Manfredonia

Longo: “Rivedere le concessioni demaniali sui litorali”


Di:

Spiaggia area Macchia-Varcaro (image copyright Stato)

Spiaggia area Macchia-Varcaro (image copyright Stato)

Bari – “IL ‘diritto di superficie’ sui litorali per la durata di 90 anni, contemplato nella bozza del decreto sullo Sviluppo, appare francamente un provvedimento incauto. Il nostro, non lo si dimentichi, è un Paese dalle straordinarie risorse naturali troppo spesso deturpate e saccheggiate da speculatori senza scrupoli”. Così in una nota del consigliere regionale Udc, Giuseppe Longo.

“Sono dunque in gran parte condivisibili le proteste di Legambiente e WWF, che paventano come il patrimonio costiero rischi di essere privatizzato a beneficio di pochi affaristi. In effetti, occorre considerare che in questi ultimi anni gli stabilimenti balneari prospicienti le nostre coste sono aumentati in maniera considerevole (attualmente se ne contano circa 10 mila), evolvendosi in molti casi in veri e propri fortilizi di cemento provvisti di balere, ristoranti, centri-salute, spazi sportivi, ecc. Ora, davvero è impensabile che per circa un secolo si dia la facoltà a chicchessia di monopolizzare un bene comune di straordinaria rilevanza paesaggistica come un arenile. Naturalmente, si obietterà che il provvedimento contempla comunque il diritto per i cittadini di accedere alle spiagge, ma ognuno di noi può sperimentare ogni estate, come spesso tale diritto sia da ritenersi meramente virtuale. Ritengo pertanto che tale provvedimento vada rivisto nell’interesse di tutti”.


INTRONA: “SPIAGGE PRIVATIZZATE PER 90 ANNI E IL FEDERALISMO DOV’E’ ?”
– “Concessioni novantennali per le spiagge, prospezioni petrolifere in mare, in barba ad ogni volontà locale: il Governo nazionale predica federalismo ed applica autoritarismo”. Davanti a scelte come quella sulla privatizzazione degli arenili, per il presidente del Consiglio regionale della Puglia Onofrio Introna non si può che restare “sconcertati, disorientati, è difficile perfino abbozzare una dichiarazione. Il Governo centrale si fermi una volta per tutte e si conceda una pausa in questa serie di provvedimenti che smentiscono l’autonomia locale, garantita solo a parole e confermano invece che vogliono privatizzare e mercificare tutto, anche i beni comuni della natura e del paesaggio”.
Si tratta, secondo il presidente Introna, degli effetti perversi di un “liberismo solo presunto, che mortifica qualsiasi ipotesi di federalismo, con il Governo che continua a decidere sulla testa di cittadini, territori e istituzioni”. “Spiagge privatizzate e cementificate? Poco male, in definitiva. A che servono le spiagge se davanti ai litorali più belli si pensa ad allestire mastodonti di metallo e torri di estrazione?” “La verità è che da una parte questo esecutivo lascia i giovani precari a vita e ipoteca il futuro loro e delle prossime quattro generazioni fino al 2100, dall’altra il ministro Prestigiacomo continua a rendere meno balneabili le acque dell’Adriatico, per estrarre pessimo petrolio”. “Tutto quanto è eccessivo. Sono conferme alle nostre preoccupazioni – conclude Introna – questo è un Governo che non lavora per il bene degli italiani”.


SODDISFAZIONE DI CASSANO
– “Il decreto sviluppo varato ieri dal Consiglio dei Ministri è una iniezione di novità e fiducia al comparto economico del Mezzogiorno. In particolare la misura degli incentivi ai distretti turistico- alberghieri con il diritto di superficie per gli arenili che durerà 90 anni, è una boccata d’ossigeno per gli imprenditori balneari vessati dalla Regione Puglia”. Lo sostiene in una nota il vicecapogruppo vicario del Pdl alla Regione Puglia, Massimo Cassano. “Il modo in cui l’assessore Godelli si scaglia contro questo provvedimento – aggiunge Cassano – è un’ammissione di incapacità totale a fare quello che le Regioni devono fare, ossia controllare che le leggi nazionali non siano violate. Il decreto prevede la creazione di distretti turistico – alberghieri che godranno di sgravi fiscali e di forti semplificazioni amministrative, il che dovrebbe far piacere a chi, come la Giunta Vendola, ha detto di aver da sempre creduto nei distretti. Da nessuna parte c’è scritto che sarà consentita la ‘cementificazione selvaggia’ delle coste come dichiara l’assessore Godelli. Certamente spetterà alla Regione fare in modo che ciò non avvenga. C’è da augurarsi che questo decreto riesca a produrre i suoi effetti positivi anche in Puglia e da subito, onde evitare che succeda quel che è successo con il Piano Casa: prima la Giunta Vendola ha approvato un provvedimento che vanificava gli effetti positivi del provvedimento del Governo Berlusconi, poi solo pochi giorni fa ha dovuto fare retromarcia, allargando le maglie di quel provvedimento per sostenere il comparto edilizio pugliese. Nessun saldo di fine stagione, ma una nuova stagione in cui le Regioni (la Puglia di Vendola si rassegni) devono essere capaci di assumersi la propria responsabilità e fare la propria parte”. “In questo caso – conclude Cassano – rendere applicabile la legge, verificando che non venga violata”.

MARTI: “DAL GOVERNO OSSIGENO PER TURISTI ED IMPRENDITORI” – “La decisione di rendere novantennali le concessioni per gli stabilimenti balneari è una vera e propria rivoluzione che finalmente dà sicurezza e stabilità al settore del turismo balneare e a tanti imprenditori che fino ad oggi hanno vissuto nell’incertezza che i loro costi stagionali potessero essere davvero degli investimenti, il che finiva per pesare nelle tasche degli utenti”. Lo sostiene in una nota il consigliere regionale salentino del Pdl, Roberto Marti.”Il Governo Berlusconi, anche grazie all’impegno del ministro Fitto che in questi anni ha sempre dimostrato di avere a cuore i problemi di questo settore, ha inteso così dare certezza alle imprese balneari limitando la burocrazia e mettendo finalmente ordine in un settore fondamentale per l’economia turistica e quindi per la Puglia che ha quasi 900 chilometri di coste. Nel Salento – aggiunge Marti – questo provvedimento si traduce in una boccata d’ossigeno per le centinaia di imprenditori balneari che finalmente potranno rendere servizi migliori ai cittadini. Dare certezza agli investimenti degli imprenditori significa poi eliminare i costi stagionali per allestimento e smontaggio delle strutture, il che non potrà che ripercuotersi sulle tariffe applicate ai cittadini che saranno più basse. Ingiustificati gli allarmi degli ambientalisti e della Regione Puglia, perchè i nostri imprenditori balneari sanno bene che il paesaggio e l’ambiente sono la principale ricchezza della nostra terra e sapranno certamente conciliare il rispetto dell’ambiente con la legittima esigenza di garantire servizi adeguati ai turisti”.

Redazione Stato

Longo: “Rivedere le concessioni demaniali sui litorali” ultima modifica: 2011-05-06T11:17:33+00:00 da Redazione



Vota questo articolo:
0

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Nota. Si informano i lettori che la testata giornalistica Statoquotidiano (www.statoquotidiano.it) è responsabile solo dei contenuti multimediali (video, foto etc) e dei testi presenti nella sezione "Articoli" e "Documenti". Non è in alcun modo responsabile dei contenuti e dei commenti presenti in tutte le sezioni del sito.

Articoli correlati

Pin It on Pinterest

Share This