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Cozza tarantina, Chiarelli, asse Stefàno-Vendola abbandona 600 famiglie

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Cozza tarantina, Chiarelli, asse Stefàno-Vendola abbandona 600 famiglie (http://reginazabo.ilcannocchiale.it)

Taranto – “NON si può più parlare di crisi inattesa, tantomeno di emergenza” – questo è il parere del consigliere regionale Gianfranco Chiarelli (PdL), in riferimento a quanto sta accadendo in questi giorni in merito alla questione cozze alla diossina.

“A distanza di un anno – rileva Chiarelli – da quando la ASL ha reso pubblici i dati relativi alla contaminazione delle cozze provenienti dal primo seno del Mar Piccolo, con conseguente divieto di commercializzazione e distruzione del prodotto inquinato, ci ritroviamo nelle stesse condizioni senza che si sia fatto un solo passo in avanti in direzione della risoluzione del problema. Anzi, se in precedenza i danni lamentati dai produttori sono stai stimati in circa 1,5 milioni di euro, oggi gli stessi mitilicoltori parlano di almeno ulteriori 5 milioni di euro nel caso fossero confermati i dati negativi delle analisi”.

E a proposito di analisi Chiarelli stigmatizza il comportamento del sindaco Stefàno che pare voglia sottrarsi alle proprie responsabilità: “in questi giorni i produttori hanno atteso invano di poter parlare con il sindaco, riuscendo a contattare solo il suo capo di gabinetto; e, nonostante l’istituto zooprofiliattico di Teramo abbia inviato i dati relativi alle ultime analisi effettuate, giorno 1 giugno, anche su sollecitazione dello stesso Stefàno!, fino a ieri i dati non sono ancora stati ufficializzati! cosa si teme?”.

“È evidente – prosegue il consigliere regionale – che sia il sindaco di Taranto sia il governo regionale, che in un anno non hanno prodotto alcun risultato concreto in direzione della risoluzione del problema, siano oggi in grandi difficoltà nel dover affrontare una questione che vede a serio rischio la sopravvivenza di ben 600 famiglie e la crisi ormai irreversibile di un intero comparto economico. E’ bene a questo punto che, al di là delle decisioni che si andranno ad assumere in sede di tavolo tecnico (che sarebbe buona cosa riunire a Taranto con la presenza degli operatori del settore) occorre un azione politica decisa che punti soprattutto a individuare le risorse necessarie per provvedere alle bonifiche e al finanziamento del trasferimento, temporaneo, in Mar Grande, delle produzioni, nonché al pieno risarcimento dei danni subiti dai miticoltori. “E’ il caso quindi – conclude Chiarelli – che della questione sia investito l’intero consiglio regionale”.


Redazione Stato



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