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Fallimento Amica, Longo/Agostinacchio: perchè Mongelli ha atteso tanto?

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Il consigliere comunale Bruno Longo (archivio, fonte image: foggiaefoggia.com)

Foggia – “LA lunga agonia di Amica spa è ingloriosamente terminata, con una perdita secca, oltre che patrimoniale, anche di idee, di lavoro, di tradizione e cultura del territorio che durava da oltre mezzo secolo. E’ una realtà riscontrabilissima, che l’Amica negli ultimi tempi, era diventata la terra di nessuno, un’entità borderline, stando ai dati appresi dalla lettura delle decisioni degli Organi Giudiziari interessati al caso, dove tutto era possibile fare – con grande superficialità – lontano dai riflettori del Consiglio Comunale e spesso con inaccettabili interpretazioni della norma, dove tra errate e non comprensibili scelte aziendali, tra assunzioni con metodi di gestione opinabili, tra vertiginose spese correnti ed investimenti assurdi e improduttivi, si è consumato, in colpevole assenza di strategia e di controllo di chi di dovere, la fine di una azienda, che ora apre inquietanti risvolti sul futuro occupazionale dei dipendenti e sull’assicurazione di un servizio efficace per l’igiene cittadina”. A dirlo in una nota Bruno Longo – Capo Gruppo La Destra e Paolo Agostinacchio – Consigliere Comunale.

Il fallimento dell’Amica è l’immagine speculare del fallimento politico–amministrativo del sindaco Mongelli, nonché del centro-sinistra, e delle dubbie e apparentemente confusionarie scelte gestionali e amministrative. Il sindaco Mongelli deve dare spiegazioni sui motivi che indussero nel gennaio 2010 l’arch. Aimola, all’epoca Presidente dell’Amica, a non consegnare i libri contabili al Tribunale con la richiesta di amministrazione controllata, che poteva essere ottenuta sulla base della debitoria all’epoca esistente, non certamente quella di oggi”.


“Il sindaco, inoltre, dovrà chiarire alla luce di quanto scritto nelle motivazioni del Tribunale di Foggia e della Corte di Appello di Bari, in relazione al Fallimento Amica, i motivi della richiesta, con notevole ritardo, della procedura per l’ammissione ai benefici della legge fallimentare (Prodi-bis) ed i criteri del piano di risanamento, a base del bilancio aziendale, ritenuti inaccettabili dagli Organi Giudicanti”. “Il Primo cittadino, tra l’altro, dovrà chiarire le ragioni della opposizione alla sentenza di non fallibilità pronunciata dal Tribunale Fallimentare di Foggia: opposizione che, come è noto, fu accolta ed al seguito oggi l’azienda è definitivamente fallita con ricaduta della debitoria sull’avvenire dei lavoratori, sulla qualità del servizio, sui cittadini tutti”.

“Deve essere motivata dal Primo cittadino la scelta di nominare responsabili unici, consulenti, di varare consulenze ad hoc, come quella per i rapporti con il Ministero dell’Economia, con un costo di migliaia di euro a carico delle casse comunali. Alla luce del fallimento su tutta la linea dell’azione del sindaco e del centrosinistra, registriamo dichiarazioni del Primo cittadino sconcertanti, come quella di attuare le direttive del consiglio comunale per un gara, con l’ingresso del 40% di imprenditori privati, quando questo sarebbe dovuto accadere già 14 mesi orsono, quando appunto l’Aula approvò il provvedimento”.

“C’è da chiedersi a questo punto perché il sindaco ed il partito egemone della coalizione, il PD, abbiano atteso tutto questo tempo per iniziare l’importante ed indispensabile iter? La Destra, in data odierna – anche telegraficamente – ha chiesto la convocazione del Consiglio Comunale, per porre e discutere in Aula di questi ed altri inquietanti interrogativi riferibili alla vicenda della ormai, purtroppo, defunta azienda Amica”, terminano i due consiglieri dell’opposizione foggiana.


Redazione Stato@riproduzione riservata



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Commenti


  • Redazione

    In riferimento alla diffida prodotta dalla minoranza nei confronti: del sindaco Mongelli, dell’assessore regionale Barbanente, del presidente Vendola e di funzionari comunali e regionali,circa l’illegalità ed illegittimità delle fasi propedeutiche al PUG,si riscontra una scomposta reazione del Partito Democratico,che evidentemente tradisce uno grande interesse per l’edilizia,piuttosto che per una più corretta politica del governo del territorio,di cui parla anche il DRAG.

    A fronte: dell’indecoroso fallimento Amica,ascrivibile anche e soprattutto ad una allegra gestione del PD;dello stato comatoso ed irreversibile dei conti comunali confermato dal responsabile dei servizi finanziari,Di Cesare,dai revisori dei conti dell’Ente e dalla Corte dei Conti,che,la settimana scorsa,con una ulteriore diffida, tenuta vergognosamente occultata ai consiglieri comunali dal sindaco Mongelli,riduce letteralmente in pezzi il cosiddetto “piano di rientro” e con la Procura della Repubblica alle porte,il Partito Democratico invece di occuparsi delle centinaia di licenziamenti che si profilano all’orizzonte e dello stato pietoso in cui versa la città,si compatta e si organizza con gli interessi della speculazione fondiaria ed edilizia,dimenticando cittadini e città.

    Veramente incomprensibile e lacunosa appare poi la difesa ad oltranza dell’operato del Sindaco Mongelli,che organizza una seconda riunione della conferenza di copianificazione a Bari,che come riportato nella diffida dell’opposizione, stride fortemente e contrasta con i principi stabiliti dalle leggi nazionali e regionali.

    Invece di profferire accuse e farneticazioni normative e politiche,i dirigenti del PD avrebbero fatto bene a studiare la materia ed a fornire risposte puntuali agli altrettanti puntuali richiami legislativi contenuti nella succitata diffida dell’opposizione:repliche e risposte che puntualmente non ci sono state perché non ci potevano essere,preferendo il solito linguaggio vuoto e demagogico tipico di chi è stato colto con le mani nel sacco.

    Con tipica ignoranza dei replicanti,viene poi richiamata,senza nessun nesso logico con il PUG,la vicenda dei PRUSST,attraverso la quale, con affermazioni false e tendenziose,che non mancheranno di avere conseguenze extra politiche, si tenta di rimescolare le carte per giustificare atti amministrativi,quanto meno, illegittimi.

    Ebbene è opportuno ricordare ai due replicanti del Partito Democratico,che i PRUSST,furono promossi dall’Amministrazione Provinciale di Antonio Pellegrino di centrosinistra insieme all’Amministrazione Comunale di Agostinacchio e da decine di altri comuni ed Enti, allo scopo di formare un soggetto(San Michele-Daunia 2000) ricettore di ingenti risorse pubbliche per la strutturazione ed infrastrutturazione del territorio,con il coinvolgimento di soggetti privati ,che avrebbero dovuto contribuire,al programma, con grosse opere di urbanizzazione in cambio di varianti urbanistiche. Quando però il Ministero azzerò i finanziamenti sia l’Amministrazione Comunale di Foggia,che l’Amministrazione Provinciale e gli altri soggetti istituzionali,abbandonarono evidentemente il programma,nonostante pressioni speculative prodotte da noti ambienti imprenditoriali. Questi i fatti che ci appartengono.

    I dirigenti del Partito Democratico devono invece spiegare,a proposito di opacità e poca trasparenza,come abbia fatto Mongelli a farsi approvare dal consiglio comunale Programmi ormai scaduti e privi di rilevanza pubblica con la storiella che dovevano servire a salvare le casse comunali,che non hanno mai salvato, e per giunta proprio a imprenditori della sua cordata e artefici della sua campagna elettorale per l’elezione a sindaco.

    Sempre a proposito di trasparenza e buone pratiche amministrative,dove sono andati a finire i 7 milioni di euro promessi dai soggetti attuatori dei Prusst e di cui si è fatto portavoce il sindaco Mongelli in Consiglio Comunale?

    A questi ed altri interrogativi si risponda in consiglio comunale,dove in pubblica seduta,si possa dibattere ed arrivare a determinazioni per l’effettivo sviluppo ed assetto territoriale della città e non rincorrere,con artefici e trucchetti da baraccone,esclusivamente la valorizzazione fondiaria e la speculazione edilizia.

    Si riconferma la grave ma necessaria decisione,qualora la conferenza di copianificazione dovesse ugualmente tenersi,lunedì 9 luglio,in Bari,a dare seguito alla diffida,rivolgendoci alla Autorità Giudiziaria per esporre e denunciare le violazioni di legge evidenziate.

    Bruno Longo, consigliere Minoranza Foggia

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