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De Leonardis: “Le ragioni dell’astensione su pdl commissione d’inchiesta e studio criminalità organizzata”

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Bari. Nota del Presidente del Gruppo Area Popolare, Giannicola De Leonardis. “Pur apprezzando il lavoro e l’impegno profuso dai colleghi componenti la VII Commissione, e l’autorevole contribuito apportato dalle personalità audite nel corso delle varie sedute, alla fine del percorso che ha portato alla stesura del disegno di legge sull’istituzione della Commissione regionale di studio e inchiesta sul fenomeno della criminalità organizzata in Puglia, Area Popolare non è riuscita a superare le perplessità iniziali intorno a questa iniziativa, che sono piuttosto aumentate in fase di elaborazione del testo e hanno determinato il nostro voto di astensione, in attesa di ulteriori valutazioni e riflessioni che verranno poi esposte in Consiglio regionale al momento del dibattito e dell’approvazione.

Perplessità di natura tecnica, perché tanti passaggi ne rasentano l’incostituzionalità, e comunque rappresentano un perfetto viatico per polemiche e conflitti di attribuzione tra competenze di Stato e Regione, peraltro con la campagna referendaria per la riforma costituzionale ormai entrata del vivo, e quindi in un momento politico decisamente poco opportuno e con un clima che rischia di diventare incandescente. Ancora, la durata prevista per tutta la legislatura appare in contraddizione con l’art. 31 dello Statuto che disciplina il carattere temporaneo delle Commissioni, e l’ordine pubblico non rientra certamente tra le materie di competenza regionale. Ed essendo la nostra funzione istituzionale di natura prevalentemente legislativa, che intervento e azione concreta possiamo produrre in un ambito così delicato, senza avere strumenti e prerogative delle forze dell’ordine e della magistratura – per fare solo due esempi – e senza rischiare di andare ben oltre le nostre competenze? Infine, anche per quanto riguarda inchieste e studi (oggetto della legge in itinere), da svolgere prevalentemente attraverso audizioni e richiesta di acquisizione di documentazione, si tratta di prerogative già appannaggio dei singoli consiglieri e delle Commissioni permanenti.

Ecco perché la nostra percezione è quella di una legge-bandiera, che ovviamente verrà apprezzata dall’opinione pubblica ma di fatto rischia o di essere cassata appena approvata o di non produrre alcun risultato concreto. Ma la criminalità organizzata e il radicamento e la diffusione del fenomeno mafioso in Puglia sono fenomeni da tale gravità e incidenza sul tessuto economico, sociale e produttivo da meritare di essere combattute e sconfitte con ben altri strumenti, lontani da un populismo fine a se stesso e utile solo a conquistare visibilità mediatica e sui social, in particolare per chi intende e vive la politica come un fritto misto di slogan in servizio permanente effettivo”.



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