CronacaFoggia

“Inferno” Carcere di Foggia, Nuzziello scrive a Ministro Cancellieri

Di:

A.Nuzziello, N.Vendola, D.Stefàno (St)

A.Nuzziello, N.Vendola, D.Stefàno (St)

Foggia – IL consigliere regionale de La Puglia per Vendola, Anna Nuzziello scrive al Ministro degli Interni Anna Maria Cancellieri per rappresentare la drammatica condizione in cui vivono i detenuti della Casa circondariale di Foggia, per alcuni giorni al centro di una protesta.

“Vorrei cogliere l’occasione della sua prossima visita a Foggia – si legge nella lettera – per rappresentarle la drammatica condizione in cui vivono i detenuti della Casa Circondariale foggiana. Non più tardi di ieri, su espressa richiesta di una delegazione di detenuti, sono dovuta intervenire in qualità di consigliere regionale per sedare una protesta che aveva alla base comprensibili motivi, legati al sovraffollamento, alla fatiscente struttura e alla carenza di personale che rendono la degenza una violenza alla dignità fisica, psicologica e morale dei detenuti.

Per bloccare temporaneamente la protesta – aggiunge la Nuzziello – ho assunto l’impegno con la delegazione dei detenuti di farmi portavoce delle loro richieste con gli organi di stampa, i referenti istituzionali del territorio, i rappresentanti istituzionali regionali, il Garante dei detenuti, Pietro Rossi ed il Garante dei minori, Rosangela Paparella, affinché in un arco temporale molto breve intervengano con provvedimenti mirati alla risoluzione delle problematiche citate nel documento. Presenterò inoltre per il Consiglio regionale di mercoledì prossimo un ordine del giorno al presidente Nichi Vendola e a tutta la Giunta regionale sulle gravi e serie condizioni umane e strutturali del carcere di Foggia, con l’auspicio che trovi il sostegno di tutte le forze politiche presenti in aula.

Egregio Ministro – continua la Nuzziello – le mie visite al carcere di Foggia partono da più lontano e sono in grado pertanto di descriverle puntualmente la condizione del penitenziario foggiano. Dimorano oltre 700 detenuti a fronte di una pianta organica del personale penitenziario di 297 unità, che non è aggiornata e riorganizzata dal 2004. Il settore sanitario è anch’esso insufficiente. La casa circondariale foggiana che ha anche il ruolo di Centro diagnostico terapeutico pugliese, il che vuol dire che ospita detenuti con patologie particolari, provenienti da tutta la Puglia, è organizzato solo con due medici di base, due in guardia medica e 10 infermieri con copertura h 24. Le visite specialistiche sono possibili solo in alcuni giorni a settimana, e il vero paradosso sta negli accertamenti che non si possono fare all’interno del penitenziario, che devono concorrere nelle lunghe liste di attesa delle ordinarie strutture ospedaliere insieme a tutti i cittadini del territorio.

Le celle inoltre sono di un degrado unico per vetustà e fatiscenza dell’intera struttura penitenziaria, che è anche sovraffollata per il maggior numero di popolazione di cui è costituito il circondario giudiziario foggiano rispetto ad altre carceri pugliesi di pari dimensioni, tenute, però, a servire circondari di ordine minore”. Secondo la Nuzziello la Casa Circondariale di Foggia vive in una condizione “in deciso conflitto con la costituzione italiana e con tutte le carte internazionali che tutelano i diritti e la dignità dell’uomo. Egregio Ministro Cancellieri – conclude la Nuzziello – le vorrei sottoporre la grave condizione in cui versa il penitenziario di Foggia, certa che la sua sensibilità umana di donna vicina al prossimo in difficoltà e la sua competenza per il suo ruolo istituzionale di Ministro degli Interni conferiranno un importante contributo alla risoluzione delle numerose e gravi problematiche in cui vivono i nostri detenuti”.


Redazione Stato



Vota questo articolo:
2

Commenti


  • per tutti

    tutti questi problemi non esistevano se l’uomo facesse il bravo…allora..un suggerimento..chi sbaglia ..direttamento in Africa o nei paese dove cè da lavorare……problema risolto…..


  • Galgano

    Il razzismo contro i detenuti deve finire .Non si creda che chi scrive parteggi con la criminalità ,al contrario.Lo scarso reinserimento ha sempre provocato una reazione violenta da chi più ha subito.Nascondere la polvere sotto il tappeto non risolve niente.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Nota. Si informano i lettori che la testata giornalistica Statoquotidiano (www.statoquotidiano.it) è responsabile solo dei contenuti multimediali (video, foto etc) e dei testi presenti nella sezione "Articoli" e "Documenti". Non è in alcun modo responsabile dei contenuti e dei commenti presenti in tutte le sezioni del sito.

Articoli correlati

Pin It on Pinterest

Condividi