"In totale su 786 docenti foggiani, ben 502 lasceranno la propria famiglia"

“Più di 500 docenti lasceranno la Provincia di Foggia”

Nota di Loredana Olivieri, segretaria generale FLC CGIL Foggia

Di:

Foggia. ”Mentre al Miur si fa propaganda “dando i numeri” su assunzioni e parlando di successi, noi poniamo l’accento sui lavoratori, sulle persone nascoste dietro quei numeri e sulle loro famiglie. A seguito delle pirotecniche assunzioni, 100.000 (che poi sono state molte meno) in un anno su scala nazionale, funzionali solo al governo per dare una frettolosa e di certo non risolutiva risposta alla sentenza della corte europea sul precariato, dando in pasto all’opinione pubblica la notizia che sarebbe finita ” la supplentite”, ci troviamo adesso con migliaia di docenti che a settembre saranno sparsi per l’Italia, a causa di un sistema informatico che non è stato adeguatamente predisposto dal MIUR.

Avremo, in verità, uomini e donne fermi al bivio lavoro/famiglia, nuclei familiari colpiti al cuore e lavoratrici e lavoratori che vedranno nel lavoro un problema e non un diritto, un’opportunità, una realizzazione. Questo governo si è ben armato per distruggere la scuola e destabilizzare la vita di tutti i lavoratori della conoscenza.

Le.stesse assuzinioni potevano esser fatte senza creare questa situazione di completa confusione e di estremo disorientamento e le nostre proposte non sono certo mancate! Andando più nello specifico e analizzando i dati della mobilità relativi alla nostra provincia sono più di 500 i docenti tra primaria e primo grado che dovranno lasciare la provincia di Foggia ( si è in attesa dei risultati del secondo grado pertanto il dato è destinato solo ad aumentare) per arrivare principalmente nelle regioni del Lazio, della Lombardia, dell’Emilia Romagna e delle Marche.

Nel dettaglio:
– per la primaria su 518 docenti foggiani ( 127 IN FASE B, 387 IN FASE C, 4 IN FASE D) solo 201 hanno avuto un ambito della Capitanata;
– per la scuola secondaria di primo grado su 268 docenti foggiani ( 53 IN FASE B, 212 IN FASE C, 3 IN FASE D) soltanto 83 hanno avuto un scuola od un ambito della provincia foggiana.

In totale su 786 docenti foggiani, ben 502 lasceranno la propria famiglia e la propria terra a differenza dei soli 284 che hanno ottenuto un ambito o istituto della provincia foggiana. Questo è il triste report che ha caratterizzato ad oggi la mobilità nella provincia di Foggia. In questi giorni le nostre sedi provinciali sono sempre a disposizione di tutti coloro i quali hanno bisogno di consulenza. La FLC FOGGIA non va in ferie perché per noi dietro questi numeri ci sono donne e uomini, lavoratrici e lavoratori che non posso esser lasciati soli!”.

Lo dice in una nota Loredana Olivieri, segretaria generale FLC CGIL Foggia.

Redazione Stato Quotidiano.it



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Commenti


  • lavoro

    Lasciate il posto a chi ha bisogno….e per questo che l Italia si trova in queste condizioni…grazie a tutti questi falsi posti statali….se siete trasferiti altrove..dovete andare…dove vi viene detto…altrimenti dovete avere il coraggio di licenziarvi…e lasciare il posto a chi ha piu bisogno di voi….
    Qui c’è gente sta emigrano all estero…senza avere il posto statale…
    Quindi datevi una regolata…
    Altrimenti andate a casa se non potete lasciare le famiglie….


  • Antonio

    Purtroppo quando si vince un concorso pubblico bisogna tener conto di preparare la valigia per andare in chissà quale posto d’Italia, non sono i primi a quanti rappresentante delle forze dell’ordine, militari, infermieri, insegnanti è già capitato, credo a tutti, a volte per farci rientro non sono bastati 30 anni di punteggio o gravi problemi.


  • Mimmo

    State contente. A Parma 25 unità di Manfredonia.


  • Giuseppe

    La storia ci insegna che e’ sempre stato l’uomo a spostarsi dove c’e’ lavoro e non il lavoro dove sta’ l’uomo.
    Il tempo di avere il POSTO DI LAVORO dietro la camera da letto e’ passato.
    Come gia’ e’ stato detto dalla Ministra, quando avete presentato domanda, gia’ si sapeva di eventuali trasferimenti.

  • IL MERIDIONE VIENE CONSIDERATO DALLO STATO COME UNA PERIFERIA DELL ITALIA SIA SULLE INFRASTRUTTURE- SIA SULLA SANITA ED INFINE SUL LAVORO MA A QUESTO AL GOVERNO NON INTERESSA QUINDI SIAMO COSTRETTI AD EMMIGRARE AL NORD


  • Gino

    Tanta gente si sposta non sono né i primi né gli ultimi non capisco il problema


  • Patrizia

    Lasciate il posto a chi ha bisogno e non si lamentate. Volete il posto sotto casa? Se non vi sta bene rinunciate. Tanto finchè si può c’è papà.


  • Childerico

    Tutti pensionati nullatenenti o mantenuti gli autori dei commenti prima del mio. La fiera del luogo comune, santo cielo…


  • Antonello Scarlatella

    Cara CGIL, almeno gli insegnanti un posto l hanno. I flussi migratori degli insegnanti saranno sempre superiori visto che stiamo perdendo abitanti. Poi ce la natalità zero.
    Il posto sotto al sedere non si può avere.
    Vi ricordo che in Capitanata ci sono migliaia di ragazzi che si trasferiscono al nord senza avere un lavoro. Partono senza soldi e senza certezze.
    A loro va il mio pensiero non a dipendenti pubblici che hanno la sicurezza dello stipendio a vita.
    Avete dimenticato gli esodati. Certo loro non hanno più l esigenza di avere una tessera Sindacale.
    Nessun articolo dei sindacati sul fallimento del contratto d area.
    Nessun articolo dei sindacati su disoccupati
    Nessun articolo sui dipendenti che hanno perso il lavoro.
    A loro avviso dobbiamo preoccuparci di chi il lavoro ce l ha, di chi non avrà mai problemi di cassa integrazione, si licenziamenti, di mobilità….
    Ed il lavoro lo vuole sotto al culo.
    Chissà se alzasse la testa Giuseppe di Vittorio, cosa penserebbe di voi oggi.


  • maria

    E’ da 12 anni che vivo al Nord per lavoro. Mi hanno dato una cattedra lì e posso garantire che non è affatto un dramma. Certo, sono partita da ragazza e ho creato lì la mia famiglia. Ci sono persone con famiglia per le quali non sarà semplice lo spostamento, ma di questi tempi bisogna agire e non lamentarsi; il tasso di disoccupazione purtroppo giù è sconcertante.


  • Valerio

    Umberto Eco: «I social media danno diritto di parola a legioni di imbecilli che prima parlavano solo al bar dopo un bicchiere di vino, senza danneggiare la collettività. Venivano subito messi a tacere, mentre ora hanno lo stesso diritto di parola di un Premio Nobel. È l’invasione degli imbecilli».


  • Antonello Scarlatella

    Valerio vieni al dunque….


  • Antonio

    Non capisco di cosa si parla, qui c’è gente che ha avuto la fortuna di avere un posto statale, partecipando a un concorso dove sapeva bene a cosa andava in contro, ora se è gente che ha bisogno di lavorare fa la valigia, quelli con i mariti con un buon stipendio si stanno a casa e danno spazio a chi ha bisogno.

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