Foggia
"Mia cognata, nel delirio diffamatorio di questi vigliacchi anonimi è accusata di essere in predicato di gestire, non si sa a quale titolo, 40 milioni di euro"

Landella “Mia moglie dirigente? Basta calunnie: querelo”

"Sono francamente stanco di assistere a questo spettacolo indecoroso, di essere il bersaglio della frustrazione dei diffamatori di professione"


Di:

Foggia. ”I professionisti della calunnia e della diffamazione in servizio permanente effettivo non hanno smesso di operare nella nostra città. Un lavoro sottile, subdolo, condotto sottotraccia, che ha puntato i riflettori su di me e sulla mia famiglia. Un’attività vergognosa, attuata da chi pensa di riproporre film già visti, cercando di sconfiggere l’avversario politico non con le regole della democrazia, ma screditandolo sul piano personale”. Lo dice in una nota il sindaco di Foggia, Franco Landella.

“Da giorni circola nelle chat di WhatsApp un messaggio dal contenuto diffamatorio, colmo di falsità disgustose. Nel messaggio si insinua che dopo la mia elezione a sindaco di Foggia avrei ‘nominato’ dirigente mia moglie, lasciando intuire l’applicazione di favoritismi di natura familistica. Una bugia senza alcun fondamento, che è opportuno smentire in modo categorico. Mia moglie, che era una dipendente comunale ben prima delle mia elezione, non ricopre alcun incarico dirigenziale né percepisce compensi aggiuntivi per lavoro straordinario o per la realizzazione di
progetti specifici. Mi segue nella mia attività come mia stretta collaboratrice, senza percepire un solo centesimo in più di quanto percepisse in precedenza – 1455,84 euro netti al mese – quando svolgeva la sua attività presso lo Sportello Unico per le Attività Produttive.

Mia cognata, invece, nel delirio diffamatorio di questi vigliacchi anonimi è accusata di essere in predicato di gestire, non si sa a quale titolo, 40 milioni di euro.

Non è mio costume replicare con un comunicato stampa ufficiale ed un messaggio su WhatsApp o ad un post sui social. Ritengo, però, che in questa circostanza sia necessario farlo. Perché nell’era della ‘rete’ le letter anonime di un tempo sono state sostituite da questi nuovi canali di diffusione delle calunnie e delle diffamazioni. Canali altrettanto pericolosi.

Naturalmente, metterò in campo tutti gli strumenti più utili – soprattutto sul piano legale, con la necessaria denuncia all’Autorità Giudiziaria – a tutelare la mia onorabilità e quella della mia famiglia, perseguendo coloro i quali si cimentano in quello sport infame che è buttare fango sugli avversari politici, inventando di sana pianta fandonie e diffondendole tra quanti non sono in grado di capirne l’infondatezza. È opportuno segnalare che coloro i quali inoltreranno il messaggio diffamatorio che sta circolando, si renderanno complici di un reato, ed in quanto tali
perseguibili nelle sedi opportune.

Sono francamente stanco di assistere a questo spettacolo indecoroso, di essere il bersaglio della frustrazione dei diffamatori di professione. Chi vuole contrastarmi lo faccia, se ne è capace, dentro le regole della democrazia, con l’attività politica e nelle libere elezioni, non infangando la mia famiglia ed i miei affetti”.

Landella “Mia moglie dirigente? Basta calunnie: querelo” ultima modifica: 2017-09-06T20:52:19+00:00 da Redazione



Vota questo articolo:
1

Commenti


  • Redazione

    Dispiace per quanto accaduto al Sindaco, Franco Landella, e concordo, pienamente, con la sua condanna, morale e civica, prima ancora che politica, per il vile strumento dell’anonimato, ma la sua chiamata alla responsabilità merita alcune riflessioni, rispetto ad una solidarietà di facciata che troppo spesso la politica ipocrita non lesina.
    Che questa città viva in un clima avvelenato, non vi è dubbio ma il “sistema anonimo” o, meglio ancora, il sistema “chiacchiericcio” ha trovato un habitat agevole, per alimentarsi, nel Palazzo di Città.

    Mi viene da pensare al caso del licenziamento del Direttore Generale di Amgas Spa, Marcello Iafelice, quando, caro Sindaco, è giunto per “mano anonima” un plico altrettanto anonimo che denunciava un comportamento tenuto dall’ingegnere risalente al 2009.

    Quella stessa mano anonima ha consentito al C.d.A della Società Partecipata, di licenziare il Direttore Generale, a cui si è poi riconosciuto un risarcimento danni.

    Mi chiedo, ma non ho avuto risposta, come mai il Progetto “Antichi Mestieri” (poco più di 20 mila euro che coinvolgeva oltre 500 ragazzi) fu revocato alla vigilia delle elezioni regionali sollevando dubbi sulla trasparenza e sull’operato di chi allora ne aveva la responsabilità?

    Ed il “licenziamento” degli assessori? Cosa c’è stato di politico nella conduzione della macchina amministrativa negli ultimi due anni, io non riesco a scorgerlo.

    Un progetto politico di una coalizione politica che è stata derubricata ad uso e consumo di chi?

    Chi scrive si è candidato perché aderì ad un progetto politico di “Cambiamento”, e tutti ci aspettavamo che certi comportamenti e consuetudini, ormai consolidate nella nostra città, fossero archiviate e non gelosamente custodite.

    Il Primo Cittadino non può tirarsi fuori da tutto questo, tutti possiamo avere responsabilità, e probabilmente ne abbiamo, ma la misura della responsabilità va certamente commisurata alla “misura” ed alla “qualità” delle azioni che ognuno di noi ha compiuto.

    Personalmente, potrei giocare a tirarmi fuori dalla feccia che genera gli anonimi, e i Fake sui social; ma ho sempre agito mettendoci la faccia assumendomi la responsabilità, non solo politica, di tutto ciò che faccio o dico.

    Non lo faccio, anche se la mia opposizione al “modello di governance landelliano” è totale ed assoluta, ma, caro Sindaco hai esercitato le prerogative di Primo Cittadino assumendo un profilo assolutamente incompatibile con quello della vittima.

    Ripristinare gli argini di un confronto politico civile è un compito che tutti dobbiamo assolvere, dal semplice cittadino al Primo Cittadino, ovviamente nella misura che il Ruolo di ognuno di noi richiede, iniziamo evitando richiami all’unità, ma operando nel rispetto dei ruoli di ognuno di noi senza svilire le rispettive prerogative.
    Dott. Giuseppe Mainiero
    Capogruppo Fratelli d’italia-Alleanza Nazionale
    Inviato da iPhone

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Nota. Si informano i lettori che la testata giornalistica Statoquotidiano (www.statoquotidiano.it) è responsabile solo dei contenuti multimediali (video, foto etc) e dei testi presenti nella sezione "Articoli" e "Documenti". Non è in alcun modo responsabile dei contenuti e dei commenti presenti in tutte le sezioni del sito.

Articoli correlati

Pin It on Pinterest

Condividi