Ricordi di storia
Oramai erano passati quarant’anni dalla sua presenza in quella improvvisata dimora

Il barbone del buio che girava il Gargano (1967)

L’attenzione più grande rimaneva quella dei ragazzi che abitavano nei pressi del Convento di Santa Maria delle Grazie


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Manfredonia – AUTUNNO 1967. Tra le rocce colme di vegetazione viveva a San Giovanni Rotondo un anziano senza fissa dimora. La sua abitazione era una fossa di pochi metri, al suo interno dove pregava un mondo tutto suo, fuori e lontano dalle persone.

Stralunato nel suo pensiero, senza fare alcun gesto nè parlare, solo respirava il suo silenzio. Nonostante l’isolamento, in molti tentavano al tempo di avvicinarsi all’uomo. Lui, l’anziano, viveva con poco cibo che gli portava la gente. Era vestito con abiti consunti, portava la barba folta e lunga, i capelli colore brizzolato.

Oramai erano passati quarant’anni dalla sua presenza in quella improvvisata dimora, dove ora c’è il Convento delle Clarisse. Di quell’uomo al tempo ne parlavano in tanti. Qualcuno addirittura sosteneva di averlo visto in altre zone del Gargano, ma lui pare che non si muovesse mai da lì. Aveva deciso di rinunciare all’aria e alla luce del sole e del profumo della vita, voleva stare da solo nella sua notte infinita. L’attenzione più grande rimaneva quella dei ragazzi che abitavano nei pressi del Convento di Santa Maria delle Grazie, che lo andavano a trovare quasi tutti i giorni per curiosare. Comunicavano con lui, sdraiandosi lunghi con la faccia nel vuoto e lo chiamavano “il barbone del buio”. “Vieni fuori, dai”. E lui dopo un po’ si affacciava qualche volta accennando un mezzo sorriso, con il corpo ricurvo alzava leggermente la mano.

(A cura di Claudio Castriotta)

Il barbone del buio che girava il Gargano (1967) ultima modifica: 2015-07-06T10:48:59+00:00 da Claudio Castriotta



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