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"Cerco di mettere in evidenza con sensualità e grazia il corpo femminile"

Manfredonia: “Marina Tomasi e i sensuali nudi artistici fotografici”

"Per me ognuna di loro ha una sua personalità ed attraverso i miei scatti cerco un gesto, uno sguardo, il loro modo di porsi ed il loro essere"

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Manfredonia, 06 luglio 2017. Manfredonia Fotografica di recente ha avuto il piacere di invitare la pittrice e fotografa Marina Tomasi, che dopo molteplici conversazioni con il socio Francesco Falcone ha destato il suo interesse per il circolo di Manfredonia al punto che la stessa vi si è iscritta. L’autrice ha trovato il territorio di Manfredonia: “meraviglioso”; qui tutto è splendido: l’arte, la storia, la natura, le persone ed il cibo, per questo quando sono qui a Manfredonia mi sento a casa.

Alla domanda di come e con quale tecnica realizza le foto dei nudi artistici proiettati al circolo, la fotografa risponde: “ Cerco di mettere in evidenza con sensualità e grazia il corpo femminile, rispettando, sopratutto, la persona fotografata. Non ho una tecnica in particolare. Amo dialogare con le mie ragazze e cercare di comprendere come sono veramente al di là dell’aspetto fisico. Per me ognuna di loro ha una sua personalità ed attraverso i miei scatti cerco un gesto, uno sguardo, il loro modo di porsi ed il loro essere. Alcune non hanno problemi con il proprio corpo, né difficoltà a mettersi a nudo. Poi, c’è chi si è sempre sentita invisibile e chi, invece, non ha più vent’anni, ma ama comunque mettersi gioco con ironia. Insomma, ognuna ha qualcosa da raccontare, ed io attraverso loro racconto me stessa”.

Per coloro che volessero sapere che attrezzatura ha usato l’autrice, la stessa risponde: “Uso una macchina fotografica modello D800 e da alcuni giorni sono passata alla nuova versione D810. Per i ritratti amo l’85 fisso oppure il 50 fisso; anche se con alcune ragazze ho utilizzato il 105 fisso”. Domandiamo alla Tomasi: “Nei suoi scatti si è ispirata a qualche grande autore fotografico?” Marina Tomasi: “Sono tanti i “big” della fotografia e sinceramente è molto difficile scegliere. La scelta comporterebbe un esclusione od una classifica che nell’arte risulta essere molto soggettiva, oltre che a volte ingiusta o superficiale: ogni artista dona qualcosa di esclusivo e di speciale, che arricchisce il mondo dell’arte”. La fotografa ancora racconta di come nella sua arte fotografica ha riscontrato maggiore difficoltà nella ricerca di ragazze, che non semplicemente volessero posare per lei, ma che desiderassero superare attraverso la fotografia i loro limiti, le loro paure o più banalmente che esprimessero gioia pura senza giudizi e artifizi. Non è l’aspetto esteriore che conta; importante è creare il risultato finale, l’emozione che viene trasmessa ogni volta attraverso la fotografia. Tra gli aneddoti che la pittrice e fotografa condivide con noi ricordiamo che l’ha commossa il pianto liberatorio di tre ragazze durante il servizio fotografico Marina Tomasi “ Non me l’aspettavo e proprio per la situazione densa di emozioni e per rispetto smisi di scattare. Inoltre ricordo la prima volta che proposi a Mirta (75 anni) di posare nuda per me, lei acconsentì senza nemmeno battere ciglio, quasi come se aspettasse quella proposta da sempre”.

Per quanto riguarda la biografia di Marina Tomasi occorre citare il curriculum dell’ autrice nata ad Isorella (Brescia) e risiedente a Gazoldo Degli Ippoliti (Mantova), dove svolge la sua attività. Esordisce come pittrice negli anni ‘80, dapprima frequentando la Scuola del Nudo diretta da Lorella Salvagni e successivamente aderendo al gruppo di pittura “La Torre” guidato dalla professoressa Anna Moccia. Dieci anni fa approda alla fotografia, sua grande passione, che approfondisce seguendo un corso a Cavriana tenuto dal grande fotografo italo-americano Joe Oppedisano. Una ricerca costante e sempre più costruttiva la porta a scegliere il ritratto come tema dei suoi scatti: in particolare si focalizza sul mondo della donna. I suoi lavori spaziano dai ritratti classici alle sovrapposizioni in macchina: uno scatto sopra l’altro, come si faceva con l’analogica, e in queste opere ritorna la sua vena pittorica ed artistica, un modo tutto personale di fare fotografia, dove trovano spazio anche la fantasia e la continua ricerca e sperimentazione. Le creazioni di Marina Tomasi sono ricche di fascino e di suggestioni e non nascono mai per caso né solo per gusto estetico, ma perché ha qualcosa da dire riguardo al mondo della donna, al suo rapporto con la bellezza, con la sua esteriorità e in special modo con la sua interiorità. Strati che si sovrappongono mostrandosi e in parte celandosi vicendevolmente, nel tentativo di esprimere le sfaccettature dell’animo, della sua complessità, fascino e bellezza, e il tutto confluisce e diventa esteriorità, immagine, corpo, carnalità, concretezza, esistenza … qui e ora, e anche l’essere essenziale dell’essere donna. Un lavoro, quello di Marina, intelligente e originale, che va decisamente oltre la mera ritrattistica. La sua prima mostra all’Associazione La Postumia di Gazoldo Degli Ippoliti parla della “essenza delle donne”; Marina viene poi invitata da Chiara Pavesi, Sindaco del suo paese natale Isorella, a esporre le sue opere. Ha partecipato attivamente anche alle mostre collettive solidali di Eurasia – Lo scatto che Unisce – Progetto internazionale promosso dall’Assaciazione Culturale Artava. La mostra itinerante si è svolta a Taranto, Salerno, Gallarate, Malta per finire a Bangkok. Ultimamente ha esposto le sue opere, in una personale, a Suzzara (MN) a Piazzalunga, in occasione della festa della donna.

Nel 2016 continua ad esporre le sue opere allestendo un’altra personale presso il Castello medioevale di Villimpenta (Mantova), in occasione della quale viene pubblicato un catalogo “Esercizi d’arte Numero 1- L’essenza delle Donne” sponsorizzato dagli amici di Palazzo Te e dei Musei Mantovani. Il volume, redatto da Paola Artoni, Daniele Artoni, Paolo Bertelli, Chiara Tranquillità e Lisa Valli, è il primo di una collana di una serie di pubblicazioni ed è stato curato da un comitato scientifico internazionale (Peter Assmann , Cristina Beltrami, Paolo Bertelli, Mackenzie Cooley, Monica Molteni, Federico Sabatini, Valerio Terzaroli, Lisa Valli).

Seguono una personale a Rodigo (Mantova) presso Villa Balestra ed una collettiva a Lucca, nella prestigiosa Villa Bottini, che raccoglie lavori contro la violenza sulle donne. Marina, iscritta alla Fiaf prosegue il suo cammino e le sue sperimentazioni.

Nel mese di aprile del 2017 partecipa ad un “ Simposio d’Arte” con artisti Austriaci e Italiani, durante il quale documenta i lavori di quest’ultimi ed esegue i ritratti, che sono stati, poi, pubblicati nel secondo catalogo “Esercizi d’arte” Numero 2 dal titolo: ” Il coccodrillo più cattivo”. Tutte le fotografie in esso contenute sono di Marina Tomasi. Segue successivamente una collettiva in Francia, una in Irlanda ed un contestuale concorso a Salerno.

Pubblicazione a cura di Benedetto Monaco

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