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A cura di Antonio Del Vecchio

Acquisire l’area di Paglicci “pensiero fisso” di Michele Ciavarella

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Rignano Garganico. Proseguiamo l’iter della pubblicazione degli atti relativi alla presentazione del v. “L’oro di Grotta Paglicci” e al contestuale convegno, svoltisi il 13 agosto, a Rignano Garganico. Ecco l’intervento del v.sindaco e delegato al ramo, Michele Ciavarella.

”Buona sera a tutti! / Come tutti sapete, Il giacimento di Paglicci risulta di grande interesse su scala europea e planetaria. Nei suoi potenti depositi terrosi sono contenuti abbondanti resti della vita quotidiana degli uomini preistorici (strumenti litici, resti di pasto, ecc.), oggetti d’arte (incisioni su osso e pietra e alcune sepolture risalenti ad un arco di tempo che oscilla tra 23 – 24 mila anni da oggi. / Sulle pareti di una saletta interna sono presenti pitture paleolitiche (figure di cavalli, impronte di mani). / Il giacimento è stato oggetto di scavi da parte del Museo Civico di Storia Naturale di Verona (1961 – 1963 sotto la direzione di Francesco Zorzi).

In seguito, a partire dal 1971 e sino al 2002 sono stati seguiti con il medesimo incarico da Arturo Palma di Cesnola dell’Università di Siena, cui fu conferito dal Comune nel dicembre 1988 (giunta Gisolfi), la Cittadinanza onoraria. Successivamente gli scavi sono stati diretti da Anna Maria Ronchitelli della medesima Università./ Tra le scoperte più sensazionali registratisi negli ultimi tempi c’è la ricostruzione del volto della donna cromagnoniana, eseguita con successo, sulla scorta del Dna, dal Prof. Mallegni dell’Università di Pisa. La stessa ci rivela che il soggetto femminile “studiato” corrisponde all’uomo sapiens di tipo europeo non dissimile da quello moderno. / L’anzidetta “ricostruzione”, a calco, sarà nel Museo, come pure il pestello silicio, sulla cui base sono state scoperte lo scorso anno tracce di farina di avena selvatica, risalente a 32 mila anni da oggi. Pensate! Se la scoperta fosse maturata prima dell’Expo di Milano, la stessa avrebbe costituito il bigliettino da visita della predetta campionaria sull’alimentazione. Così dicasi pure per tutti gli altri reperti che testimoniano la presenza umana nell’intero arco paleolitico: Inferiore, Medio e Superiore. Situazione di continuità, quest’ultima, unica al mondo e quindi meritevole di riconoscimento come bene Unesco. /Tutto questo spiega il perché il Comune di Rignano fin da settembre 1980 (giunta Viola), ha avuto un particolare interesse per la valorizzazione di questo sito archeologico che tutti ci invidiano. Lo ha dimostrato puntualmente presentando progetti ed ottenendo finanziamenti al riguardo presso le sedi superiori. In primis la ex-Comunità Montana, e poi tutti gli altri Enti. / Il riferimento è al progetto finanziato dal Ministero per l’Ambiente per il miglioramento della mostra iconografica e al successivo progetto riveniente dal Pis Gargano, ad opera del Parco, che ha permesso il recupero – trasformazione di questa ex-Chiesa del Purgatorio in Auditorium, il potenziamento del Centro Multimediale di Largo Portagrande e l’avvio – allestimento del Museo. / Da qualche anno, come Amministrazione Comunale, di cui mi onoro di rappresentare quale delegato al ramo abbiamo ripreso il discorso della valorizzazione con la presentazione di due progetti specifici, già finanziati, di cui uno fatto proprio dall’Ente Parco di 100 mila euro. Ciò grazie all’interessamento del Presidente Stefano Pecorella, al quale va tutta la nostra gratitudine e riconoscenza, in quanto per la prima volta i soldi sono destinati all’acquisizione dell’area del sito. L’altro di 400 mila €., contenuto nel piano annuale comunale (il progetto esecutivo sarà presentato tra breve tempo) e già finanziato dalla Regione Puglia con i fondi del Point, servirà, invece, per il completamento e l’apertura del Museo. Altri fondi ancora previsti nel piano triennale serviranno per la musealizzazione della Grotta e dell’area circostante. / Il progetto di 400 mila euro, ci permetterà, altresì, di definire una volta per sempre l’annosa questione della gestione del museo, che sarà affidata, secondo quando c’è scritto in progetto, ad un organismo prettamente scientifico, semmai capeggiato da un direttore – coordinatore di valenza internazionale, come già accaduto per tutti gli altri Musei del territorio nazionale, a cominciare da Pompei. / A mio avviso il problema più grosso da risolvere per l’immediato è quello dell’acquisizione dell’area.

Ritengo che lo stesso sia superabile, attraverso l’avvio immediato della procedura di esproprio per pubblica utilità dell’intera area. / Quanto detto urge soprattutto per raggiungere tre obiettivi fondamentali: primo, la messa in sicurezza dell’antro ormai pericolante; secondo, il ripristino degli scavi, ormai cessati da oltre dieci anni; terzo la musealizzazione dell’intera area, provvista di tutte le infrastrutture necessarie, secondo il modello di Venosa. Desiderio, quest’ultimo, caldeggiato intensamente dal Prof. Arturo Palma di Cesnola, che ringrazio vivamente per le belle ed affettuose parole rivolte a Rignano. / Va sottolineato che, senza il possesso dell’area non potremo pretendere alcun finanziamento previsto dalla normativa vigente. / Da qui il nostro vivo plauso e ringraziamento agli autori del libro per aver redatto questo volume diretto al grosso pubblico, caratterizzato da un linguaggio semplice e fluido, com’è loro costume e mestiere. Scritto che, unitamente al presente convegno, ci dà l’opportunità di riprendere fiato e di proseguire con maggiore lena il nostro lavoro verso la realizzazione di questo ambizioso programma di valorizzazione che inseguiamo da oltre trent’anni, fermamente convinti che tutto questo avrà una ricaduta positiva per lo sviluppo economico ed occupazionale delle future generazioni. / Grazie dell’attenzione e saluti a tutti! / Michele Ciavarella”.

(A cura di Antonio Del Vecchio, settembre 2016)



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