Cronaca

Morlino a Fipsas: “una partecipazione più equa in piscina”


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Entrata Comune di Foggia (fonte image: Luigi Rignanese di Manfredonia)

Entrata Comune di Foggia (fonte image: Luigi Rignanese di Manfredonia)

Foggia – L’ASSESSORE comunale allo Sport Morlino ed il dirigente di settore Paglia hanno incontrato un rappresentante della FIPSAS di Roma, la federazione appaltante per la gestione della piscina comunale di Foggia, per fare delle proposte per una più equa partecipazione delle altre società sportive. “Abbiamo fatto una serie di proposte che l’organizzazione appaltante dovrà girare alla Pentotary, che gestisce realmente la piscina comunale, ha spiegato l’assessore Matteo Morlino, ma quella più ragionevole mi sembra la redistribuzione verticale delle fasce orarie per le altre associazioni sportive che operano all’interno della struttura di via Pinto. Dobbiamo garantire a tutti una partecipazione più equa. Confido nel buon senso dei rappresentanti Pentotary che reputiamo essere una struttura qualificata per la gestione della piscina comunale, ma deve consentire anche ad altre 15 organizzazioni di offrire ai loro utenti spazi adeguati”

Morlino a Fipsas: “una partecipazione più equa in piscina” ultima modifica: 2010-09-06T17:32:15+00:00 da Redazione



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Commenti


  • F. Giorgio Cislaghi

    La piscina Comunale deve restare aperta

    L’interesse pubblico è, in primo luogo, la possibilità per i cittadini di poter usare la Piscina Comunale e non di rinunciarvi, come chiedono associazioni sportive aderenti al CONI a cui si affianca l’assessore allo sport del comune di Foggia. Tenere chiusa la Piscina Comunale per una diatriba sul diritto di accesso ed in quali fasce orarie è sprecare risorse della comunità e far venire meno un servizio pubblico.
    Interesse pubblico primario, per un’ amministrazione comunale, è permettere la fruizione dei servizi a pagamento anche a chi non può permetterselo perché indigente, perché anziano, perché diversamente abile, chiediamo all’assessore allo sport ed al suo collega di partito assessore ai servizi sociali se, da quando hanno avuto gli incarichi, si sono mai preoccupati affinché la piscina comunale potesse essere fruita da queste categorie di persone? Hanno mai pensato di agevolare le scuole per poter fruire della piscina comunale come valida alternativa alle palestre?
    Noi pensiamo che le strutture sportive pubbliche debbano essere usate in primo luogo da chi ha fini di utilità sociale, pensiamo che lo sport sia un valido strumento per combattere l’emarginazione giovanile e promuovere l’integrazione sociale, come pensiamo che la pratica sportiva non agonistica sia utile per promuovere la cura della salute dei nostri concittadini e che questa possa essere praticata anche al di fuori delle associazioni che si riconoscono nel CONI perché, o non riconoscono l’agonismo come valore, ed in questo si riconoscono molte scuole di arti marziali, o perché l’agonismo non fa parte degli scopi sociali.
    Nella disputa tra il gestore della Piscina Comunale, da una parte, e alcune associazioni spalleggiate dal CONI e dall’assessore allo sport del Comune di Foggia non ci appassioniamo, la disputa, a nostro parere, era già stata affrontata e risolta lo scorso anno e sarebbe stato auspicabile, come già avevamo detto sia al sindaco che all’ex assessore allo sport, che si pensasse più alle categorie del disagio sociale che agli interessi di privati cittadini ancorché riuniti in associazioni sportive. Quello che va oggi sostenendo l’assessore allo sport è più aderente alle politiche dello sport sostenute dalla maggioranza dell’amministrazione provinciale, di segno e orientamento opposto alla maggioranza che governa il comune di Foggia. Queste politiche basate sull’affidamento delle strutture pubbliche a privati ancorché organizzati nel CONI, fanno perdere di vista il valore sociale della pratica dello sport e, la miopia che ne deriva, fa perdere anche le occasioni per intercettare finanziamenti pubblici per la valorizzazione ed il recupero delle stesse strutture e delle aree in cui le persone fanno pratica sportiva individuale, come avviene nel degradato Parco San Felice.

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