Manfredonia
"Sono stati i 30 minuti più brutti della mia vita, eravamo chiusi li sotto, senza sapere cosa stesse succedendo fuori"

Incidenti Torino, il racconto di Paolo da Manfredonia “Ecco cosa è successo..”

"Decido di prendere il primo treno per Milano, e di tornare subito a casa. Il mio sogno si è trasformato nell'incubo più brutto"


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Manfredonia, 6 giugno 2017. ”Doveva essere un giorno di festa, una data da inserire nei miei ricordi più belli.

Appena raggiungo Piazza San Carlo ero felice, potevo condividere la partita più importante della stagione con 40.000 persone. Intorno a me un fiume di gente, tutti uniti a credere in un sogno.
Inizia finalmente la partita, la mia voce ormai è quasi andata. Lo schermo è piccolo e non posizionato nel migliore dei modi cosi decido con i miei amici di spostarci più indietro, (essendo la piazza in pendenza ci permette di avere una visuale migliore) . Spendo l’ultimo filo di voce al gol di Mandzuckic, mai scorderò l’urlo e il boato al suo gol, ci abbracciavamo tutti. Il sogno era ancora vivo.

Finisce il primo tempo, c’era tanta speranza, stavamo giocando alla pari dei campioni, quella maledetta coppa era a 45 minuti di distanza da noi. Ma niente, uno due micidiale del Real e addio coppa.

Pochi istanti, pochi attimi, un rumore assordante richiama la nostra attenzione. Uno tsunami di gente corre verso di me, non riesco a capire, sento solo le urla della gente e penso : “Un attentato.No non è possibile, non può succedere a me”. Inizio a correre, più veloce che posso, raggiungo l’uscita della piazza a fatica, ma non posso continuare a correre, le transenne impediscono me e l’altra gente di scappare via. Quattro o forse cinque secondi mi ritrovo bloccato e l’unico pensiero è ” Non voglio morire”, così faccio leva con il piede e con un salto mi ritrovo al di là della transenna. Mi rifugio in una gelateria li vicino, ci fanno entrare nel fondo scala, siamo più o meno 40 persone. Fuori la gente ferita urla, corre, non capisco cosa sta succedendo. Un’altra ondata di gente arriva, vedo il terrore nei loro occhi, le maglie sporche di sangue, dicono: “Sparano, sparano”.

Non ci credevo, stava succedendo davvero.

Avevo paura. Tanta.

Sono stati i 30 minuti più brutti della mia vita, eravamo chiusi li sotto, senza sapere cosa stesse succedendo fuori. Le linee telefoniche erano in tilt, non riuscivamo ad avere notizie.

Finalmente ci fanno uscire, la polizia ci rassicura : “Tranquilli è stato un falso allarme. Siete al sicuro”. Le mie gambe ancora tremano, fuori ad ogni angolo c’era gente a terra, la gente si ritrovava e le lacrime di paura si trasformavano in lacrime di gioia.

Decido di prendere il primo treno per Milano, e di tornare subito a casa. Il mio sogno si è trasformato nell’incubo più brutto.

Sono ancora scioccato, ma sono stato fortunato, ne sono uscito con un braccio gonfio e con qualche graffio. Poteva andarmi molto peggio. Ho pensato tanto in questi giorni e per questo ho aspettato prima di scrivere, mi ritornano in mente quelle scene.

Ci siamo fatti l’attentato da soli. Viviamo nella costante paura di essere sotto attacco. Doveva essere un giorno di festa, una data da inserire nei miei ricordi più belli…

Incidenti Torino, il racconto di Paolo da Manfredonia “Ecco cosa è successo..” ultima modifica: 2017-06-06T18:17:56+00:00 da Redazione



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