Foggia
"I sindaci non possono, come al solito, essere l’anello debole della catena istituzionale"

Direttiva Minniti sugli sgomberi, allarme Landella

"Marco Minniti, in definitiva, mette il Comune di Foggia nella paradossale situazione di non poter rispettare gli impegni assunti con la Corte dei Conti per il risanamento della situazione finanziaria dell’Ente"


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Foggia. ”Congelare gli sgomberi mette il Comune di Foggia nella pericolosa condizione di non poter rispettare le prescrizioni contenute nel ‘Decreto Salva Enti’ e nel Piano di riequilibrio pluriennale. Viminale e Corte dei Conti ci indichino la strada da percorrere”. Lo dice in una nota il sindaco di Foggia, Franco Landella.

I sindaci non possono, come al solito, essere l’anello debole della catena istituzionale. Non possono essere quelli sui quali viene scaricato quasi per intero il peso delle decisioni. Per tacere del merito di orientamenti che paiono una sorta di salvacondotto per forme di illegalità piuttosto che la strategia operativa utile ad affermare con i fatti il principio di legalità.

La direttiva con la quale il Ministro dell’Interno, Marco Minniti, ha chiarito che nessuno sgombero può essere attuato in assenza di una soluzione abitativa alternativa per gli occupanti abusivi, rischia di creare sui territori una pericolosa paralisi. Il Viminale, infatti, non solo spunta le armi ai primi cittadini impegnati su questo fronte, ma assicura quasi una garanzia di permanenza per chi occupa immobili in aperta violazione della legge. C’è di che essere allarmati più che preoccupati, tanto per il messaggio culturale che Minniti finisce per affermare quanto per le gravi conseguenze di un orientamento del genere.

Pur da posizioni politiche diverse da quelle del Ministro dell’Interno, non ho avuto alcuna difficoltà a riconoscere pubblicamente la bontà dell’approccio e della strategia messe in campo con riferimento all’emergenza criminalità in Capitanata, alla vigilia ed all’esito della sua visita a Foggia. Con la stessa onestà intellettuale dico oggi che la sua direttiva è un passo indietro significativo sul terreno delle battaglie condotte a favore della legalità e, in più, un colpo durissimo a Comuni come il nostro.

L’Amministrazione comunale di Foggia, com’è noto, è in procedura di ‘predissesto finanziario’ – provocato dalla disamministrazione del centrosinistra che ci ha preceduto al governo della città – ed è soggetta ai rigidissimi vincoli imposti dal ‘Decreto Salva Enti’ e alle puntuali prescrizioni contenute nel Piano di riequilibrio pluriennale validato dal Ministero dell’Economia e delle Finanze. Tra le quali una delle più rilevanti riguarda la dismissione dei fitti passivi ed il taglio delle utenze pagate dal Comune. Proprio in questa direzione ci siamo mossi sino ad oggi, ottenendo isultati considerevoli che mai prima d’ora erano stati raggiunti. Abbiamo realizzato sgomberi e alleggerito le casse comunali dal pagamento dei relativi canoni locativi e delle connesse utenze, sempre avendo una particolare attenzione per le categorie più fragili. Un percorso non semplice, carico di tensioni sociali, impopolare ma virtuoso, che adesso il Ministro dell’Interno ci dice, nei fatti, di interrompere. Peraltro dopo che il Piano di sgomberi elaborato dal Comune è già stato sottoposto all’attenzione della Prefettura, in una logica di condivisione e collaborazione per gli interventi programmati e da programmare.

Marco Minniti, in definitiva, mette il Comune di Foggia nella paradossale situazione di non poter rispettare gli impegni assunti con la Corte dei Conti per il risanamento della situazione finanziaria dell’Ente. E non per negligenza degli amministratori, ma per imposizione del Viminale. Non potendo effettuare gli sgomberi, quindi, i proprietari degli immobili saranno messi nella condizione di poter rivendicare il pagamento dell’indennità di occupazione da parte del Comune. Da questo punto di vista, annuncio sin d’ora che in questa circostanza chiameremo direttamente
il Ministero dell’Interno a rispondere economicamente di spese che sarebbero frutto esclusivamente delle decisioni ministeriali.

Al Ministro dell’Interno e alla Corte dei Conti, dunque, chiedo ufficialmente e pubblicamente un chiarimento preciso sul punto, dal momento che gli orientamenti del primo e le prescrizioni della seconda risultano in evidente contrasto reciproco. Siano loro a dirci come muoverci, per tutelare l’opera di ripristino della legalità attuata dall’Amministrazione comunale ed il percorso di risanamento finanziario dell’Ente”.

Direttiva Minniti sugli sgomberi, allarme Landella ultima modifica: 2017-09-06T15:48:00+00:00 da Redazione



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