Manfredonia

“Riattiviamo anche se ridotta la geriatria a Monte. Io ? Non strumentalizzo” (V)


Di:

Il dottor Giuseppe Totaro, consigliere comunale dell'opposizione. Il 10 maggio, ore 9 e 30, manifestazione contro chiusura geriatra a Monte (ST)

Monte Sant’Angelo – CONTRO la chiusura di Geriatria a Monte. Contro la chiusura del servizio e rigettando le deliberazioni dell’ASL di Fg ( Deliberazione Asl/Fg, n.430 dell’8.04.2011). La soluzione proposta: una riattivazione del servizio “anche riducendo i posti letto”. Questa la motivazione principale alla base della prossima mobilitazione generale proposta dal movimento civico (apartitico) “E’ la nostra città” di Monte Sant’Angelo, rappresentato dal dottor Giuseppe Totaro, medico specialista in fisiatria del Distretto sanitario dell’ospedale San Camillo De Lellis di Manfredonia, attuale consigliere all’opposizione del Comune montanaro. La manifestazione è fissata per il prossimo martedì 10 maggio 2011, alle ore 9 e 30, nel centro di Monte, nei pressi del Monumento dei Caduti. La manifestazione cade in un periodo nel quale si continua a riparlare incessantemente dei tagli stabiliti per gli ospedali foggiani: è il caso dell’ospedale Lastaria di Lucera, punto di riferimento per l’intero SubAppennino Dauno, per il quale sarebbero stati previsti tagli futuri nei posti letto. Rimostranze naturalmente a Torremaggiore e San Severo anche per i criteri alla base della ricollocazione del personale. Complessivamente in Provincia di Foggia sarebbero stati apportati tagli per 3,7 milioni di euro, 4,8 imposti dall’Asl di Foggia e agli Ospedali Riuniti. Complessivamente 296 i posti letto in riduzione ( Focus tagli 296 p.l.). Tagli come risaputo anche nel settore privato della sanità foggiana, con tetti di spesa ridotti: si pensi al caso della clinica privata San Michele di Manfredonia, che ha ricevuto l’autorizzazione per la ripartenza proprio nelle branchie specialistiche di geriatria e lunga-degenza, in attesa dell’accreditamento istituzionale, con una riduzione da 2,2 milioni a 900mila euro. Clinica San Michele ( Focus Clinica San Michele, ricorso Telesforo, riduzione tetto di spesa) che dovrebbe sottrarre i posti letto di geriatria proprio all’ospedale di Monte. Ma non vi sono certezze considerando l’auspicata riapertura della struttura sanitaria della Daunia Medica srl oramai rilanciata da tempo. In settimana il dottor Matera, dell’Asl Bat, ha continuato l’iter relativo alle verifiche per il rilascio dell’accreditamento della clinica privata di Manfredonia. Attesa. Da ricordare, infine per il privato, il caso del Don Uva di Foggia e Bisceglie. Con conseguenze per occupazione e ricoveri.

CHIUSURA GERIATRIA A MONTE, LA VICENDA: DALLO SFORAMENTO DEL PATTO DI STABILITA’ DELLA REGIONE ALLA CHIUSURA DEI REPARTI NELLA CAPITANATA – COSA SI E’ STABILITO, DOPO DELIBERA DELL’ASL DI FOGGIA, PER LA CITTA’ DI MONTE SANT’ANGELO – Come si ricorderà, dopo aver preso atto della sottoscrizione del Protocollo di Intesa del 14 marzo 2011 tra l’Assessore Regionale alla Politiche della Salute Tommaso Fiore e il Sindaco di Monte Sant’Angelo Andrea Ciliberti, e dopo il successivo incontro tenutosi presso l’Ospedale di Monte Sant’Angelo il 6 aprile 2011 tramite il dottor D’Alessandro (Direttore Medico) e il dottor De Vita (Direttore Amministrativo), Coordinatori Operativi Processi di disattivazione e rimodulazione delle UU. OO. e della ricollocazione del personale, il dottor Ruggiero Castrignanò, direttore Generale dell’ASL FG, ha deliberato per l’Ospedale di Monte Sant’Angelo – in seguito alla disattivazione del reparto di geriatria per complessivi 20 posti letto ha disposto una nuova configurazione per i posti letto nel centro di Monte Sant’Angelo (vedi delibera in precedenza).

Dunque, attivazione di 1 modulo di RSA (20 posti letto) dedicato ai malati di Alzheimer. Per la Dialisi: 1 modulo di Hospice (10 posti letto), Day Service (medico e chirurgico), Medicalizzazione 118, 1 modulo di Riabilitazione Neuromotoria (ex-art. 26) da 20 posti letto (subordinato alla programmazione regionale) e una Casa della Salute. Servizi confermati: il Laboratorio di Analisi Cliniche, la Radiologia, il Punto di Primo intervento (Pronto Soccorso) con l’attivazione di 2 posti letto per l’osservazione breve, Ambulatori Specialistici del Distretto Socio-sanitario e RSA (40 posti letto).

Previsto un finanziamento pari a 1.500.000 di europer le azioni di adeguamento di cui sopra, sui nuovi fondi FESR destinati per una parte limitata agli adeguamenti strutturali e impiantistici, per la restante parte all’acquisto di tecnologie per il potenziamento delle attività sanitarie”. Su decisione dell’Asl di Foggia, per le nuove attivazioni si procederà alla ricollocazione del personale riveniente dalla soppressione della Unità Operativa dell’Ospedale (come infatti avvenuto con la ricollocazione delle circa 20 unità – tra medici, infermieri, Ota – del reparto di geriatria di Monte Sant’Angelo nell’ospedale San Camillo de Lellis di Manfredonia tra ortopedia, pediatria, medicina). “E’ un risultato importante, frutto dell’impegno dell’Amministrazione Comunale e di quanti l’hanno sostenuta, che al di là delle pessimistiche previsioni dovute alla disattivazione del reparto di Geriatria, ha permesso di mantenere i servizi esistenti e contestualmente di ottenere nuovi servizi, necessari ed indispensabili per la tutela del diritto alla salute della nostra comunità. Continua l’impegno affinché questi nuovi servizi vengano attivati nel più breve tempo possibile”, aveva detto in una nota stampa il sindaco del centro montanaro Andrea Ciliberti, esprimendo la propria soddisfazione dopo l’accordo raggiunto.

“LASCIAI LA MAGGIORANZA DI CILIBERTI PERCHE’ IL SINDACO AMA ATTORNIARSI DI PERSONE PRONTE AD ASSERVIRLO IN TUTTE LE DECISIONI” – Il consigliere all’opposizione del Comune di Monte Sant’Angelo dottor Giuseppe Totaro, fautore principale della manifestazione del prossimo 10 maggio, interviene per Stato ricostruendo la vicenda relativa alla disattivazione del servizio, causante la successiva deliberazione dell’Asl di Foggia. Il dottor Totaro fa parte oggi della lista “Uniti per Monte” che riunisce movimenti politici tanto della destra quanto della sinistra locale. “Una coalizione d’emergenza”, dice Totaro, già suffragato nel 2007, “con circa 600 voti”, attualmente nell’opposizione nella Giunta Ciliberti (che dovrebbe terminare il mandato, tranne ribaltoni inattesi, nel maggio 2011), già nella maggioranza ma distanziatosi dall’attuale giunta Ciliberti “a seguito delle numerose inadempienze del sindaco relativamente ai patti stabiliti con la Città e per l’eccessiva presenza di rappresentanti non in possesso delle dovute capacità di elaborazione progettuali ma quanto al contrario di una involontaria propensione verso l’acquiescenza amministrativa per lo stesso sindaco e per tutte le decisioni dello stesso”. In parole povere, il Totaro pensiero, quello che Ciliberti decide i suoi collaboratori, senza pensare, quasi lo fanno. Da qui la costituzione di una giunta totalmente integrante con le disposizioni dell’attuale sindaco montanaro.

“SONO ALMENO DUE ANNI CHE CERCAVO DI RILANCIARE L’EMERGENZA OSPEDALE. SPIACE DI NON AVER AVUTO ASCOLTO, FORSE QUALCOSA SAREBBE POTUTA CAMBIARE” – “All’incirca 2 anni fa – spiega il dottor Totaro – avevo fatto presente in consiglio comunale la situazione d’emergenza per l’ospedale di Monte”. Questo in seguito ad alcuni colloqui intercorsi 24 mesi fa tra lo stesso Totaro e rappresentanti di peso del centrodestra regionale (Palese, l’attuale capogruppo del Pdl “uno stimato esperto di bilancio”, nonché l’attuale vice-presidente del consiglio regionale Nino Marmo). “Ricordo che al tempo Marmo e Palese mi prospettarono – tra gli altri – il possibile scenario che si sarebbe potuto configurare per la sanità pugliese, causa i problemi nel bilancio regionale, in primis della sanità, causa lo sforamento della Regione Puglia del Patto di stabilità interno ( Patto stabilità 1 e Polemiche Introna-Palese e Nel luglio 2010 Fiore illustra il piano di rientro e Pelillo e Dentamaro: “regionalizzare il Psi”)

“L’unica soluzione già ricercata al tempo – dice il dottor Totaro – fu quella di un piano di rientro sanitario con la conseguente riduzione dei posti letto e la recente approvazione del Piano di rientro Focus posizione Anci: priorità deospedalizzazione )

Sforamento patto di stabilità, piano di rientro e riduzione dei posti letto: tutto come realmente avvenuto, facendo un salto avanti di soli due anni (2009-2011) e guardando cosa è successo nel gennaio 2011 ( Riordino ospedale, gennaio 2011 ), a febbraio ( Piano di rientro Monte, Febbraio) e ( Tutti i tagli in Capitanata ), fino al 9 marzo con l’annunciato taglio di 296 posti letto in Capitanata (vedi in precedenza).

DUNQUE LA RICONVERSIONE – QUANDO MARINO GIURO’ ALL’INDOMANI DELLA VOTAZIONE DELLA LEGGE: “DAL CENTRODESTRA INUTILE OSTRACISMO” – In seguito l’incontro tra l’assessore Fiore, il presidente della commissione Sanità, Dino Marino ed i i sindaci di S. Marco in Lamis, Torremaggiore e Rignano che ponevano la questione della contemporaneità tra chiusura degli ospedali e apertura di strutture sanitarie del territorio. Da qui la legge (“Norme in materia di residenze Sanitarie assistenziali, Riabilitazione e Hospice”) presentata dal PD, primo firmatario proprio Dino Marino, per la contemporaneità tra la chiusura dei posti letto di ricovero per acuti e l’apertura nei plessi ospedalieri dismessi del tutto o parzialmente, di posti letto di RSA, Riabilitazione e Hospice. “Grazie alla pdl – disse Marino – non ci sarà bisogno per le Rsa già operanti di presentare i requisiti tecnici ed amministrativi per l’accreditamento, ma una semplice autocertificazione. Una procedura che, quindi, permetterà di risparmiare molto tempo”. Per il personale, fu detto, “un discorso a parte merita il problema del personale sanitario impiegato negli ospedali da chiudere. “Sono in corso – ha sottolineato l’assessore – trattative sindacali per andare nella direzione della progressiva riduzione degli ospedali, senza grossi contraccolpi”. Marino dirà in seguito, “che il centrodestra ha voluto impedire il voto sul disegno di legge sulle RSA proposta dal PD e votata in commissione da tutta la maggioranza”. “Legge che assicura la contemporaneità tra la chiusura dei 18 ospedali previsti nel Piano di Riordino Ospedaliero e l’apertura di strutture territoriali come appunto le RSA – residenze sanitarie assistite – i posti letto di riabilitazione e gli hospice”. “Rocco Palese il pomeriggio, attraverso una montagna di comunicati, ha detto che la chiusura degli ospedali mette a repentaglio la salute dei cittadini e la mattina, in consiglio regionale, impedisce l’approvazione di quelle norme che tutelano le comunità in cui si stanno chiudendo i piccoli ospedali. Questo ruolo disfattista dell’opposizione mortifica le istituzioni e impedisce un confronto serio nel merito delle questioni”. “La geriatria di Monte Sant’Angelo non si doveva chiudere. Il sottoscritto – disse Marino ad alcuni iscritti del gruppo “Un ospedale, un mondo – ha prima polemizzato con l’assessore, tanto che lo stesso voleva dimettersi, poi purtroppo sono stato lasciato solo dal mio gruppo e dal mio segretario regionale che dando ragione all’assessore gli hanno dato la forza per imporre la sua visione che è stata quella di chiudere tutti i reparti per acuti. Quando non era più possibile tenere la geriatria, non sono scappato , ho incontrato gli operatori dell’ospedale di Monte e subito dopo ho avvisato il vostro sindaco. Poi sempre grazie al sottoscritto – ha rimarcato Marino – si è aperta un’ interlocuzione tra l’amministrazione comunale, l’assessore regionale Fiore e il direttore generale della ASL, promuovendo un incontro e cercando soluzioni alternative alla geriatria”. Proprio da questo incontro sarebbe stato stipulato un accordo “che per Monte Sant’Angelo – disse Marino – prevede (come avvenuto, ndR) l’attivazione di altri 20 posti di RSA dedicati ai malati di Alzheimer, oltre ai 40 già attivi , 8 posti letto di Hospice, saranno attivati due posti letto di osservazione, continueranno a funzionare la radiologia e il laboratorio di analisi, il 118 sarà medicalizzato e apriranno i posti reni e la sala operatoria che ultimamente non funzionava più sarà riattivata in modalità di “day service” , così una serie di piccoli interventi chirurgici si potranno tenere a Monte. Quindi si chiude un reparto di acuzie di 20 posti letto, ma si passa da un totale di 60 posti letto a un totale di 70 posti letto che non producono DRG . Scusate per l’incoerenza”, concluse Marino. Ma oggi il dottor Totaro contesta.

LA RICOSTRUZIONE DEL CONSIGLIERE D’OPPOSIZIONE: “DISATTESE MOLTE DELLE PROMESSE FATTE” – “Nel 2009 – ricorda il dottor Totaro, oggi fautore della manifestazione – cominciai a affiggere manifesti per la città di Monte per avvisare la cittadina della possibile disattivazione del servizio. Lo stesso feci anche in consiglio comunale. Si rischia la chiusura, dissi a più riprese. Ma non fui mai creduto”. Nel gennaio 2011 l’attivazione del Pal (Piano attuativo locale) a Monte con la sostituzione del dottor Donato Troiano con il dirigente ASL R.Castrignano. “Nel Pal fu specificato come la geriatria a Monte andasse sostituita con il reparto di medicina – dice il dottor Giuseppe Totaro – Castrignanò venne a Monte nel gennaio 2010. In seguito la notizia diventò pubblica. Dopo l’ufficializzazione dello sforamento del patto di stabilità interno per la regione Puglia”.

Ancora qualche mese ed arriva il primo piano di rientro pugliese, a fine gennaio 2010, con l’elenco di tutti gli ospedali da dismettere in Puglia. “Per Monte si disse: “solo una trasformazione in ospedale del territorio”, ricorda il dottor Totaro. Ovvero ? “Ovvero a servizio della stessa città e di Mattinata con soli 10 posti letto”. In seguito il II e il III piano di rientro, con la geriatria di Monte interessata (meno 20 posti letto) e con la disattivazione anche per gli ospedali Umberto I di Torremaggiore e quello di San Marco in Lamis. “La differenza principale – dice il dottor Totaro – è che mentre per San Marco c’è la vicina San Giovanni Rotondo e per Torremaggiore San Severo, Monte Sant’Angelo è maggiormente distante da Manfredonia oltre ad essere situata a 850 metri d’altitudine con il 92% dei posti letto di geriatra utilizzati durante il servizio. Un servizio indispensabile per una città con difficoltà climatiche e di viabilità per il trasferimento dell’unteza. Penso che la riconfigurazione ospedaliera per Monte Sant’Angelo andasse affrontata in modo separato da quanto previsto per la Provincia di Foggia”.

LE CONTRAPPOSIZIONI IN GIUNTA – “Ricordo che ne discutemmo in diverse occasioni in consiglio comunale – dice a Stato il consigliere Giuseppe Totaro – Il sindaco con componenti di sinistra che stavano in amministrazione e con consiglieri comunali che avevano i loro rappresentanti nella Regione Puglia, in primis Dino Marino, fecero capire che era impossibile che la geriatria chiudesse”. Come confermato anche in seguito ad un incontro avvenuto alle Clarisse a Monte, successivamente ai piani di rientro, verso l’estate 2010. “Un incontro che ha confuso i cittadini di Monte. I partiti della maggioranza giuravano sulla salvezza del reparto di geriatria. Io con manifesti pubblici cercavo di dire che l’ospedale rischiava invece la chiusura. Lo stesso sindaco Ciliberti ha avuto con questi rappresentanti degli incontri in Regione dove invece fu detto che l’ospedale di Monte avrebbe avuto una sorte diversa dagli altri ospedali. In seguito, nel dicembre 2010, io, con altri rappresentanti, ad esclusione del sindaco e dell’amministrazione, ci recammo a Bari per un incontro con l’assessore Fiore e con Dino Marino. Anche allora ci fu detto che l’ospedale di Monte si sarebbe salvato,in considerazione della nostra posizione, a circa 850 metri di altitudine e dunque per le problematiche che ne sarebbero derivate con la chiusura del reparto per la viabilità di una popolazione che può contare su circa 8500 anziani. Ma oggi come si vede quanto promesso da Bari non si è realizzato. L’ufficialità sulla chiusura di geriatria è arrivata quando io ed altri esponenti ponemmo la questione in consiglio comunale. Il sindaco in modo arbitrario ha poi sottoscritto (vedi un precedenza, il 14 marzo) un protocollo d’intesa con il conseguimento, per lo stesso primo cittadino, di un ottimo risultato. Dimentica il sindaco che il protocollo d’intesa ha riguardato anche i presidi ospedalieri di Torremaggiore e San Marco e gli interessati in Puglia. Io dico oggi: soltanto un contentino per calmare le popolazioni. Anche perchè c’erano in alcuni comuni le amministrative. Si sono accontentati di cose possibili vedrete soltanto sulla carta”.

“A MONTE CI SONO GIA’ I 40 POSTI LETTO DI R.S.A. DEL PIANO FITTO. CASA DELLA SALUTE ? SOLTANTO ARIA” – “RISCHIO ALTERAZIONI PER GLI ESAMI DEL LABORATORIO ANALISI” – “Ricordo ai cittadini che Monte può già contare sui 40 posti di R.S.A (dal Piano Fitto, R.S.A. pubblica nel 2003-2004). Dunque ad oggi ci sono 60 posti letto per questo servizio. Adesso si parla di 20 posti letto per i malati di Alzheimer. Voglio portare all’attenzione di tutti le problematiche delle rette: per i ricoveri nella R.S.A di Monte Sant’Angelo l’utente deve andare incontro ad una retta di circa 1000 euro più altre spese, come servizi di pulizia, lavaggio indumenti. Non è più un servizio gratuito”. Si ricorda che oltre l’attivazione di 1 modulo di RSA (20 posti letto) dedicato ai malati di, per Monte, si ripete è prevista, dopo la disattivazione di geriatria: per la Dialisi: 1 modulo di Hospice (10 posti letto), Day Service (medico e chirurgico), Medicalizzazione 118, 1 modulo di Riabilitazione Neuromotoria (ex-art. 26) da 20 posti letto (subordinato alla programmazione regionale) e una Casa della Salute. Servizi confermati: il Laboratorio di Analisi Cliniche, la Radiologia, il Punto di Primo intervento (Pronto Soccorso) con l’attivazione di 2 posti letto per l’osservazione breve, Ambulatori Specialistici del Distretto Socio-sanitario e RSA (40 posti letto).

La maggior parte delle indicazioni regionali sono progettualità valide soltanto su carta. Il nostro reparto di geriatria oltre a ricoverare gli anziani era tutto per Monte. Per le persone che stavano facendo il trapasso, l’exitus. Per le malattie croniche. Il nostro reparto serviva a tutto. Aveva 20 posti letto. Erano più che sufficienti. Con questa chiusura rischiano i servizi del laboratorio analisi e la radiologia. Adesso a Monte si fa solo il prelievo e si porta a Manfredonia. Con tutti i disagi che potranno derivare, gli esami a Manfredonia potranno subire anche delle alterazioni. E’ normale. Le risposte le si avranno dopo 7-10 giorni. Per il servizio di radiologia c’è soltanto un tecnico di laboratorio. Io dico che rischia anche l’R.S.A (quella già esistente) che resta scoperta. I medici sono stati tutti trasferiti a Manfredonia. Per Monte, ribadisco, serve il reparto di geriatria anche se ridotta per i malati acuti, per il primo intervento, essendo il nostro un paese di montagna per difficoltà climatiche”.

PERSONALE – “Il personale in modo caotico è stato mandato a Manfredonia, tra medici, infermieri e Ota circa 30 unità (in realtà si parla di 21 unità complessive). A Manfredonia sono stati parcheggiati fra ortopedia, pediatria, medicina. Non sanno neanche loro che cosa dovranno fare. Inoltre c’è stata una recente delibera dell’Asl dove si dice agli OTA e agli infermieri, oggi ricollocati a Manfredonia, di mettersi in graduatoria per potere essere utilizzati per l’Hospice, la Casa della salute. Certo potrebbe anche avere dei risvolti positivi a livello occupazionale ma questi servizi non servono. Una scelta fatta senza criterio. Non comprendo le decisioni di Vendola per un paese che ha visitato tante volte. Per un paese che conosce e dunque potrebbe comprenderne le necessità a livello ospedaliero. Contesto le scelte di Vendola anche se fosse stato di destra. Contesto il sindaco Ciliberti che ha firmato il protocollo d’intesa in modo arbitrario. Il sindaco non ha numeri in maggioranza, ha solo 11 rappresentanti. A Monte sono circa 5 mesi che non si fanno consigli comunali ( Il consiglio comunale è stato convocato il prossimo 12 maggio, ndR). Non poteva sottoscrivere un protocollo d’intesa senza coinvolgere la città. Io ho fatto un incontro alla Clarisse con la gente del luogo che mi ha chiesto a gran voce di fare chiarezza sulla disattivazione con geriatria. Dopo aver compreso i disagi mi hanno chiesto l’attivazione di una mobilitazione generale”.

LE CRITICHE: “MANIFESTAZIONE STRUMENTALIZZATA ? LO ESCLUDO” – Su Facebook (nel gruppo “Un Ospedale, un mondo” si parla di strumentalizzazioni relativamente alla disattivazione del reparto di geriatria a Monte Sant’Angelo. (Michelangelo d’Apolito: “Purtroppo negli ultimi tempi i nostri politici di tutti gli schieramenti stanno solamente strumentalizzando il problema ospedale facendo solamente politica, permettetemi di dirlo, sporca. Addirittura nella stessa maggioranza, un amministratore mi ha avvicinato e con fare beffardo mi ha chiesta se il sindaco ci aveva chiamato per firmare il ricorso al Presidente della Repubblica, e quando io gli ho risposto che non doveva chiamare noi, ma era l’amministrazione che doveva fare il ricorso, sempre con fare beffardo mi ha detto che meno male che l’avevano fatto i dipendenti dell’ospedale. Io non so se il sindaco l’ha fatto come promesso ma a questo punto sembra di no, ma allo stesso tempo si è visto la rottura nella stessa amministrazione, che uno non sa cosa fa l’altro. I partiti dopo le lettera del direttore sanitario ognuno ha messo i manifesti per criticare l’operato dell’altro, compreso il il PD. Ma non si doveva tutti insieme lottare per l’ospedale? Invece no, ognuno vuol denigrare l’altro per poter contare di più alle prossime e vicine elezioni, e dell’ospedale non gliene frega niente. Ricordo quando fu aperto l’ospedale negli anni settanta, tutti i partiti collaborarono ed all’epoca a Monte c’era la sinistra e alla regione il centro destra, ma tutti uniti collaborarono all’apertura dell’ospedale. Quando si paventò la chiusura dell’ospedale negli anni novanta tutti i partiti si coalizzarono e ci fu un grande sciopero unito contro la chiusura. Dove sono adesso queste coalizioni? Il Movimento montanaro con la gran cassa urla contro l’amministrazione (che ha le sue colpe), dimenticando che a settembre in un manifesto aveva detto di aver creato un movimento contro la chiusura dell’ospedale, voi l’avete visto? io no, so solo che si grida. Il PD aveva detto che i suoi consiglieri regionali si sarebbero impegnati per l’ospedale, invece manifesti contro l’amministrazione quando c’è stata la ventilata chiusura ed adesso che sono arrivate le prime lettere. L’IdV che con gran cassa aveva messo il manifesto che grazie e loro e l’impegno l’ospedale aveva avuto, adesso è assente. Il SEL che esprime il Presidente del consiglio pensa alla campagna elettorale per altre cosa, l’ospedale non è urgente. Sono disgustato da questi comportamenti di tutti i politici. E vorrei ricordare agli amici del gruppo che se noi non ci fossimo mossi forse la cosa sarebbe passata sotto silenzio. Quindi il nostro merito è stato quello di mettere a fuoco l’argomento ospedale, adesso devono essere i politici se hanno gli attributi a fare il resto. Io sarò pronto a scendere in piazza quando ce ne sarà bisogno, per il resto chiedo scusa agli amici del gruppo se sono stato un po’ lungo, ma volevo spiegare la mia posizione”.

“Niente strumentalizzazioni – dice il dottor Totaro – A Monte si andrà a votare l’anno prossimo Anche io mi devo candidare me lo hanno chiesto i cittadini ma oggi cosa c’entra ? I partiti hanno allontanato i cittadini. In tutta Italia ma specie a Monte che non si fa altro che diffamare, sparlare, calunniare. Con questo movimento desideriamo creare invece un’unione fra i cittadini, dei cittadini pronti a lottare per un qualcosa di tangibile, parlo a livello sanitari, e che si possa toccare con mano. La politica è partecipazione. I partiti sono oggi lontani dai cittadini ed inoltri si sono involontariamente esclusi dalla partecipazione: manifesterebbero contro se stessi dopo aver detto che l’ospedale di Monte, che il reparto di Geriatria non sarebbe stato chiuso. Ho sempre lottato contro la chiusura dell’ospedale. Avevo detto di lottare, di andare sui tetti, l’ho messo in verbale ai consigli comunali. I cittadini seguono le persone coerenti. Non possono negare il mio operato”.

g.defilippo@statoquotidiano.it

“Riattiviamo anche se ridotta la geriatria a Monte. Io ? Non strumentalizzo” (V) ultima modifica: 2011-05-06T10:22:26+00:00 da Giuseppe de Filippo



Vota questo articolo:
7

Commenti


  • alfredo

    Caro Dott. Totaro,ci devono spiegare come hanno fatto a toglierci la geriatria per darla ad una struttura privata,quando nel piano sanitario per il privato non erano previsti,anzi dovevano essere tagliati,ma per ovviare alle malefatte di qualcuno,fanno pagare a noi cittadini di monte.


  • matteo

    Complimenti a Voi di Stato per l’articolo che corrisponde ai fatti.
    Grazie


  • matteo

    Complimenti a Voi di Stato per l’articolo che corrisponde ai fatti.ovviamente anche al dott. Totaro
    Grazie


  • Redazione

    A Lei, grazie. Red


  • Renato Narcisi - CS

    La città di Monte Sant’Angelo (FG), con la manifestazione cittadina del 10 maggio, chiede alle autorità sanitarie della regione Puglia e dell’ASL di Foggia la SOSPENSIONE temporanea della DISATTIVAZIONE del reparto di GERIATRIA di Monte Sant’Angelo (FG), la RIATTIVAZIONE del laboratorio analisi e del servizio di radiologia, in quanto comune montano con un alto tasso di popolazione anziana.

    In primis, chiede la REVOCA IMMEDIATA degli ordini di servizio di trasferimento di tutto il personale medico-infermieristico e socio-sanitario, in attesa di una rettifica di quanto previsto e sottoscritto nel protocollo d’intesa a firma dell’assessore alla Salute Tommaso Fiore, del direttore generale dell’ASL di Foggia R. Castrignanò e dal sindaco di Monte Sant’Angelo.
    Monte Sant’Angelo, 11.05.2011
    I rappresentanti della manifestazione cittadina

    Renato NARCISI


  • "E' la nostra città" (CS)

    Domande al governatore Nichi Vendola e riflessioni per la chiusura del reparto di Geriatria dell’Ospedale di Monte Sant’Angelo.

    Perché si chiude il reparto di Geriatria nell’Ospedale di Monte Sant’Angelo che ha indici di utilizzazione ottimali?
    Perché si disattiva il reparto di Geriatria nell’ospedale di Monte Sant’Angelo di 20 posti letto per aprirne un altro in una clinica convenzionata di pianura?

    Dov’è il risparmio?
    Perché non è stata applicata la legge ordinaria del Parlamento n. 97/94 sulla tutela per le zone montane? Monte Sant’Angelo è l’unica realtà ospedaliera in Puglia che si trova in montagna a 850 m sul livello del mare.

    Perché nessuno considera i forti disagi socio-ambientali, visto che la popolazione di Monte Sant’Angelo è in maggioranza anziana e notevoli sono le difficoltà, per gli anziani, di spostarsi in altre realtà vicine al fine di trovare un posto letto nelle strutture ospedaliere, con pericoli in itinere dovuti, soprattutto nel periodo invernale, a nebbia, ghiaccio e neve?

    Perché i servizi ai cittadini non sono distribuiti in egual misura senza oneri aggiuntivi per chi sta’ in montagna?

    Perché prima di varare la legge sul riordino-rientro sanitario il governatore Vendola non è venuto a rendersi conto della realtà nell’ospedale di Monte Sant’Angelo, visto che nel suo programma elettorale ha affermato, più volte, che il confronto e il dialogo con le popolazioni è fondamentale nella sua prassi di governo?

    Perché in Regione il governatore Vendola e la sua Giunta si sono resi blindati a un qualsiasi confronto o incontro con gli operatori dell’ospedale di Monte Sant’Angelo, con i cittadini?

    Perché si chiude il reparto di Geriatria nell’ospedale di Monte Sant’Angelo e si promettono servizi più dispendiosi e non ancora attivati?

    Perché i nostri anziani per un ricovero sono addirittura arrivati in presidi ospedalieri fuori della nostra provincia?

    Perché i posti letto degli ospedali vicini erano tutti occupati?

    Perché, se la tutela della salute, quale diritto fondamentale della persona, riveste carattere di preminente interesse nazionale, ai sensi dell’art. 44, comma secondo, della Costituzione, e trova realizzazione in interventi speciali per la montagna, a cui i cittadini di Monte Sant’Angelo appartengono, non è salvaguardata?

    Perché la regione Puglia non tutela le zone montane, salvaguardando le strutture ospedaliere, come è previsto dalla legge?

    Perché il governatore Vendola ha reso l’Ospedale di Monte Sant’Angelo una “cattedrale nel deserto” ?
    – 5° piano : un modulo di RSA completamente arredato e mai attivato;
    – 3° piano : reparto di Geriatria rimodernato, aperto appena 3 anni fa e . . . . chiuso;
    – 2° piano : Day Surgery rimodernato e utilizzato per poco tempo fin quando è durata la convenzione con l’Ospedale di S. Giovanni Rotondo;
    – 1° piano : laboratorio di analisi completamente ristrutturato con macchinari all’avanguardia e . . . . . ora inutilizzato;
    – Piano terra : Dialisi completa di sei reni artificiali di ultima generazione, macchinari sempre in funzione (con manutenzione periodica) e . . . . mai aperta.

    Ufficio stampa del movimento civico
    “E’ la nostra Citta”


  • Matteo Ciuffreda (ST)

    Mi chiedo se sia mai possibile che al giorno d’oggi faccia più notizia un buco sulla conduttura dell’Acquedotto Pugliese che non una manifestazione apolitica in piazza a Monte Sant’Angelo (10.05.2011) a cui hanno aderito in 3500 (un terzo della popolazione) contro la chiusura dell’unico reparto di Geriatria dell’Ospedale alla sede?
    Non è possibile che i mezzi di “informazione/persuasione di massa” al giorno d’oggi sono tutti (ed in questo caso dico tutti) al servizio del potere!!!

    Monte Sant’Angelo conta moltissimi anziani nella popolazione residente e questa decisione va presa come un duro colpo inferto da chi vuol far diventare questa città (con 15 secoli di storia) un borgo disabitato da vendere agli inglesi. Se qualcuno volesse dedicarci qualche riga sminuita, un grazie a nome di tutti i montanari.

    Matteo Ciuffreda

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Nota. Si informano i lettori che la testata giornalistica Statoquotidiano (www.statoquotidiano.it) è responsabile solo dei contenuti multimediali (video, foto etc) e dei testi presenti nella sezione "Articoli" e "Documenti". Non è in alcun modo responsabile dei contenuti e dei commenti presenti in tutte le sezioni del sito.

Articoli correlati

Pin It on Pinterest

Share This