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All’indomani della sconfitta di Chiavari e delle dichiarazioni di mister Camplone sul rendimento dei suoi ragazzi, parla il ds Razvan Zamfir

Il ds Zamfir: «Camplone non è in discussione»

Camplone sta facendo il suo lavoro portando avanti un modo di fare calcio che noi apprezziamo e che ci ha spinto a sceglierlo

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«La società ha pienamente fiducia nell’operato del nostro allenatore. Camplone non è assolutamente in discussione – dice – le sue parole al termine della gara devono essere considerate come un modo per spronare l’ambiente, e sopratutto i giocatori, a dare tutti di più».

D. Fino a che punto Camplone è riuscito a trasmettere il suo modo di fare calcio a un gruppo abituato ai sistemi di Nicola?
R. Camplone sta facendo il suo lavoro portando avanti un modo di fare calcio che noi apprezziamo e che ci ha spinto a sceglierlo. Ma non possiamo di certo nasconderci. I risultati dicono che la squadra non è stata costante alternando buone partite ad altre meno buone. Senza cercare alibi, però, è giusto anche evidenziare che si sono verificate delle situazioni non imputabili all’allenatore che hanno portato ad avere fuori molti giocatori importanti a partire da Gentsoglou a Contini e Gemiti, da Maniero a Di Cesare e sabato finanche Puscas, che si era appena sbloccato martedì con la Ternana, oltre ad avere De Luca da un mese che gioca nonostante una fastidiosa pubalgia che lo limita notevolmente. Poi certo quando si sbaglia, si sbaglia tutti insieme, così come quando si è bravi lo si è tutti staff, giocatori, dirigenti. Poi c’è una componente, non fondamentale, ma altrettanto importante, che si chiama «fortuna» e quella, purtroppo, non si può allenare.

D. Cosa consiglia il d.s. al tecnico in un momento così delicato?
R. Nulla si può dire se non avere rispetto e fiducia in un tecnico molto valido e preparato che ha anteposto la sua passione e il suo lavoro alla salute, tornando in campo direttamente dall’ospedale dopo aver brillantemente superato un brutto momento. Ora bisogna rimanere tutti uniti. Nel calcio ci sono situazioni difficili e vanno affrontate con freddezza senza mai perdere di vista gli obiettivi. In questi momenti è necessario compattarsi maggiormente e lavorare di più a tutti i livelli.

D. Non pensa che il mercato di gennaio non abbia inciso, anzi, a parte Dezi e in minima parte Cissokho, gli altri dove sono?
R. Il mercato di gennaio è sempre molto particolare. Non è detto che si riesca a trovare quello che uno desidera e poi non credo che questo Bari avesse bisogno di cambiare tutto e di trovare dieci titolari. La squadra era competitiva e si doveva solo completare in alcuni reparti per affrontare le 22 partite rimanenti e i playoff. Non potevamo certo pensare di perdere, per infortunio, una serie di giocatori importanti.

D. Il tecnico ha condiviso le scelte del mercato di gennaio?
R. Dal settore giovanile alla prima squadra certe scelte, soprattutto quelle di mercato, sono tutte sempre condivise tra direttore sportivo, tecnico e proprietà.

D. Tante critiche su Zamfir. Tutte giuste?
R. Ora che sei fuori dai playoff è normale che arrivino le critiche. Quando si era nelle prime posizioni della classifica eravamo ritenuti tutti bravi. Il calcio è questo, i risultati contano più di ogni altra cosa. Ora dicono che siamo in difficoltà, ma io continuo a essere fiducioso per questo finale di campionato. Siamo solo ad un punto dalla zona playoff ed a cinque dal terzo posto, e con l’aiuto della nostra tifoseria, che è la componente più importante, e non cadendo nell’errore di essere «tutti contro tutti», raggiungeremo gli obiettivi che ci siamo prefissati.



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