CerignolaCronaca
Dalle ore 18, presso il Polo Museale Civico di Piano San Rosso a Cerignola

“L’antifascismo di Giuseppe Di Vittorio”: convegno a Cerignola


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Cerignola. “L’antifascismo di Giuseppe Di Vittorio” è il titolo del convegno promosso dalla Cgil di Foggia, dall’Anpi di Capitanate e dall’Associazione Casa Di Vittorio per venerdì 9 giugno 2017, dalle ore 18, presso il Polo Museale Civico di Piano San Rosso a Cerignola. L’iniziativa si inserisce nel programma di eventi verso il 60° anniversario della scomparsa del
padre del sindacato moderno italiano, avvenuta il 3 novembre del 1957.

Di Vittorio conosce e affronta il fascismo fin da giovane, nella sua città natale, durante gli anni di Caradonna e dello squadrismo foraggiato dagli agrari dopo il biennio rosso 20-21. Proprio nell’aprile del 1921 il dirigente sindacale finiscein carcere a Lucera, da dove esce perché eletto alla Camera per il Psi. Continua a combattere i fascisti anche dopo la marcia su Roma ed è a capo della difesa della Camera del Lavoro di Bari, di cui è responsabile, espugnata solo dall’esercito. Una delle ultime a cadere in Italia. Nel 1925, nonostante l’immunità parlamentare, è di nuovo arrestato. Rilasciato nel 1926, per sfuggire alle Leggi eccezionali espatria clandestinamente, inseguito da una condanna a 12 anni di reclusione. A Parigi da esule organizza la Confederazione
generale del lavoro e si dedica al rafforzamento del movimento antifascista tra gli emigrati italiani. Membro del Comitato centrale e dell’Ufficio politico del PCdI, nel 1934 Di Vittorio partecipa alla stipula del Patto d’unità d’azione tra comunisti e socialisti.

Quando Francisco Franco attacca la Repubblica democratica spagnola, eccolo (col nome di battaglia di Mario Nicoletti), combattere come commissario politico della XI e poi della XII Brigata Internazionale. Ferito a Guadalajara, trascorre la convalescenza in Francia, dove dirige il quotidiano La voce degli Italiani. Guarito, torna a combattere in Spagna. Alla fine della guerra civile, ecco di nuovo Di Vittorio in Francia, ad occuparsi de La Voce degli Italiani, sino a che il foglio non è soppresso dalle autorità dello Stato transalpino. Arrestato il 10 febbraio 1941, il sindacalista italiano è trattenuto dai nazisti, che lo consegnano poi alle autorità fasciste. In Italia Di Vittorio è incarcerato a Lucera e poi, il 24 settembre 1941, avviato al confino di Ventotene. Con la caduta di Mussolini, è il Governo Badoglio a nominare Di Vittorio commissario alle Confederazioni sindacali e ad affidargli la segreteria della Federazione nazionale dei lavoratori agricoli.

“L’antifascismo di Giuseppe Di Vittorio”: convegno a Cerignola ultima modifica: 2017-06-06T15:03:21+00:00 da Redazione



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