Manfredonia

Rimodulazione punti nascita, “disattivazione Ostetricia-Ginecologia” al S.Camillo

Di:

Ospedale San Camillo De Lellis

Ospedale San Camillo De Lellis di Manfredonia (St)

Manfredonia – CHIUSURA (“riconversione in struttura di aziende territoriali”) degli ospedali che risultavano, in esito al RR 18/2010, con una dotazione inferiore ai 70 posti letto: e dunque “ospedale Jaia di Conversano(Bari), 53 posti letto”, e “ospedale Sambiasi di Nardò (56 posti letto)”; rimodulazione dei punti nascita sulla base delle indicazioni dell’Accordo Conferenza Stato/Regioni e Province Autonome del 16 dicembre 2010, con riferimento al numero annuale di parti (tagli sotto i 500 parti annui). E dunque disattivazione di 10 unità di Ostetricia e Ginecologia: Lucera, Manfredonia (con +6 posti letto dal 2010 ma con l’UTIC a rischio e blocco ricoveri per Pediatria, ndR), Canosa, Trani, Terlizzi, Molfetta, Ostuni, Fasano, Manduria, Gallipoli e Casarano. Eccezione per Scorrano “che rimane attivo per garantire la copertura territoriale dell’attività assistenziale”.

Entro il 31/12/2012 prevista la disattivazione di 370 posti letto nelle Aziende ed Enti del SSR e di 130 p.l.negli Enti Ecclesiastici e IRCCS privati. Le azioni programmate in relazione ai p.l. delle Case di cura private accreditate saranno oggetto di un successivo provvedimento regolamentare.

Il mantenimento, quali plessi aggregati ad ospedali di base, intermedio o di riferimento regionale di ospedali che, in esito al RR 18/2010, risultavano con una dotazione di posti letto inferiori a 70: ospedale San Camillo di Mesagne. Infine: l’aggregazione di ospedali risultati, in esito all’attuale rimodulazione, non in possesso di tutte le discipline necessarie per configurare un ospedale di base, come da L.R. 23/2008.

In totale 21 chiusure di plessi ospedalieri quale “ prezzo da pagare per fare nuove assunzioni” come detto dal presidente della Regione Nichi Vendola. Così, prima di ufficialità, dopo l’approvazione del regolamento per definire le cosiddette linee di attuazione della riorganizzazione della rete ospedaliera.

DELIBERA DI RIFERIMENTO

Vendola sul piano di rientro approvato: “Ora piante organiche e concorsi”. “Abbiamo cercato di mettere in equilibrio il sistema sperando di non addolorare i cittadini ma soprattutto sperando di non ferire il diritto alla salute che è la cosa più importante da salvaguardare. Tutto questo, lo voglio ripetere perchè i pugliesi lo sappiano, avendo approvato stasera il regolamento, nelle prossime ore possiamo stabilire le piante organiche e far partire i concorsi per assumere medici e infermieri. Il nostro obiettivo fondamentale è guadagnare le risorse che consentano al sistema Puglia di traguardare una fase difficile e finalmente camminare verso obiettivi di miglioramento del sistema sanitario”. Lo ha detto il Presidente della regione Puglia Nichi Vendola al termine della giunta regionale di questo pomeriggio che ha approvato il regolamento riguardante la seconda fase del piano di rientro.

Dalla delibera di Giunta, la chiusura dei reparti Ostetricia-ginecologia (ST)

“L’obiettivo che ci era imposto era quello di tagliare 2400 posti letto, di fare cioè una cura dimagrante impressionante – ha aggiunto Vendola – noi abbiamo fatto in un anno quello che la regione Toscana ha fatto in dieci anni dal punto di vista della chiusura di piccoli ospedali. Le chiusure diventano drammatiche se non vengono accompagnate da aperture. Si può chiudere un ospedale se è un bidone vuoto, ma bisogna sostituirlo con una rete di servizi assistenziali ed è quello che noi faremo”.

Entrando poi nello specifico, Vendola ha sottolineato che “l’asticella per la determinazione della chiusura degli ospedali è stata spostata in giù, dai 100 posti letto ai 70 posti letto” anche se il Presidente comunque ha aggiunto che “non è giusto e appropriato parlare di chiusura, bensì occorre parlare di riconversione”. Vendola ha poi detto che “i due ospedali sulla via della riconversione, sono Nardò e Conversano” mentre “per quanto riguarda la distribuzione dei tagli degli 800 posti letto, è stata una distribuzione equa, fatta Asl per Asl, territorio per territorio, tenendo conto di tutti i problemi e di tutte le sensibilità. Sul tema infine più dolente dei punti nascita, Vendola ha aggiunto che “secondo quanto scritto nelle linee guida del Ministero, sono stati chiusi tutti quelli con meno di 500 parti all’anno. Uniche due ccezioni, Scorrano che aveva pochi parti al di sotto di questa cifra ma che invece serviva un territorio che aveva necessità, e Canosa che, al contrario, insisteva in una Asl con molti punti nascita aldi sopra della cifra indicata dal Ministero”, ha concluso Vendola.

Sanita’ fase due – Negro: “Ok per Scorrano. “La razionalizzazione del servizio sanitario regionale deve tenere conto del riferimento geografico e non limitarsi a tagli indiscriminati basati su sterili numeri. Siamo soddisfatti per il salvataggio da parte della Giunta del reparto di ostetricia dell’ospedale di Scorrano, ma ora invitiamo il Governo regionale a mantenere gli impegni presi per Nardò e a operare una correzione sul taglio di ostetricia di Gallipoli”. È quanto affermato dal Presidente del Gruppo Udc alla Regione Puglia, Salvatore Negro che ha assicurato l’impegno del Gruppo centrista a cercare una soluzione che ponga rimedio allo squilibrio posto in essere dalla fase due del piano di rientro sanitario. “I tagli operati dalla Giunta regionale – ha spiegato il capogruppo Udc – hanno lasciato scoperto di servizi essenziali e primari, come quello di ostetricia, alcune aree della nostra regione fra cui quella ionica. A nostro avviso occorre tenere conto che Gallipoli è una città turistica che nel periodo estivo conta sul suo territorio oltre 100mila presenze e che il suo hinterland comprende numerosi Comuni i cui abitanti quotidianamente si rivolgono all’ospedale gallipolino per l’erogazione di prestazioni sanitarie. La soppressione del punto nascita, quindi, potrebbe provocare uno squilibrio territoriale che si risolverebbe a danno degli utenti”.

Posti letto ospedale civile San Camillo De Lellis (da 2010 a 2012 dopo P.rientro II - STATO@)

Mennea. “Un lavoro intenso ci ha permesso di raggiungere il grande obiettivo di salvare l’ospedale di Trani dalla chiusura. Abbiamo lavorato a più livelli, ma certamente è un risultato che non si sarebbe potuto raggiungere senza la grande disponibilità del presidente Vendola e dell’assessore Attolini, che sento di ringraziare pubblicamente, unitamente all’intero gruppo consiliare regionale del Pd”. Così il consigliere regionale del Partito Democratico Ruggiero Mennea commenta l’approvazione, da parte della giunta regionale, del regolamento che stabilisce i criteri per la chiusura di ospedali, reparti e posti letto. Una modifica prevista in extremis (l’abbassamento della soglia di posti letto minimi da 100 a 70) consentirà all’ospedale San Nicola Pellegrino di restare aperto.


Lastaria, conferenza Dotoli.
Domani, giovedì 7 giugno 2012, alle ore 18, nella sala consiliare del Comune di Lucera, il Sindaco di Lucera ed i Sindaci del Comprensorio, terranno una conferenza stampa alla luce della recente Delibera di Giunta Regionale sul piano di riordino sanitario.

g.defilippo@statoquotidiano.it



Vota questo articolo:
19

Commenti


  • made in manfredonia

    Quindi non si vedrà piu la scritta “Nato a Manfredonia”?


  • avv. Gegè Gargiulo

    Da: Avv. Eugenio Gargiulo (eucariota@tiscali.it)

    L’assegno di divorzio va ridotto se, al netto del contributo per i figli, al padre resta meno che all’ex moglie!

    Accolta l’istanza del coniuge obbligato all’assegno divorzile ,al quale restano 500 euro contro i mille dell’ex moglie beneficiaria. In questo caso l’assegno di divorzio può essere ridotto se, al netto del contributo per i figli, il genitore obbligato ha a disposizione una somma inferiore rispetto all’ex coniuge.

    A questa interessante conclusione è giunta la Corte d’Appello di Roma che, con una sentenza del 23 marzo 2012, ha accolto il ricorso presentato da un papà contro la decisione del Tribunale che lo aveva condannato a versare 500 euro alla ex moglie.
    Ma l’uomo doveva versare altrettanto alla figlia legittima e a quella naturale. La sua disponibilità mensile si riduceva quindi a 600 euro scarsi.
    Per questo la Corte ha accolto in parte i motivi della difesa riducendo a 300 euro il contributo in favore dell’ex.

    I giudici hanno applicato, almeno sulla carta, il principio per cui ai fini del riconoscimento del diritto all’assegno divorzile si impongono l’accertamento della situazione economica familiare al momento della cessazione della convivenza matrimoniale, e la sua comparazione con quella del coniuge richiedente al momento della pronuncia, per verificare se quest’ultima gli permetta di conservare il tenore di vita corrispondente a quello precedente.

    In realtà – interviene sull’argomento l’avv. Eugenio Gargiulo – il principio desta interesse perché l’assegno di divorzio è stato ridotto dalla Corte di merito sulla base di una comparazione attuale dei redditi, svincolata dal tenore di vita in costanza di matrimonio!
    Foggia, 6 giugno 2012 avv. Eugenio Gargiulo


  • saionara

    L’attuale assessore alla sanità mesi fa aveva dichiarato che avrebbero chiuso i punti nascita sotto le 300 nascita annue,ora si è rimangiato la parola e ha fissato in 70 posti letto. Ma neanche a Milano hanno 70 posti letto pediatrici tutti insieme. Avete idea di quanto personale occorre per gestire 70 letti giorn oe notte? Attolini facci il piacere se sei il nuovo, no grazie


  • naty

    che schifo!!!!!!ma pensate a come ridurre il vostro stipendio…


  • mattia

    che vergogna!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!La città va sempre più a rotoli e si sta solamente a parlare e a guardare!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!


  • Muammar

    per la red: da quando andrà in vigore tale norma?


  • Redazione

    Gent.le lettore,
    come indicato nell’articolo, abbiamo indicato i provvedimenti della delibera in attesa di attuazioni e prima di possibili modifiche; presto aggiornamenti;grazie


  • elena

    k skifoooooooooo occupatevi delle cose piu’ importanti piuttosto k pensare a tagliare sempre su noi cittadini….dobbiamo andare tutti a foggia vergognatevi
    pensate ai vostri stipendi!


  • Giusi

    V E R G O G N A


  • u bannaiule

    è una vergogna!!!!tra un pò davvero vedrete la rivoluzione!!!Caro Vendola inizia a fare le valigie e ad andar via dalla regione!!!!


  • fattinonparole

    Grazie ai nostri rappresentanti,si vede che sono rispettati in regione,sindaco ci sei?


  • Muammar

    ma il sindaco non aveva cantato vittoria?
    il partito del sindaco non va a braccietto con vendola?

    sarebbe veramente veregognoso perdere quel reparto vitale per la città.


  • fattinonparole

    Il PD?Il significato:Potenzialmente Debole.

  • Riesco a capire il malcontento dei manfredoniani per la disattivazione del reparto Ostetricia e Ginecologia. Purtroppo la triste realtà è questa……probabilmente mai più o si spera solo per il momento, vedremo sulla carta di identità dei nostri figli “nato a Manfredonia”. Ma è doveroso puntualizzare che il programma di chiusura dei punti nascita al di sotto dei 500 parti è avvenuto in tutta Italia in particolar modo nei centri al di sotto dei 500 parti all’anno e soprattutto per salvaguardare la sicurezza dei nascituri spostando questi in centri più attrezzati per eventuali problemi http://www.vita.it/news/view/109557

    Io sono stato sempre il primo ad attaccare un Politica Vendoliana nel campo della Sanità, ma credo che questa situazione era stato 1 atto dovuto. Da’altra parte è bene sottolineare che guardando le tabelle, http://img689.imageshack.us/img689/7615/tabellamanfredonia.jpg Manfredonia tutto sommato non è andata malissimo, considerato che hanno aumentato posti in ortopedia e traumatologia, ridotto di 2 posti la Pediatria, eliminato Unità Coronarica di 8 posti letto (naturalmente una U. Coronarica senza emodinamica finalizzata a Coronarografie o PTCA – angioplastica Primaria o Facilitata, è come avere un mercedes senza benzina), in compenso hanno istituito posti di Recupero e riabilitazione funzionale. Per cui dal pensare che il San Camillo potesse essere chiuso sino ad arrivare a questa situazione ci fa pensare che tutto sommato non siamo andati male. Quello che però più di tutto mi preme dire , e soprattutto lo chiedo ai signori Dirigenti e professionisti della Sanità locale è: “saremo in grado di mantenere nel tempo questi posti? Inizieremo a lavorare con coscienza e con professionalità?
    Può anche darsi che lavorando bene e portando introiti nelle casse della nostra ASL ( e quindi non far migrare gli utenti verso altri orizzonti), “domani” forse saremo in grado di riattivare L’ostetricia e Ginecologia, e chissà (io sono un sognatore) anche una Unità Coronarica con tanto di Emodinamica. Ma tutto questo ha un prezzo…………LAVORARE LAVORARE LAVORARE con professionalità e coscienza. Mi auguro che qualcuno si faccia 1 esame di coscienza e davvero riesca a Manfredonia a prendere la situazione in mano.

    Per quanto riguarda i punti nascita…….bè mi dispiace per L’asl e Cerignola…..ma la vedo un po’ dura per i Sipontini partorire al Tatarella, noi di Manfredonia preferiamo San Giovanni o Foggia.

    Francesco Murgo Usppi


  • gianluca

    per quanto mi riguarda una parte del personale nn è all’altezza delle proprie funzioni oltrechè considero molto per dirla con un termine dei nostri posti alla carlona l’orario delle visite e della cortesia nei confronti dei pazienti
    per me andrebbe rimodulato interamente sulla falsa riga di quello di Casa Cura della Sofferenza ma è chiedere troppo ahimè


  • carlo

    concordo con gianluca


  • mauro

    come al solito a parte chiacchierare e giudicare il sig. murgo , gianluca e carlo non hanno capito un bel niente di quanto sta succedendo

  • per il Sig. Mauro: carissimo mauro io sto giudicando me stesso e la mia stessa categoria e ne ho preso attoed ho fatto il mea culpa.Quindi credo di non aver scritto giudicato o raccontato nulla che non sia vero. Se poi Lei sai di più si faccia avanti e ci spieghi meglio Lei.

    inoltre per il Sig. Gianluca inerente il discorso del prsonale non all’altezza condivido con lui solo alcune fasi del commento, ma ritengo che il personale deve essere messo in condizione di essere all’altezza dai propri superiori. Quando in qualsiasi Azienda non hai superiori preparati allora anche i subalterni vanno a briglie sciolte.Anche in alcuni reparti di Casa Sollievo a volte troviamo analoghe situazioni del nostro Ospedale, ma tutto ciò dipende dall’esempio che si da.Sono sempre del parere che chi deve operare in determinati settori molto importanti e delicati deve essere preparato…ed è per questo che chiedo: basta amici di merende, basta raccomandazioni….chi deve andare avanti …solo i più meritevoli.Senz’ombra di dubbio sono sempre più convinto non solo nel settore della Sanità ma anche in altri che ci vorrebbe prima una bella esperienza di 10 anni nelle aziende del Nord Italia,e non nascondiamocelo….e poi si può riparlarne.


  • mauro

    dovresti sapere che in utic non si ricoverano solo gli infarti. l’emodinamica è importante ma non indispensabile , nella provincia di foggia solo san giovanni rotondo ha una utic con emodinamica ed eletrrofisiologia efficente, foggia funziona parzialmente per il resto san severo , cerignola e lucera sono nella stessa situazione di manfredonia, perchè si deve chiudere solo manfredonia al momento perfettamente funzionante ed all’attivo e non si debba chiudere cerignola e san severo che per altro utilizzano personale di casa sollievo (profumatamente pagato)per svolgere attivita’ che manfredonia ha garantito fino ad oggi con pochi medici volenterosi (lavoratori) e competenti. riguardo poi agli altri reparti vi è stato doto un contentino per raggirarvi , i reparti potenziati sono gia presenti tutto sommato anche se con grosse carenze di personale medico e infermieristico gia svolgono bene la loro funzione. i reparti che sranno soppressi (utic con cardiologia , pediatria e ginecologia) sono importantissimi e vitali per le esigenze della popolazione di manfredonia e dintorni(vieste, mattinata ,zapponeta, siponto in estate e monte sant’angelo)se qualcuno di voi conoscesse le casistiche degli accessi per specifiche patologie in Pronto Soccorso non direbbe che siamo andati bene ma che stiamo per essere privati e derubati di un diritto inalienabile e della possibilità di ricevere quelle cure che in altro modo in futuro riceveremo forse in altre città con notevole disagio ,

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Nota. Si informano i lettori che la testata giornalistica Statoquotidiano (www.statoquotidiano.it) è responsabile solo dei contenuti multimediali (video, foto etc) e dei testi presenti nella sezione "Articoli" e "Documenti". Non è in alcun modo responsabile dei contenuti e dei commenti presenti in tutte le sezioni del sito.

Articoli correlati

Pin It on Pinterest

Condividi