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A cura della Sezione Antidroga della Squadra Mobile

Furti di rame nel Foggiano: 5 misure cautelari (FOTO)

Attualmente irreperibili sono quattro cittadini stranieri, di cui tre Rumeni ed un Albanese

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Foggia. Nella prima mattinata di ieri la Sezione Antidroga della Squadra Mobile ha eseguito una Misura Cautelare non Detentiva, emessa dal GIP presso il Tribunale di Foggia, su richiesta della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Foggia nelle persone delle dott.sse Fini e Petrilli, nei confronti delle sotto riportate persone ritenute responsabili, in concorso, della violazione dei reati di cui all’art. 648 – 624 – 625 c.p..

• Obbligo di dimora con divieto di uscire dalla propria abitazione
1. DERCOLE Giuseppe, nato a Carapelle classe 1972;
2. PALUMBO Mario, nato a Foggia classe 1979;
3. LO CAMPO Vincenzo, nato a Foggia classe1975;
4. GENZANI Claudio, nato a Foggia classe 1987;
5. RUSSO Vincenzo, nato a Foggia classe 1983.

Attualmente irreperibili sono quattro cittadini stranieri, di cui tre Rumeni ed un Albanese.

La Squadra Mobile di Foggia, con il coordinamento del Servizio Centrale Operativo, con la collaborazione della locale Polizia Provinciale, al fine di contrastare il proliferare dei furti di rame in questa provincia, costituiva dal marzo del 2013, uno stabile gruppo di lavoro, all’uopo dedicato, che operava con delega della Procura della Repubblica di Foggia. Il predetto pool investigativo veniva altresì coadiuvato da personale della polizia rumena nell’ambito del progetto I.T.A.RO. ed a seguito del rinnovato impulso scaturito dall’Action day, si avvaleva altresì della stabile collaborazione del Reparto Prevenzione Crimine Bari per i profili di competenza. L’attività d’indagine, condotta anche con intercettazioni telefoniche, riscontrate da numerosi servizi atipici di p.g., ha consentito di delineare un collaudato sodalizio delinquenziale responsabile dei reati di cui agli art. 648 – 624 – 625 c.p. e altro, in concorso, di ingenti quantitativi di materiale ferroso ( binari ferroviari – conduttori di rame).

L’indagine ha coperto un arco temporale che va dal settembre al dicembre 2013, accertando una serie di furti di cavi di rame conduttori di energia elettrica e componentistica ferroviaria ai danni delle società Enel, Telecom, Rete Ferroviaria Italiana e successivo smercio del materiale a ricettatori compiacenti. Nel corso dell’indagine sono stati individuati due gruppi di individui dediti ai furti, e precisamente un gruppo rumeno – albanese ed un gruppo italo – rumeno facente capo a DERCOLE Giuseppe operanti in Foggia e Bari, nonché due ricettatori Russo Vincenzo ed altro cittadino Rumeno operanti in Foggia e Bari. Il tentativo di celare il reale oggetto delle conversazioni, mediante l’utilizzo di un linguaggio criptico, non ha impedito il conseguimento dei sotto riportati riscontri investigativi: In data 13.11.2013 venivano effettuati 4 fermi di indiziato di delitto nei confronti di alcuni dei destinatari delle misure cautelari non detentive, per il reato di ricettazione di cavi conduttori di rame di provenienza delittuosa, commesso ai danni delle aziende Telecom ed Enel.

In data 28.11.2013, il predetto pool investigativo deferiva in stato di libertà per il reato di ricettazione di kg. 2150 di ancoraggi di traversie rotaie denominati “CK1”, utilizzati da Rete Ferrovie Italiane per la costruzione di binari, le sotto indicate persone: Dercole Giuseppe, Genzani Claudio e Russo Vincenzo.

In data 17.12.2013 denunciava in stato di libertà, per i reati di “RICETTAZIONE” di cavi conduttori di rame di proprietà di Ferrovie Italiane e “resistenza a p. u.” i seguenti censurati foggiani:
Dercole Giuseppe, Palumbo Mario e Lo Campo Vincenzo. Si acclarava inoltre che i vari predoni, così come riscontrato nel corso delle indagini, piazzavano sul mercato illecito i cavi conduttori di rame al ricettatore di turno ad un prezzo che oscillava tra €. 2,30 e €. 3,30 euro; oscillazioni di prezzo dovute anche allo già effettuato, o meno, “sguainamento” del materiale. Il ricettatore di primo livello, ovvero il soggetto che intratteneva contatti diretti con i predoni, a sua volta rivendeva il rame trafugato a ditte compiacenti, ad un prezzo che oscillava tra €. 4.00 e €.5.00 in funzione dello stato del materiale e della quotazione dello stesso, al momento della vendita, sui mercati legittimi.

Redazione Stato Quotidiano.it – RIPRODUZIONE RISERVATA



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