Cultura

Cultura ebraica in Puglia: Manduzio e San Nicandro


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Antonio Bonfitto e il suo asino

Antonio Bonfitto e il suo asino (dal libro di Elena Cassin)

Manfredonia – IL tema scelto quest’anno dalla manifestazione della Giornata Europea della Cultura Ebraica è ‘Arte ed ebraismo’, manifestazione che si è svolta ieri anche in Puglia tra San Nicandro Garganico e Trani.

Un binomio – quello tra arte ed ebraismo – che esplora il complesso rapporto vigente tra rappresentazione figurativa e normativa ebraica.

Promotrice di questo evento culturale è l’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane che sostiene lo sviluppo della cultura ebraica, intesa appunto come imprescindibile tradizione e insegnamento, ma anche come manifestazione, calata nella contemporaneità, della vivacità del popolo ebraico. “La Giornata della Cultura è un modo, per l’ebraismo italiano ed europeo, di farsi conoscere, di aprire le porte, di parlare con la società comunicando la propria identità, le proprie tradizioni, la propria storia e la propria vivacità. Solo grazie alla conoscenza è possibile abbattere i pregiudizi e gli stereotipi” scrive il presidente Renzo Gattegna dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane.

LA PRESENZA DEGLI EBREI IN ITALIA – I primi segni della presenza ebraica in Italia risalgono a duemiladuecento anni fa, prima ancora della diaspora (termine di origine greca che descrive la migrazione di un intero popolo costretto ad abbandonare la propria terra natale per disperdersi in diverse parti del mondo.Spesso viene riferito alla storia ebraica e alla fuga cui furono costretti gli ebrei la prima volta nel 607 a.C. quando Israele fu conquistata dai Babilonesi (cfr. esilio babilonese), e poi a partire dal 135 d.C. a causa della persecuzione cominciata sotto l’imperatore Adriano, dopo che Tito nel 70 d.C. aveva distrutto il tempio di Gerusalemme.

La parola Negba nell’ebraico biblico significa verso Sud. Neghev è anche il nome della regione meridionale della Terra di Israele. Il Sud come terra di incontri, crocevia di cambiamenti e speranze attese di popoli e culture che si intrecciano.

LE ORIGINI – La storia ebraica ha inizio con il patriarca Abramo che, primo uomo ad avere l’intuizione che esiste un solo Dio creatore del mondo, riceve la promessa che dalla sua discendenza nascerà un popolo che risiederà in perpetuo nella terra di Canaan. Si tratta di un vero e proprio patto che Dio stipula con Abramo, suggellato dall’obbligo per ogni ebreo maschio di essere circonciso alla nascita, ‘quale segno del Patto’.

LA TORA’ – Il corpo legislativo completo (la Torà) si ha solo con Mosè che sul Monte Sinai riceve direttamente da Dio i Dieci Comandamenti, e li riceve nel deserto terra di nessuno e quindi di tutti, perché fosse chiaro che il Decalogo appartiene all’umanità e non è una esclusiva ebraica.

I PRECETTI – La missione particolare che i discendenti di Abramo hanno assunto (“Siate santi poiché sono Santo Io, il Signore Dio vostro”), comporta per gli ebrei una serie più ampia di precetti (mitzvoth): 613 obblighi (divisi in 248 azioni positive da compiere e in 365 azioni vietate) che regolano la vita di relazione, i rapporti con il prossimo e con il mondo animale e i rapporti con Dio.

Fra gli obblighi che competono a ciascun ebreo: lo studio, l’istruzione religiosa dei figli, la purità familiare, le regole alimentari (kascherut), la zedakà (beneficenza), l’onestà e la giustizia, l’aiuto alla vedova e all’orfano, il rispetto dei genitori e l’onore agli anziani, l’ospitalità, la visita ai malati e alle persone in lutto, il rispetto del sabato e delle feste.

SAN NICANDRO GARGANICO, l’Associazione Donato Manduzio ha organizzato per l’evento culturale visite guidate alla Sinagoga, in via del Gargano 8. Donato Manduzio nasce a San Nicandro Garganico nel 1885 da una modesta famiglia di braccianti; a causa della povertà rinuncia all’istruzione. Durante il servizio militare impara a leggere e a scrivere, ma subisce anche una operazione alla gamba che lo lascia claudicante. L’inabilità gli permette di dedicarsi alla lettura di romanzi, almanacchi, libri di magia. Leggendo la Bibbia, Donato Manduzio si appassiona e si identifica coi personaggi e con la storia. Decide di chiamarsi Levi e si attiene scrupolosamente alle prescrizioni indicate nel Deuteronomio, festeggia il sabato e non mangia cibi vietati. Celebra le feste ebraiche e raccoglie intorno a sé una ventina dei suoi compaesani. Subito prende contatto con la comunità ebraica di Roma per ottenere il riconoscimento ufficiale dell’appartenenza al popolo ebraico. Gli ebrei non fanno proselitismo, ed il processo di conversione è lungo ed accurato, ma Donato ed i suoi sono determinati, non vogliono per nulla al mondo rinunciare alla verità. E così il 22 ottobre, alla presenza del rappresentante del rabbino di Roma, viene inaugurata la sinagoga di San Nicandro Garganico: una abitazione povera come le altre, con l’essenziale per il culto ebraico.

Nel settembre del 1938, le prime leggi razziali vengono promulgate mentre da Roma, il rabbino capo cerca di risparmiare agli entusiasti di San Nicandro la persecuzione: “Voi – scrive a Manduzio – non siete ebrei, perché non siete nati ebrei, e d’altra parte la vostra conversione non è stata mai legalizzata”. Manduzio risponde sdegnato. E’ ebreo, e tale vuole essere riconosciuto a tutti gli effetti. La vita della comunità prosegue tra l’ostilità delle autorità fasciste, scandita dalle principali festività ebraica ma anche da frequenti discordie interne, fino a quando gli Alleati entrano anche a San Nicandro. Tra loro, dei soldati ebrei della VIII armata britannica, che apprendono con stupore dell’esistenza del piccolo gruppo di ebrei garganici. Il 4 agosto del 1946 finalmente gli ebrei di San Nicandro ricevono la circoncisione.

Davide Manduzio muore poco tempo dopo, compiuta la missione di completare la conversione dei suoi all’ebraismo. L’11 novembre del 1949 gran parte degli ebrei di San Nicandro partono per la Terrasanta. Alla migrazione, fenomeno di ieri e di oggi nella terra garganica, questi uomini riuscirono a dare un significato particolarmente profondo. Non era un andare verso una terra sconosciuta, ma il ritorno a casa. (fonti dal Libro di Elena Cassin: “San Nicandro, un paese che si converte all’ebraismo”)

Cultura ebraica in Puglia: Manduzio e San Nicandro ultima modifica: 2010-09-06T21:44:58+00:00 da Redazione



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