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Attentato Brindisi, fermato 68enne di Copertino (VD)

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Giovanni Vantaggiato (fonte image: rainews24)

Roma – FERMO di polizia giudiziaria ai danni di un 68enne imprenditore di Copertino (Lecce) accusato della strage di sabato 19 maggio a Brindisi davanti alla scuola Morvillo-Falcone. L’uomo, Giovanni Vantaggiato, è attivo da tempo nella vendita di gasolio per riscaldamento ed agricolo. Il 68enne – sposato con figli – avrebbe confessato il gesto. L’imprenditore avrebbe agito “per colpire la giustizia”, causa “un processo per una truffa subita, senza però riavere il denaro che aveva perduto”. Da quanto emerge, l’uomo avrebbe voluto colpire il Trinunale di Brindisi, vicino l’istituto Morvillo-Falcone. “Ma troppo sorvegliato”, avrebbe ripiegato sulla scuola.

L’uomo ha ammesso le sue responsabilita’ nel corso di un lunghissimo interrogatorio in Questura a Lecce, conclusosi a notte fonda, anche se non e’ ancora chiaro il movente. A Vantaggiato gli investigatori sono arrivati attraverso “indagini tradizionali” ma anche grazie anche ai “filmati delle telecamere di sicurezza della zona dell’attentato”. “Non solo, quindi, i fotogrammi dell’uomo che sembra armeggiare un telecomando, ma anche i filmati del passaggio nella zona della scuola di due vetture riconducibili a Vantaggiato, nei minuti precedenti l’esplosione”. L’uomo avrebbe agito completamente da solo: dal gesto alla costruzione dell’ordigno.

Attentato Brindisi: Vantaggiato in barca dopo strage. Come riportano le agenzie nazionali, dopo la strage di Brindisi Gianni Vantaggiato, nei ritagli di tempo, ha continuato a coltivar il suo hobby principale: la cura dello yacht da 50 piedi ormeggiato nella darsena di Porto Cesareo. A raccontarlo e’ un artigiano di Copertino, un tappezziere, che fa lavori sulle barche della zona e che un anno fa lo aveva avuto come cliente. “L’ho visto proprio martedi’ scorso stava facendo i lavori di pulizia della carena che si fanno annualmente prima di rimettere la barca a mare e partire per le vacanze. Stava lavorando da solo ed era tranquillo”.

Attentato Brindisi:fermato,ho fatto bomba con polvere pirica. “La bomba l’ho fabbricata io nel deposito. Ho comprato fuochi d’artificio e li ho svuotati mettendo dieci chili di polvere pirica in ciascuna bombola”. Lo ha detto nell’interrogatorio di ieri sera – fonte Ansa – l’imprenditore 68enne Giovanni Vantaggiato: “Le bombole le ho portate la sera prima con la Fiat Punto sul luogo dell’attentato. La mattina dopo sono andato li’ con la Hyundai (l’altra auto di famiglia, intestata alla moglie, ndr) e ho pigiato il telecomando”.

Attentato a Brindisi, Buccoliero: ”Un plauso al lavoro sinergico di forze dell’ordine e magistratura, ma resta una profonda amarezza dinanzi alla follia umana”. “A meno di un mese dal vile attentato al Morvillo – Falcone di Brindisi costato la vita di Melissa Bassi, il lavoro certosino, sinergico e indefesso di carabinieri, polizia e magistratura ha permesso di dare un volto e un nome a colui che si è macchiato di un orrendo crimine. Accanto alla comprensibile soddisfazione per aver fatto luce su un terribile fatto di sangue, che ha scosso un intero Paese, resta la profonda amarezza per una follia cieca e crudele, che ha reciso la vita appena sbocciata della povera Melissa”.

È quanto dichiara il consigliere della Regione Puglia e presidente di “Moderati e Popolari”, Antonio Buccoliero, che già poche ore dopo il terribile attentato, aveva mostrato forti perplessità riguardo la pista mafiosa o terroristica, propendendo per un movente più banale, ma sicuramente non meno crudele. “C’è sempre stata la consapevolezza – prosegue Buccoliero – che neppure l’identità del responsabile o dei responsabili di un gesto così vigliacco avrebbe potuto mai giustificare la morte della povera Melissa. Oggi quella sensazione è una dolorosa realtà: dietro un’azione così criminale, spietata e folle c’è la banalità e la miseria della condizione umana, che ricerca, attraverso la vendetta, la propria soddisfazione personale. L’encomiabile lavoro di forze dell’ordine e magistratura servirà a restituire sicurezza a tutto un territorio, ma non riuscirà a colmare il senso vuoto che ognuno di noi si porta dentro da quel terribile 19 maggio scorso”. “D’altronde – conclude Buccoliero – qualunque altro esito non avrebbe aggiunto molto. Resta una sola verità: Melissa non meritava di morire; di morire in quel modo; di morire per quel motivo, di morire per nessun motivo!”.

Strage Brindisi.Vendola: “Lavoro straordinario magistratura e forze dell’ordine”. Una dichiarazione del Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola che ha commentato gli sviluppi che ci sono stati nelle indagini sulla strage di Brindisi con l’arresto dell’anziano commerciante di Copertino. “Credo che dobbiamo esprimere la soddisfazione per la capacità degli investigatori e della magistratura di essere riusciti a darci il nome, di indicarci il volto di un assassino. Penso che sia stato fatto un lavoro straordinario dal punto di vista della ricerca dell’autore di un delitto così efferato. Resta naturalmente aperta la questione della ragione, di quale sia stato il movente. Insomma abbiamo un assassino, dobbiamo attendere ora, con la pazienza che abbiamo avuto finora, la ricostruzione di questa terribile storia. Resta però intatto il dolore per quello che è successo davanti ad una scuola , di un sabato mattina, di una giornata che doveva essere di festa e che è diventata di tragedia”.

In precedenza.

POSSIBILI accertamenti in corso su un soggetto sospettato di “aver avuto un ruolo” nell’attentato alla scuola Morvillo-Falcone di Brindisi, con morte della 16ene Melissa Bassi e il ferimento di 5 ragazze.

In base alle fonti raccolte, si farebbe riferimento ad un gestore di una stazione di rifornimento gas nel Leccese. Vero obiettivo dell’attentato il preside dell’istituto Morvillo-Falcone, Angelo Rampino. L’uomo sul quale sono ricaduti i sospetti avrebbe fabbricato e fatto esplodere l’ordigno che ha causato la morte della 16enne Melissa Bassi. Da qui l’ipotesi di una “vendetta privata”.

Cadono dunque le ipotesi “mafia”, come inizialmente emerso, “terrorismo” e/o “azioni anarchiche”, come del resto rimarcato in giornata dal Capo della Polizia Antonio Manganelli , per il quale “il giorno della tragedia i detenuti della Sacra Corona Unita hanno fatto un telegramma di solidarietà alla famiglia di Melissa: un segnale specifico per dire noi non ci entriamo”. E anche per quanto riguarda la Fai “faccio fatica a immaginare” che sia opera loro un attentato così vigliacco”. “Arriveremo a chi è stato”, ha garantito stamane Manganelli.

Fra le altri ipotesi che avvalorerebbero la vendetta privata, le abitudini del preside dell’Istituto brindisino che passava nel punto in cui è esploso l’ordigno “tutti i giorni alla stessa ora”. Tranne quel tragico sabato in cui Rampino era in ritardo. Smentite del dirigente scolastico: “non ho nemici – ha detto al Tgcom24 – e di sicuro non ho come nemico nessun commerciante”.

Al momento non ci sono persone iscritte nel registro degli indagati, come “nessuna novità” nelle indagini, come detto dal procuratore distrettuale Antimafia di Lecce, Cataldo Motta.


VIDEO ATTENTATO




Redazione Stato



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