Manfredonia

Salvemini (Martello sas): “Imprenditoria vuol dire lavoro (e sapori)” – VIDEO

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Giuseppe Salvemini titolare, con il fratello Antonio Luciano, della Martello sas di Manfredonia: la storia (stato@)

Manfredonia – “4 del mattino, sveglia alle 3. Sulla Lambretta 175, verso il Barese. Dietro le casse di pesce, urla per venderle a Bari, Molfetta e nel mercato all’aperto di Foggia”. Manfredonia, metà anni ’60. Giuseppe Salvemini è impegnato da anni, “ne avevo 12” nell’attività partita da nonno Vincenzo (e proseguita da papà Michele). “A nonno piaceva navigare sulla barca a vela. Sa come lo chiamavano? U lup (il lupo, dal dialetto manfredoniano, ndr) data la sua abitudine di uscire in mare quando gli altri non c’erano”. Un salto indietro di una generazione. A poco dal II^ conflitto bellico: è la storia della Martello sas di Manfredonia, che ha di recente rilanciato le attività con una ristrutturazione dei locali. Crisi, ultime chances, monologhi dei santoni con annesse elucubrazioni di esperti di marketing? La storia della Martello ha un unico canale operativo, una medesima condotta e linea imprenditoriale: il lavoro, “della e nella famiglia”.

“Prima della seconda guerra mondiale – dice a Stato Giuseppe Salvemini, uno dei due soci della Martello Sas, con il fratello Antonio Luciano – mio nonno usciva in mare con la sua barca a vela. Poi mio padre Michele, con 3 fratelli, ha continuato l’attività di pesca con il motopeschereccio C1, un 80 cavalli dell’Ansaldo”. E chi se la dimentica quella barca: “fra le scialuppe più grandi al tempo presenti a Manfredonia.” Un compartimento che a fine anni’40, dopo la Guerra, poteva contare su “circa 15/20 motopescherecci”. Le attività della famiglia Salvemini proseguono: “Dio ci guardi: era quello che spesso ci ripetevamo all’epoca in famiglia, Dio ci guardi: come il nome dell’altro motopeschereccio utilizzato a metà anni ’50.” Le attività continuano: prima l’utilizzo di un “Lupetto”, 250 cv Ansaldo, dunque un Cavallino, 270 cv Ansaldo, e si è già a metà degli anni 60. L’Italia conosce il boom dell’economia nazionale. Il cosiddetto miracolo italiano, periodo di forte crescita economica, compreso tra gli anni cinquanta e settanta del XX secolo. Gli anni della grande espansione quali “teatro di straordinarie trasformazioni degli stili di vita, del linguaggio e dei costumi degli italiani“. La televisione da un pezzo (1954) era entrata nelle case dello Stivale dopo circa vent’anni di sperimentazioni. Le automobili cominciavano a diffondersi sulle strade italiane con le FIAT 600 e 500, in produzione rispettivamente dal 1955 e dal 1957 e progettate ex novo da Dante Giacosa. Si costruiscono le prime autostrade di moderna concezione, dopo quelle costruite già sotto il fascismo (come l’Autostrada dei Laghi e l’Autostrada Firenze-Mare) ed a partire dalla Milano-Napoli, l’Autostrada del Sole.

Ma Giuseppe ha negli occhi solo il colore del mare e soprattutto la “forza di volontà per portare il pane a casa: sveglia alla mattina – prestissimo – latte, acqua gelida sulla fronte e pronti per le attività di vendita”. E così anche il giovane Salvemini prosegue le attività prima di nonno Vincenzo, dunque di papà Michele. “Ricordo ancora con mio padre sulla Lambretta 175 a 3 ruote, verso i mercati di Bari, Molfetta e Foggia in corso Giannone, con 40/50 cassette di pesce”. Obiettivo: venderle tutte.

Le attività per la famiglia Salvemini vanno bene, anzi “a gonfie vele”. Da qui la riunione di famiglia e la svolta: a Manfredonia è ancora vivo il ricordo dello scoppio della colonna dell’impianto di ammoniaca dello stabilimento industriale Enichem alla periferia est della città. 1977: tre fratelli, Giuseppe, Vincenzo e Antonio Luciano (per tutti Tonino), in un magazzino di 10 metri quadri (sì 10 metri) sul Lungomare Nazario Sauro – nei pressi dell’ex mercato Ittico, oggi Luc – danno luce alle fondamenta dell’attuale Martello sas. Vendita all’ingrosso di pesce del Golfo. Manfredonia può contare su circa 400 pescherecci, oggi 100, data “la crisi e recessione economica”, con molti pescatori “costretti a demolire i natanti ed a cercarli inutilmente di venderli. Le banche non concedono più i mutui, poi le date assurde del fermo: la categoria è in crisi, a differenza di quello che pensa la gente, che vede alcuni operatori navigare nell’oro. A volte neanche vale la pena uscire in mare”, dice Giuseppe.

Passano gli anni, 22 non sono troppi, e nel 1999 il piccolo magazzino sul Lungomare Nazario Sauro diventa la Martello Sas dinnanzi al Castello Svevo Angioino. “Dal 2002 anche pescheria, oltre alla vendita del pesce all’ingrosso. Un esperimento – dicono dall’attuale segreteria della Martello – un tentativo, nell’ambito delle velleità e speranze di alcuni privati locali”. Due i soci della sas: Giuseppe e il fratello Antonio Luciano. Le attività crescono: il pesce “fresco, freschissimo” venduto all’ingrosso sbanca i mercati cittadini, e poi quelli provinciali, regionali, “ed oggi – dice Giuseppe – anche nel resto d’Italia e all’estero”.

Così dallo scorso 4 luglio 2012 la Martello sas, sita nei pressi dell’entrata del Molo di Ponente (con punti di vendita anche a Foggia e San Giovanni Rotondo), da attività dedita alla vendita di pesce all’ingrosso (“di tutti i tipi, compreso i frutti di mare: e dunque cannolicchi, ostriche, ricci, cozze ed altri”), è passata alla cucina specializzata dei prodotti con possibilità di vendita al dettaglio. “La risposta? Lo chieda alla gente”. Le pietanze passano velocemente sotto lo sguardo del cronista (affamato). Al bancone c’è ressa.

Ma la storia della Martello è innanzitutto crescita mediante l’unico binario fondante dell’attività imprenditoriale: lavoro della e nella famiglia. Alcuni figli dei soci hanno aperto delle società satellite con pescherecci di proprietà che conferiscono il pescato nella stessa azienda madre. “Compreso una vongolara”, dice Giuseppe che – con i parenti di fianco – guarda al di là del vetro e continua ad osservare il “suo” mare.

g.defilippo@statoquotidiano.it

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Commenti


  • calvani

    Bravi,e molto professionali.


  • tommaso

    Auguri e in bocca al lupo.
    Robustella Tommaso


  • gianluca

    tiemp na voot ca nun tornnnennu chiu’


  • Fabio Iorio

    bravo pinuccio e tonino perche tutto quello che avete è sudore e lavoro di una vita,a differenza di molti altri!!!


  • Fabio Iorio

    i miei migliori auguri


  • pescatore

    eccoli quand so bell hanno fatto i c…i loro .hanno pulito per bene il mare e hanno investito. e a noi della nuova generazione hanno lasciato le rogne.


  • pinuccio

    questi signori che voi osannate, sappiate che avevano due bilance, una per acquistare ed una per pesare, altrimenti i soldi come se li facevano? …………..


  • michele

    Se l’invidj iov rogn c infttov tutt u monn!!!(se l’invidia era rogna si infettava tutto il mondo).


  • Gregorio55

    I commercianti ……tutti, altrimenti come fanno a vivere, farsi le case, i garage e le amanti?


  • Mike

    Quando la volpe non arriva all’ uva dice che non e’ buona. Complimenti a chi ha saputo realizzare e mantenere una azienda di successo, in una realta’ difficile come quella Manfredoniana. In bocca al “lupo” per tutto.


  • la concorrenza

    un sincero in bocca al lupo a chi, in questi tempi, ha il coraggio di rischiare. Aspettatemi…arrivo anch’io! E poi mi aspetto che ricambiate gli auguri sinceri.
    Con rispetto, un’ammiratrice dell’intrapendenza.


  • Matteo

    Bravo zio… è non ascoltare le male lingue! lo sai com’è la gente… ha la bocca buona solo per parlare perchè se fosse capace si darebbe da fare invece di stare solo a piangere…comunque “potevano mettere una foto tua più bella”. Ciao


  • Anonima

    In bocca al lupo!

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