Manfredonia
"È libertà quella di sottoporsi ad una chirurgia estetica invasiva per rispondere all’immagine deformata di donne che lo specchio dei mass media ci invia?"

Donne Manfredonia Nuova: “Libertà vo cercando”

"È libertà l’affermazione di una cultura che esalta e giustifica la prostituzione, rendendola pratica sociale diffusa e normale?"

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Manfredonia. ”Incontrarsi nella giornata simbolo della lotta delle donne per l’emancipazione e la libertà, per noi donne di Manfredonia Nuova è quanto mai opportuno in un momento storico come questo in cui ci sembra che le donne siano rappresentate in modo distorto e poco rispettoso della propria dignità e libertà. Come si può parlare, infatti, di libertà se questa giornata importante storicamente e politicamente è stata ridotta ad uno sterile rituale (mimose, regali, ristorante, ecc.) in ossequio al dio consumo? È libertà quella di sottoporsi ad una chirurgia estetica invasiva per rispondere all’immagine deformata di donne che lo specchio dei mass media ci invia? È disarmante ascoltare le nostre le ragazze più giovani chiederci che male c’è a voler essere più belle.

Anche molte donne adulte autorevoli ritengono che, fare ricorso alla chirurgia estetica, sia una scelta giustificata dal bisogno di accettarsi e di essere accettate ed è giusto lasciare alle donne questa libertà. Ma quale libertà è mai quella di sfigurarci per aderire ad un modello estetico imposto dall’alto, che esclude un rapporto profondo con se stesse, con quello che c’è dentro di più tenero e profondo? Pasolini, già nel 75, con chiaroveggenza diceva: “Io odio con particolare veemenza il potere di oggi. È un potere che manipola i corpi in un modo orribile perché trasforma la coscienza, istituendo dei nuovi valori che sono alienanti e falsi.” E’ libertà la mercificazione dei corpi delle donne in primis, ma poi anche delle bambine e dei bambini, da parte di pubblicitari che non si fanno scrupolo di utilizzare talora anche il corpicino di una bimba di 4- 5 anni in posizione erotica? Dice Lorella Zanardo: “Credo che questo sia il problema maggiore per noi donne: non sappiamo cosa vogliamo. Ci siamo allontanate troppo da noi stesse e ora è difficile ritrovare la strada che ci condurrà a casa. Abbiamo introiettato il modello maschile così a lungo, e così profondamente, che non siamo più in grado di riconoscere cosa vogliamo veramente e cosa ci rende felici”.

È libertà l’affermazione di una cultura che esalta e giustifica la prostituzione, rendendola pratica sociale diffusa e normale? Escort è bello paiono dire molti affabulatori televisivi, si guadagna molto (terribile trappola per le giovanissime) e si può anche fare carriera politica? E’ libertà far credere ai nostri e alle nostre adolescenti che il desiderio non è altro che pulsione? Dice Michela Marzano nel saggio “Sii bella e stai zitta”: “Il desiderio, che è il sale della vita e spinge ognuno di noi ad andare verso l’altro, non può ridursi alla voglia frenetica di “consumare” corpi seducenti e impeccabili; il desiderio emerge e si sviluppa solo quando l’altro, l’oggetto del nostro desiderio, resta giustamente “altro”.

E’ libertà affittare il proprio utero, riducendo il corpo femminile a mero “fornetto”, mentre la maternità è esperienza intera, che comprende corpo, mente e anima di ogni donna? I nove mesi di gravidanza non possono diventare né merce di scambio né una forma pretestuosa di libertà. In essa c’è un’eccedenza che riguarda la riservatezza di sé, la dignità e la bellezza dei legami che, attraverso il corpo, si costituiscono, primo fra tutti quello tra madre e figlio/a, che è relazione primigenia. La cultura neoliberista, che traduce tutto in merce da buttare prima ancora di essere usata, si è impadronita delle conquiste femminili facendo passare il profitto per libertà di scelta. La cultura dell’Occidente al contrario ha ricevuto dal pensiero delle donne un respiro che ha permesso di guardare al mondo con una profondità prima assente, perciò è tempo di riscoprirlo e diffonderlo affinché si affermi una nuova umanità rispettosa della vita, dell’alterità, sobria e responsabile del destino della Nostra Madre Terra e di noi con Lei. Ebbene di questo e altro, uomini e donne e insieme, vogliamo parlare l’8 marzo, dalle ore 19,00, tra musica, poesia e qualche dolcino che male non fa, nella nostra sede di Manfredonia Nuova, piazza Duomo 4”.

(A cura di LE DONNE DI MANFREDONIA NUOVA, Manfredonia 06.03.2016)



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Commenti


  • Non posso crederci

    Argomentazioni storiche, vecchie e archiviate almeno 30 anni fa. Ovviamente mi riferisco all’unica donna che ha messo insieme quest’accozzaglia di temi (perché non credo che siamo molte ad avere contezza di quello che si scrive) che tra di loro stridono perché ognuno di essi ha una storia sua.
    Il vero mostro che dovreste abbattere è l’ignoranza, la tua per prima, e poi tutte le altre, perché potete arrivare a fare un lavoro sociale ben fatto solo con un meccanismo di autocoscienza/autocritica e non ricopiando frasi sconnesse tra loro che abbracciano temi troppo diversi.

    Studiate!!!


  • antonella

    Non puoi crederci?un nick poco convincente specie quando si vuol salire sul palco per dar fiato a un cumulo di sciocchezze del tutto gratuita e inutili.
    assicuro che noi si stidia da tutta una vita, perché da sempre abbiamo coscienza di quanta ignoranza gratuita ci circonda, infatti il tuo commento dimostra la pienezza di tanta sconvolgente realtà, oltre, ci assale il dubbio che gente come te possa avere facoltà di comprensione minima del testo. Lasciamo perdere!!!


  • Antonella Attanasio

    Mi scusi “Non posso crederci” ma cosa ci trova di male in quest’articolo? Non faccio parte di Manfredonia Nuova, ma trovo interessante che si discuta dell’argomento Donna proprio il giorno della sua festa, al di là di una possibile condivisione o meno della festa in sé. Emancipazione e finta emancipazione, prostituzione, chirurgia estetica massiccia, utero in affitto, le sembrano temi di 30 anni fa? Vuol dire che viviamo in un modo parallelo…
    Cordialità
    Antonella Attanasio


  • Non posso crederci

    La storia del movimento femminista è costellata di lotte e battaglie per fare in modo che la figura della donna non sia subordinata a un ordine etico e morale che si sono formati col tempo attraverso soprattutto credenze religiose. In particolare le prime femministe contestavano il fatto che la proprietà del corpo fosse propria/privata e non subordinata alle leggi dello stato. Così ad esempio la donna si emancipata, chidendo il diritto a non essere ammazzata se tradiva il marito (vedi delitto d’onore) oppure la possibilità di divorziare, o ancora la voglia di fare del proprio corpo ciò che più le era possibile come ad esempio prostituirsi o concedere una vita a chi era meno fortunato.
    Col vosto tema svolto state evidenziando che questi comportamenti sono moralemnte sbagliati e quindi vanno giudicati negativamente dalla soietà civile. Io vi dico che queste sono posizioni bigotte e perbeniste di donne che non sanno bene nemmeno di ciò che stanno discutendo perché la società è cambiata, e la donna può fare ciò che vuole del proprio corpo perché è libera, capite libera.
    Poi si può discutere del fatto che la prostituzione sia una pratica sbagliata se dietro c’è la mano di organizzazioni criminali che minacciato o estorcono denaro forzatamente, e allora siamo su un altro piano, cioè quello penale perché la donna in quest’ultimo caso è forzata a fare questo per pagarsi il debito dell’arrivo in Italia. Ecco però vorrei sottolineare di scindere i due temi altrimenti si crea accozzazglia di idee, che peraltro nemmeno rispecchiano le ragioni e la lotta delle donne.

    Ora siccome io so che voi siete daccordo con me, allora perché difendete posizioni di questo tipo? Piuttosto potreste dire due parole sul fatto che la festa della donna si è trasformata in uno strip tease generale, e fareste più bella figura. Rileggete l’articolo e vedrete che mi darete ragione, e non ditemi che sono brava perché ho solo aperto un libro di storia e ho studiato.


  • vittoria gentile

    Non so esattamente chi abbia scritto il pezzo(pur essendo dentro Manfredonia Nuova), ma dire che le argomentazioni storiche del pensiero della differenza e della rivoluzione femminile degli anni settanta, sono vecchie e archiviate mi sembra…fantasioso! Io sono grata a quegli anni, dai settanta in poi, perchè, pur con contraddizioni, esasperazioni, elementi di discutibilità varia, hanno dato una scossa importante a tutto il sistema e al modo di leggere i sessi, i ruoli, le relazioni cristallizzate tra ruoli e costrutti culturali millenari.
    Da quella scossa, anche una messe di leggi sociali importanti (anche se non pienamente condivise) che ponevano al centro la libertà di scelta femminile, e in fondo di entrambi i sessi.
    I temi sono diversi, ma sono tutte suggestioni interconnesse; che hanno a che fare, penso io, con la “vera” libertà delle persone, e delle donne, che si riconosce facilmente perchè mai, in alcun modo, può essere resa mercificabile.
    Ciò che è mercificabile non è mai libero, non è mai dignità della persone questa è la bussola.
    E anche questo è il filo rosso che lega indissolubilmente tutte le suggestioni proposte.
    Anche firmarsi è un modo di abbattere mostri, cordialità.


  • Gino

    Donne di Manfredonia nuova ? Chi Antonella piazza d’uomo ? Ma fateci il piacere. Pensate a rendervi utile occupandovi delle vostre famiglie . Pezzo scritto male antiquario e penoso.


  • antonella

    Gino cortesemente, firmati, visto che ti permetti di nominare invano nomi di cui tu non sei degno di pronunciare neanche la lettera iniziale, figurarsi poter parlare della persona, o argomentare l’ articolo, o addirittura parlare delle Donne di Manfredonia Nuova con dei consigli, che ti classificano egregiamente, se non riesci a capire il testo, il suo filo conduttore, l’ immagine proiettata, è inutile che commenti nel maldestro tentativo di arrecare offesa, mentre in realtà insulti soltanto te stesso e la tua poca intelligenza. Se fossi una persona dotata di mente pensante cerchereste di argomentare le tue ragioni di contestazione del testo, avviando una discussione seria ed intelligente sul tema. Purtroppo Gino da quelli come te non puoi aspettarti che insulti e consigli beceri che classificano la tua educazione.


  • Laila

    Siamo nel terzo millennio e la donna non ha ancora raggiunto parità dei diritti sul lavoro e nella società rispetto all’uomo. Subisce ancora violenza fisica e psichica che talvolta sfocia nel femminicidio.Neanche lo stato ci garantisce protezione.Siamo sempre destinate a subire e soffrire in nome della libertà della donna.


  • vittoria gentile

    Laila “subiamo”, come dici tu, perchè ci temono, perchè li spiazziamo.
    Perchè la nostra forza è molto più potente della loro e del loro modo d’intendere il potere. Lo hanno sempre saputo ed è così dalla notte dei tempi, da Adamo ed Eva in poi.
    Ma questo non dev’essere motivo di vanto, meno ancora di contrapposizione. Il lavoro di “riequilibrio” va fatto con i maschi, e non contro di loro. Va fatto rendendo realmente più solidi i maschi stessi, pensa un po’! Va fatto con i bambini e le bambine nelle scuole anche smontando i ruoli prestabiliti e codificati culturalmente. I pochi asili che hanno provato a farlo, attraverso le favole, si sono tirati appresso le ire dei più che subito hanno gridato “al gender, al gender!”…
    Non siamo destinate a soffrire per vocazione o destino, siamo (saremmo) destinati a crescere, tutti.

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