Politica

La lezione del ‘giovane’ Cattaneo: “Siano i cittadini a cambiare mentalità”


Di:

Gianni Mongelli premia Alessandro cattaneo, sindaco di Pavia (St)

Foggia – DA una parte un pimpante Gianni Mongelli, 54 anni. Dall’altra Alessandro Cattaneo, 32. I sindaci di Foggia e Pavia sono entrambi ingegneri. Il secondo sta nel primo una volta e mezza, come rivelano le elementari divisioni e governa una città in cui i debiti di bilancio e quelli fuori bilancio non costituiscono che normale amministrazione. Il primo, Mongelli, si deve barcamenare fra le bizze di una minoranza azzurra che punta a lanciare Franco Landella e la rissosità della stessa sua maggioranza. Il secondo, Cattaneo, ha colori invertiti e riceve più applausi, per sua stessa ammissione, dagli avversari che dagli alleati.

A farli incontrare, questo pomeriggio, i ragazzi del Forum dei Giovani del Capoluogo dauno, impegnati in un interessante lavoro di apertura degli orizzonti politici. Nella sala Mazza del Museo Civico, sotto il solleone delle tre del pomeriggio, Cattaneo, abito scuro e camicia d’ordinanza, una sorta di Matteo Renzi con accento padano e meno foga rottamatrice, ha discusso di ricambio generazionale. ma, soprattutto, di politiche concrete da mettere in campo per fare in modo che, a livello di Enti comunali, la nottata passi quanto più tranquillamente possibile. Già perché, come sintetizza in una battuta, “un tempo, all’Anci, si discuteva chiedendosi da che parte politica si fosse. Oggi, invece, appena ci incontriamo ci chiediamo: che servizio hai tagliato?“. Dura la vita dell’amministratore, insomma. Talmente tanto dura che Cattaneo, che s’autocelebra come riformista, racconta dei mal di pancia pavesi nell’accettazione della politica del merito. “Tutti – denuncia con nonchalance – dicono di puntare al merito. Poi, ai fatti, se provi a farlo passare come metodo di governo, vieni osteggiato”.

Cattaneo lo sa bene. Appena insediato allo scranno più alto del comune di Pavia, nel 2009, ha puntato alla razionalizzazione della tecnostruttura. Un incubo inestricabile: “Chiesi gli organigrammi ai dirigenti. Chiesi di formirmi le tabelle degli uffici, le valutazioni del servizio, il numero degli utenti. Mi guardarono sconcertati”. Così ha dimezzato i dirigenti, osteggiato dai partiti che ne avevano sostenuto l’elezione. “Dissi che non mi avessero seguito su questa strada, io sarei tornato immediatamente a casa”. Per Foggia e la sua cultura dell’accomodamento familistico, un pericoloso precedente. Tanto che Mongelli non sprizza gioia, ascolta impassibile, sguardo fisso dinanzia a sé. Lui stesso, ora, si trova alle prese con una verifica insostenibile, in cui vecchio e nuovo combattono all’arma bianca. L’Ingegnere, fautore del ricambio, azzererebbe e ricomincerebbe daccapo. Ma la politica resiste e tenta l’operazione riciclo.

Il primo cittadino di Foggia, comunqe, incassa le lodi del giovane Cattaneo. “Ho trovato un sindaco con un forte senso di responsbilità”, è il suo dieci in pagella. Con lode guadagnata e motivata dal fatto che, “come me, predilige le scelte difficili alla popolarità”. Ma Cattaneo fa parte di una generazione nuova e diversa. “Quella che paga il debito pubblico senza nemmeno capire come nasca e da dove venga”. Ma, ancor più, quella “che deve indurre un cambio di mentalità”. Ammette che la grande rivoluzione apportata in seno alla comunità politica pavese è esattamente questa: la rivoluzione della mentalità. Che signifa, prima di tutto, superamento degli steccati. “La nostra generazione può anche collocarsi su fronti diversi, ma deve fare fronte comune nelle battaglie civiche”.

Il pericolo maggiore, però, è quello di dar adito ad un indifferenziato movimento di protesta fondato unicamente sulla componente anagrafica. In realtà, prima di Cattaneo, già il consigliere comunale foggiano Pdl Luigi Miranda aveva cercato di inquadrare la questione, invitando le nuove leve a boicottare la forma mentis che li fa “autoreferenziali” e che induce a pensare che “mi è dovuto qualcosa solo in quanto giovane”. Il giovane primo cittadino lombardo invita i giovani a “confrontarsi sui contenuti”, evitando di “esibire idee sottese alle bandiere che ci vogliono mettere in mano”. Ed allora il discorso s’infiltra nella scivolosa questione della riforma elettorale. Cattaneo dice no al Porcellum come al Matterellum, propone il collegio uninominale e la messa in conto di uno studio che porti ad un sistema del tutto nuovo. Il sindaco di Pavia ammonisce anche dai comportamenti sotterranei. “Lo Stato siamo tutti noi”, dice evocando il Giudice antimafia Giovanni Falcone. E, dicendolo, chiede un’assunzione di responsabilità, una messa in compartecipazione non soltanto dei meriti e dei crediti, ma anche delle difficoltà e dei debiti. “Il cittadino esca dalla dinamica della clientela”, tuona.

Partono applausi, qualche ‘bravo’. La chiosa è emozionale anche se scontata. “Siate affamati, siate folli”, è l’epigrafe in ricordo di Steve Jobs. Lui si attribuisce entrambe le virtù. E il popolo foggiano pare gradire.

p.ferrante@statoquotidiano.it

La lezione del ‘giovane’ Cattaneo: “Siano i cittadini a cambiare mentalità” ultima modifica: 2011-10-06T19:39:13+00:00 da Piero Ferrante



Vota questo articolo:
0

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Nota. Si informano i lettori che la testata giornalistica Statoquotidiano (www.statoquotidiano.it) è responsabile solo dei contenuti multimediali (video, foto etc) e dei testi presenti nella sezione "Articoli" e "Documenti". Non è in alcun modo responsabile dei contenuti e dei commenti presenti in tutte le sezioni del sito.

Articoli correlati

Pin It on Pinterest

Share This