Capitanata

Petroceltic, le “7 sorelle” dell’ambientalismo: “Il Ministro ci ripensi”


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Trivellazioni in mare. (Fonte immagine: mondoraro.org)

Roma – “Ad un anno dall’incidente del Golfo del Messico e alla luce degli ingentissimi danni che ha provocato sull’ambiente e l’economia del mare e delle coste coinvolte, è impensabile mettere a rischio altre aree marine di interesse ambientale internazionale, come le Isole Tremiti, oggetto dell’interesse di compagnie petrolifere nazionali e multinazionali.” CTS, Greenpeace, Legambiente, Marevivo, Touring Club Italiano, Vas-Verdi Ambiente e Società e WWF Italia in una nota congiunta fanno quadrato e ribadiscono un secco NO alle ricerche di petrolio al largo delle Isole Tremiti, aderendo alla manifestazione contro le trivellazioni in Adriatico che si terrà domani a Termoli in Molise.

“Sebbene al momento si tratti solo di un permesso di ricerca – scrivono le associazioni nella nota – la concessione rilasciata alla Petroceltic Elsa, la compagnia irlandese che ha presentato più di una richiesta in questo tratto di mare, apre la strada all’estrazione di petrolio in questo tratto del mar Adriatico”. Una scelta che “mette a repentaglio un patrimonio naturale dal valore inestimabile e soprattutto una risorsa economica inesauribile per le comunità locali, il turismo”. Cosa impensabile, se si richiama alla mente che “dopo il disastro provocato sulle coste della Louisiana, l’Italia aveva lanciato un segnale importante per ridurre il rischio trivellazioni nel mare italiano con il decreto legislativo 128/2010, coerentemente al regime speciale di tutela del bacino del Mediterraneo stabilito dalla Convenzione ONU di Barcellona”. M i quadri mutano rapidamente, alludono le associazioni ambientaliste e “ora l’Italia non deve tornare indietro e per questo le associazioni non condividono la decisione presa dal Ministero dell’Ambiente del Territorio e del Mare dopo il via libera del Ministero dei Beni e Attività Culturali”.

“Anche se il Ministro Prestigiacomo ha fornito tutte le rassicurazioni del caso – commentano poi CTS, Greenpeace, Legambiente, Marevivo, Touring Club Italiano, Vas-Verdi Ambiente e Società e WWF Italia -, il provvedimento apre la strada all’estrazione di petrolio nel basso adriatico, con tutti i rischi che comporta non solo dal punto di vista ambientale, ma anche economico. Quanti e quali turisti sceglierebbero di passare le vacanze sulle Isole Tremiti sapendo di passare l’estate in un mare costellato di trivelle?”.

“Il turismo – chiosano – è un’importante leva economica e il rischio più grande è, non solo quello di danneggiare un’area marina protetta di valore inestimabile, ma anche quello di vedere drasticamente ridotti gli arrivi di turisti che ogni anno giungono sulle isole per ammirare fondali tra i più belli del Mediterraneo, ricchissimi di biodiversità. Con la stessa convinzione con cui abbiamo apprezzato la coerenza e la determinazione del Ministero dell’ambiente nel procedere concretamente per la tutela del mare italiano, istituendo zone di interdizione alle attività di ricerca, prospezione e coltivazione di petrolio in mare, – concludono le associazioni – chiediamo che il Ministro Prestigiacomo faccia presto un passo indietro. Per questo aderiamo alla manifestazione di Termoli, insieme a tutti quei cittadini che si oppongono con forza a questa scellerata decisione”.

Petroceltic, le “7 sorelle” dell’ambientalismo: “Il Ministro ci ripensi” ultima modifica: 2011-05-06T17:31:33+00:00 da Redazione



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Commenti


  • Raffaele de Seneen

    IO (DICO NO) e……. SPERIAMO CHE ME LA CAVO
    Certo che dico:”NO” alla trivellazione delle Tremiti, perché voglio capire meglio, perché a me “’sta capa nun m’aiuta” come dice un simpatico comico in TV. E idealmente sto con Michele, Lilino, Giovanni che sono andati a manifestare a Termoli.

    Poi faccio lo sfottente e dico: “Ma ci andate con i mezzi a petrolio-benzina a manifestare contro la trivellazione del petrolio!”. Arriva la soluzione, c’è una proposta di un passaggio in carriola, un’altra me la trovo io, viaggio idealmente (e prudentemente) seduto sulle ginocchia di Michele, cha da anni ha rinunciato alla macchina, io da una vita, e un po’ mi salvo l’anima. So con chi ho a che fare, ci possiamo anche scazzare, ma ‘ste battute, provocazioni so che me le posso permettere.

    Avendo deciso, finalmente, di cercare di ragionare con la mia testa, senza lasciarmi condizionare dal pensiero “partito”, di chi per vivere ed attestare, prima a se stesso, poi agli altri, di esistere ancora, dice “si” a quello che gli altri dicono “no” e viceversa, senza tenere conto dei problemi e delle esigenze della terra e dell’uomo, mi son detto: “Fermati, riflettiamo!”.

    “NO” al nucleare, perché il precedente no del referendum è scaduto!? Hanno una scadenza le decisioni assunte dal popolo!? Forse perché passa il tempo, il popolo cambia, morti, nascite, e il “nuovo popolo” deve decidere di bel nuovo! Allora sta in calendario anche Repubblica-Monarchia, divorzio, aborto!? Fatemi sapere.

    Il petrolio costa, stiamo sotto lo schiaffo delle Sette Sorelle, allora via all’energia alternativa. Si, però, le pale eoliche deturpano il paesaggio, la “coltivazione” di pannelli solari sottrae suoli all’agricoltura, sulle biomasse partono dagli scarti di lavorazione, vinacce, sanse, ecc., si accorgono, o già sanno, che danno 30, 40 su 100 e passano al mais che da 99: “E che dalla roba che si usa per l’alimentazione ora si fa carburante!?”. Uno scandalo, uno spreco con tanta gente che muore di fame.

    “Hai visto a Brescia con un termovalorizzatore che ti combinano!?”. “Bravi quelli!”. Qui ho sentito di Mezzanone, Marcegaglia, gente che s’incazza, l’hanno fatto già, lo devono ancora fare: “Ma è solo un bruciatore!”. “ NO!”. E ad Apricena, dove solo noi siamo cazzi di produrre pietra, vogliono fare un klingherificio, specie di cementificio: “NO!”, le polveri e tutto il resto. Allora chiudiamo tutti i cementifici se fanno male. A Barletta (c’è ancora?) mica sono più fessi di noi. Importiamo petrolio, perché non possiamo importare cemento. Esportiamo “munnezza”, perché non possiamo esportare pietrame.
    Insomma i “NO” non finiscono mai, se non è uno è l’altro, per una cosa ed anche per l’altra. Viviamo in un paese di indecisi, incoerenti, imbrattacarte, imbroglioni e imbecilli.

    A me tutti ‘sti “NO” non mi aiutano, la capa non mi accompagna. Vuoi vedere che ha ragione mia madre, novantacinque anni, quando mi ripete: “Che nu NO te spìcce e che nu SI t’empìcce!”. Allora è una malattia vecchia!?

    06.05.2011 – Raffaele de Seneen

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