ricciuti recensisce "Solo il tempo di morire" (Paolo Roversi, editore Marsilio)

Macondo – la città dei libri

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Logo macondo“Macondo era allora un villaggio di venti case di argilla e di canna selvatica costruito sulla riva di un fiume dalle acque diafane che rovinavano per un letto di pietre levigate, bianche ed enormi come uova preistoriche. Il mondo era così recente, che molte cose erano prive di nome, e per citarle bisognava indicarle col dito”. (Gabriel Garcia Marquez)
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∞ Arte mangia su guerra ∞
di Piero Ferrante
la-lista-di-lisette-218819Chiudi “La lista di Lisette”, e, a caldo, scatta l’associazione con uno di quei tormentoni dell’adolescenza, con quella frase di Jim Morrison che campeggiava a pennarellone indelebile, confusa tra fiori, falciemartelli, simboli d’anarchia e slogan giovanili, un po’ su tutte le chitarre degli sbarbatelli rockettari. “Un giorno anche la guerra s’inchinerà al suono di una chitarra”. Questo libro, di Susan Vreeland, e quella frase, di Jim Morrison, racchiudono la stessa forma di ribellione all’identico brutto infinito chiamato guerra. Una ribellione etica ed estetica che si chiama arte.

“La lista di Lisette” (editore è Neri Pozza) parte da una storia semplice, dall’amore compiuto tra Lisette e Andrè. Un amore fresco, un sentimento che odora un po’ di boulangerie e un po’ di mistral, profuma d’un profumo denso, della consistenza di un atelier, dove si confondono l’acre gusto della tela e il persistente effluvio degli oli da pittura. Un amore parisienne, che si siede e si alimenta tra le strade di Montmartre e i bistrot sulla Senna. Tutto è umilmente perfetto: le passeggiate, il cinema, le gallerie, il lavoro che va, gli amici, il vino. Poi, corre l’anno 1937, la coppia si trasferisce a Roussillon, piccolo paese della Provenza, per assistere Pascal, vecchio tenace e innamorato della vita, ma giunto al tramonto dei suoi giorni. Per Lisette il mondo comincia a girare al contrario. Tra venti furenti, toilette arrangiate, terra impastata e viaggi in corriera, la ragazza cittadina si sperde, stordita. La sua anima fa a pugni con l’amore per André e in lei vivono due vite diverse che cozzano tra loro proprio come le boules di Pascal giù al circolo. Fino a quando è proprio il vecchio a raccontarle i segreti di sette dipinti appesi alle pareti della casa in cui vive: sono opere di Cezanne e Pizarro, Picasso e Modigliani. Quadri che raccontano la Storia dell’arte ma soprattutto la storia di Roussillon e delle sue cave d’ocra, quelle da cui è proviene la tinta che li colora. Quadri da conoscere e da cui imparare poi, una volta scoppiata la guerra e partito André, quadri da ritrovare e da custodire, per evitare che cadano nelle mani dell’esercito nazista.

Nella resistenza di Lisette, riassunta nella composizione di una lista di intenti, di sogni e di desideri, c’è la forza e la tenacia di tutte le mogli, le madri, le donne che, nel corso tutte le guerre, hanno preservato e preservano gli aneliti di dignità custodi implacabili di vite familiari spesso frantumate. In compagnia di polli, capre, pittori esuli e rustici paesani, imparerà a camminare da sola sulle strade colorate della vita.

Questo della Vreeland è un vero romanzo popolare, un libro dalle pagine dipinte: di rosso fuoco, il colore dell’irriverenza politica, quella che scaglia, fino allo sbeffeggiamento, verso la tirannia; di viola, come i campi puntellati di lavanda; di blu, come il cielo profondo di Francia spazzato dal mistral; di verde, come il rubino di speranza incastonato al dito della vita di Lisette; di giallo ocra come le case scrostate di Roussillon e di Gordes; di arancione, come gli agrumi di marzapane a Natale.

Susan Vreeland, “La lista di Lisette”, Neri Pozza 2014
Giudizio: 3.5 / 5 –

Da leggere ascoltando: Vinicio Capossela, Modì
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∞ Recensioni al massimo: Solo il tempo di morire
di Massimo Ricciuti
6015692_344084Titolo: Solo il tempo di morire.
Autore: Paolo Roversi
Editore: Marsilio
Collana: Farfalle
Anno: 2015
Insieme a “Milano criminale” questo romanzo costituisce il dittico della “Città rossa”. In particolare narra dodici anni della nostra storia, quelli che vanno dal 1972 al 1984. Tre feroci malviventi sono pronti a tutto pur di mettere le mani sul capoluogo lombardo: Franco Tarantino, detto Faccia d’Angelo; Agostino Ebale, il Catanese; Roberto Vandelli, il bandito dagli occhi di ghiaccio. Contro di loro un solo, imperterrito poliziotto, Antonio Santi, più che mai deciso a stanarli. In un susseguirsi di sanguinose rapine, vendette e regolamenti di conti, assistiamo anche a tanti episodi reali della storia italiana, dal rapimento e l’uccisione di Aldo Moro al ferimento di Papa Giovanni Paolo II. Il tutto mentre Milano continua a essere invasa da fiumi di denaro sporco e cocaina. A far da colonna sonora alle vicende, le canzoni più famose dell’epoca, apprezzate anche dai banditi più spietati. Non mancano le ingerenze della mafia e della camorra, ben decise a spartirsi una fetta della città. Numerosi i termini tipici della mala meneghina, cui è dedicato un breve dizionario alla fine del romanzo. Il ritmo serrato della narrazione non lascia un attimo di tregua al lettore ed è solo uno dei tanti pregi di “Solo il tempo di morire”, che nulla ha da invidiare al celebre “Romanzo criminale” di De Cataldo.
Leggi la recensione completa sul blog di Marilù Oliva, Libroguerriero
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