Manfredonia

Conferma ergastolo per F.Libergolis, legale: “valuterò ricorso ad errore di fatto”


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Arresto Franco Libergolis, fuori il Comando provinciale dei Carabinieri, 26 settembre 2011 (ST)

Manfredonia – “DOPO la lettura delle motivazioni, fra 30 giorni, valuterò il ricorso all’errore di fatto.” E’ quanto dichiara a Stato l’avvocato Innocenza Starace, legale del 33enne ex latitante Franco Libergolis, all’indomani della decisione della V Sezione penale della Cassazione che, lo scorso martedì 4 ottobre, ha rigettato i ricorsi difensivi confermando le condanne – da 3 anni e mezzo sino all’ergastolo per 3 imputati – inflitte a 8 garganici dalla Corte d’assise d’appello di Bari lo scorso 15 luglio 2010, che aveva a sua volta ratificato “quasi integralmente” il verdetto della Corte d’Assise di Foggia del 7 marzo 2009. La sentenza della Cassazione fa riferimento all’ultimo passaggio della maxi-inchiesta sulla mafia garganica della DDA e dei Carabinieri, contrassegnata dal blitz operato il 23 giugno 2004 con 99 ordinanze di custodia cautelare e con l’emersione di 107 imputati: 46 le condanne al termine dei diversi processi per reati dall’omicidio alla droga, dalla mafia alle armi ed estorsioni (fonte: GdM – Focus decisione Cassazione).

La Cassazione aveva confermato l’ergastolo per il 33enne di Manfredonia Franco Libergolis, alias “u calcarùl”, ex ricercato ed inserito nella lista dei primi 30 latitanti in Italia, dell’omonima famiglia coinvolta dal 1978 nella lotta contro i rivali montanari Alfieri/Primosa (complessivamente 35 gli omicidi in 33 anni di rivalità). Franco Libergolis era stato arrestato all’alba del 26 settembre 2010 ( Focus arresto e Posizione dinnanzi al Gip di Bari e Le 14 OCC per favoreggiamento latitanza) dai carabinieri del Comando provinciale di Foggia e dei Ros di Bari, con la collaborazione ed assistenza dei militari della Stazione dei carabinieri di Monte Sant’Angelo (Foggia). L’uomo era stato sorpreso proprio in un’abitazione del piccolo centro garganico (Monte Sant’Angelo).

I carabinieri erano dietro l’uomo da almeno due anni, dopo che nell’estate del 2008 era stato scarcerato per scadenza dei termini di custodia cautelare nel maxi-processo alla mafia garganica. La condanna a Franco Li Bergolis per omicidio, armi, droga e mafia (nonchè ad otto dei 10 imputati nel maxi processo cd Iscaro-Saburo) era stata confermata lo scorso 14 luglio 2010 dalla Corte d’Assise d’Appello di Bari, con pene complessive per 180 anni di carcere (Conferme condanne Corte Appello di Bari. In particolare, dalla Corte d’Assise del Tribunale di Bari ci fu la conferma del verdetto di primo grado, con assoluzione a Franco Li Bergolis “per il possesso di 13 fucili e 9 pistole che non incide sulla pena” (in primo grado: ergastolo per omicidio Mangini, 30 anni per mafia, traffico di droga, 4 per episodi di spaccio, 3 per estorsioni e 7 per episodi di armi, pena complessiva l’ergastolo – Fonte: GdM).


La decisione della Cassazione dello scorso 4 ottobre.
I cinque giudici della V sezione della Corte di Cassazione, presieduta da Amato, erano andati oltre le richieste del procuratore generale, che aveva chiesto il rigetto dei ricorsi, la conferma delle pene inflitte, con una sola eccezione: la condanna di Franco Libergolis all’ergastolo, limitamente all’accusa di essere il mandante dell’omicidio di Matteo Mangini, ventenne sipontino, crivellato con colpi di pistola sotto i portici di via Gargano, il 2 settembre 2001. Secondo il procuratore generale Iacoviello (fonte: GdM) le motivazioni della condanna sul capo d’imputazione di Libergolis non erano “convincenti”: da qui la richiesta d’annullamento (con conferma dei 30 anni inflitti a Libergolis per gli altri reati di mafia, armi, droga ed estorsione) e la celebrazione di un nuovo processo d’appello. Di diverso parere la Corte d’Appello con la conferma dell’ergastolo a carico del 33enne ex latitante di Manfredonia. Il collegio difensivo (avv.ti Innocenza Starace, Francesco Santangelo, Ettore Censano, Franco Metta, Carlo Mari, Michele Guerra, Giovanni Arico’ e Giulia Buongiorno) in arringhe proseguite fino alle ore 4 di martedì pomeriggio ha chiesto alla Suprema Corte d’annullare il verdetto d’appello e ordinare la celebrazione di un nuovo processo: secondo i legali l’inchiesta poggia “quasi esclusivamente” su intercettazioni spesso prive di riscontri e che avrebbero lasciato dubbi sulla loro esecuzione.

Franco Li Bergolis: dopo il processo, oggi

Franco Li Bergolis: dopo il processo e nella segnaletica del 26 settembre 2010 (St)

“Decisione Cassazione su intercettazioni telefoniche prive di riscontro, non chiare e su prove fondante sul sentito dire”. Il procuratore generale Iacoviello ha chiesto infatti l’annullamento del reato conseguente all’omicidio di Matteo Mangini, avvenuto la sera del 2 settembre 2001, e di quelli collegati, fra i quali la detenzione abusiva di arma da fuoco. La richiesta di annullamento, del procuratore generale, si è poggiata su queste basi: intercettazioni telefoniche “non chiare e prive di riscontro” (dato che i colloqui intercettati in auto – fra lo stesso F.Libergolis ed altri soggetti – non avrebbero chiarito se la volontà emersa sarebbe stata quella di organizzare l’omicidio o se la discussione avesse fatto riferimento “ad altro”) e sulla parte restante delle prove basate “solo sul sentito dire”. I teste, a riguardo, avrebbero dichiarato agli inquirenti di “aver appreso i fatti per sentito dire, in giro”. E su richiesta da quali fonti avrebbero appreso le notizie non avrebbero fornito risposte adeguate o non risposto affatto.

Testimonianze in contrasto con quanto previsto dallo stato giuridico italiano, così avvalendo la richiesta del procuratore generale Iacoviello che – richiamando le motivazioni dell’avvocato I.Starace, legale di F.Libergolis – ha chiesto di annullare la decisione della Cassazione per condanna ingiusta. “Nello stesso senso si è espressa la Corte d’Appello di Bari – dice l’avvocato I. Starace – nei confronti del 27enne di Manfredonia Enzo Miucci (ritenuto il conducente della motocicletta utilizzata dai due killer, con presunto passeggero il 32enne Angelo Gioacchino Grilli, ndR) assolto totalmente dopo essere stato considerato, dalla ricostruzione accusatoria, uno degli esecutori materiali dell’omicidio di Matteo Mangini il 2 settembre 2011 (con mandante F.Libergolis, ndR)”. “Un giudizio infondato quello sussistente alla base della condanna del mio assistito – dice l’avvocato Starace – da qui la volontà di esperire un mezzo, previsto dalla Cassazione, per riprendere il concetto espresso, con ricorso al 625 bis del cpp, per errore di fatto”.

L'avvocato di Manfredonia Innocenza Starace, legale del 33enne ex latitante Franco Libergolis (ST)

Focus 625 bis cpp. Si ricorda che il ricorso straordinario per errore materiale o di fatto è un istituto giuridico processuale penale. Previsto dall’art.625 bis, introdotto con la riforma del 2001, è di una forma straordinaria d’impugnazione relativa a particolari tipi di errore che sono presenti nella sentenza di Cassazione.

Gli errori possono essere di due tipi: l’errore materiale; e l’errore di fatto. Gli errori materiali possono essere corretti su richiesta del condannato o del procuratore generale, senza limiti di tempo, e sono errori che riguardano l’estrinsecazione materiale di un giudizio completamente diverso dalla volontà dell’organo giudicante: il caso di scuola è l’errore di calcolo, l’errore di scrittura o qualsiasi altro errore che porta il giudice a comunicare ciò che in realtà non vuole.

Negli errori di fatto la volontà del giudice è estrinsecata correttamente, ma è alla radice fuorviata da un errore di valutazione. Nel caso di errore di fatto, il ricorso straordinario diviene una vera e propria forma di impugnazione più che una richiesta di correzione, ed è infatti vincolata anche ad un limite temporale di 180 giorni (limite piuttosto controverso per quanto riguarda il dies a quo visto che il condannato non è avvertito della sentenza emessa). L’errore di fatto deve comunque riguardare un fatto od un atto dimenticati o fuorviati, ma non valutati.

Cosa diversa è l’errore di valutazione, anche sotto il profilo giuridico; infatti, l’errore valutativo (error iuris) non è impugnabile mai, poiché la Cassazione è tenuta ad emettere sentenze inoppugnabili per questioni di diritto per la sua funzione di chiusura e nomofilattica del diritto. L’unico errore ricorribile è quindi quello di tipo percettivo e non valutativo. Non è ammessa, attraverso questo strumento, la reformatio in peius; e la norma di cui all’art. 625-bis c.p.p. è considerata unanimemente come una norma di tipo eccezionale non applicabile in via analogica.


Redazione Stato@riproduzione riservata

Conferma ergastolo per F.Libergolis, legale: “valuterò ricorso ad errore di fatto” ultima modifica: 2011-10-06T23:56:47+00:00 da Redazione



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Commenti


  • guest

    che li difendete a fare…….


  • Stipulante

    In uno Stato degno di tale appellativo il diritto alla difesa è una delle condizioni necessarie affinché la Legge sia uguale per tutti!


  • domenico

    e inocente franco libergolis sono solo fantogne guello che li accusano ….riccordatevello prima di giudicare ho di condanare una persona specchiatevi prima allo specchio prima di giudicare….perche su 168 imputati come mai tutti assolti tranne libergolis mica potteva fare tutto i libergolis e che i giudici sono c……ti per liberare tutti e condannare solo i libergolis guesta e la verita …. riffate i proccessi vergoniatevi che condanate persone innocenti li condanatte solo per i nomi vergonia


  • anonimo

    franco libergolis se lo ……….l’ergastolo. cosi’ ……….

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