Manfredonia
Manfrini: tetti di spesa non modificabili; Daunia Medica: incrementare fondi o niente stipendi

Manfredonia, clinica San Michele, ‘fumata nera’ tra Asl e Salatto

Il tavolo è stato aggiornato al prossimo 7 aprile 2015

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Foggia/Manfredonia – STIPENDI, fatture, tetti di spesa: discussione animata ieri in Prefettura durante il tavolo aperto per la vertenza della Clinica San Michele. Come anticipato, i “34” dipendenti della Casa di cura privata hanno lamentato la mancata erogazione di “5 stipendi oltre la tredicesima del 2014”. Dal suo canto, la Daunia Medica Spa, del patron Potito Salatto , contesta all’Asl/Foggia e alla Regione Puglia il mancato adeguamento del tetto di spesa assegnato alla casa di cura – provvisoriamente accreditata per 35 p.l. nelle branchie specialistiche di lungodegenza e geriatria – “per l’anno 2009 di 3.305.00 euro”. “Nel maggio 2010, la citata clinica privata ha subito la revoca dell’autorizzazione e del provvisorio accreditamento. In seguito, nel novembre del 2014 l’Asl Foggia ha deliberato per la Clinica San Michele un tetto di spesa di 2.153.684,20 euro”.

Durante il tavolo del 5 marzo 2015, il Prefetto di Foggia dr.ssa Tirone ha contestato tanto l’Asl quanto Salatto “difendendo i diritti dei lavoratori”. A sua volta l’Asl Foggia ha chiesto alla Daunia Medica di firmare i contratti relativi alla prestazioni sanitarie.

“Dal punto di vista dei pagamenti – dice a Statoquotidiano il Dg Asl/Fg ing. Manfrini – non credo che la Casa di cura abbia nulla a pretendere. L’Asl ha già provveduto all’erogazione di tutti i saldi del 2013 ed anche la fattura in acconto fino a novembre; pochi giorni fa è arrivata la fattura di dicembre ma dovremo prima chiedere la legittimità alla Regione Puglia per il pagamento, in considerazione della mancata volontà dell’azienda di sottoscrivere il contratto relativo ai tetti di spesa assegnati”.

“Per i tetti di spesa – continua Manfrini – ricordo che non ho il potere di modificare nulla, né di togliere ad altre strutture dei fondi per assegnarli alla Daunia Medica. Parliamo di un tetto invalicabile, stabilito attraverso una modello di ripartizione che appartiene alle passate gestione dell’Asl. Ripeto: non posso andare ad aumentare in maniera autonoma nessun tetto, essendoci un plafond da rispettare inderogabilmente. Per 3 volte ho inviato alla Regione i nostri atti, relativi alla ripartizione dei tetti di spesa per le cliniche private, chiedendo informazioni sulla possibilità di modificare le somme indicate o di recuperare ulteriori fondi. Non abbiamo mai ricevuto risposte. A Bari hanno confermato la ripartizione e la determinazione dei tetti di spesa come stabiliti dall’ASL Foggia”.

“Sono rammaricato per quanto stanno subendo i lavoratori. In ogni modo, non credo che per erogare le mensilità arretrate ai dipendenti Salatto debba necessariamente conseguire l’incremento del tetto di spesa. Di certo, il mancato pagamento degli stipendi non dipende dall’ASL che ha provveduto ineccepibilmente a mantenere fede ai propri impegni. L’unica possibilità di rivedere i tetti di spesa resta alla Regione Puglia”.

Mentre la società gestrice della clinica privata di Manfredonia avrebbe provveduto a saldare una mensilità arretrata (ottobre), mentre non è stato ritirato – dalla società – “l’avvio della procedura di riduzione del personale ex arrt.4 e 24 legge n.223/1991 riguardante in verità l’intera pianta organica, attualmente in servizio, con conseguente chiusura della stessa struttura sanitaria”, come dicono alcuni lavoratori a Statoquotidiano, il tavolo è stato aggiornato al prossimo 7 aprile 2015. I dipendenti hanno apprezzato l’impegno del prefetto Tirone “per una risoluzione positiva della vertenza”.

g.defilippo@statoquotidiano.it

Manfredonia, clinica San Michele, ‘fumata nera’ tra Asl e Salatto ultima modifica: 2015-03-06T19:35:38+00:00 da Giuseppe de Filippo



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