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"Un giudice terzo valuterà la condotta dei miei clienti"

Tv: legale ex inviato Striscia Mingo, imputazioni viziate

Ai due la magistratura barese contesta i reati di truffa, simulazione di reato, falso, calunnia e diffamazione

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(ANSA) – BARI, 5 OTT – “Un giudice terzo valuterà la condotta dei miei clienti che sollecitano un processo celere in cui dimostreranno la loro estraneità ai fatti”. È quanto dichiara in una nota il difensore di Mingo De Pasquale, ex inviato barese di ‘Striscia la notizia’ e sua moglie Corinna Martino, commentando il contenuto dell’avviso di conclusione delle indagini preliminari notificato nei giorni scorsi. Ai due la magistratura barese contesta i reati di truffa, simulazione di reato, falso, calunnia e diffamazione con riferimento a dieci falsi servizi mandati in onda dal Tg satirico di Mediaset fra il 2012 e il 2013.



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  • Redazione

    MORTO DI CANCRO AL SAN CAMILLO: CODACONS PRESENTA DENUNCIA CONTRO REGIONE LAZIO E MINISTERO DELLA SALUTE

    DIGNITA’ DEI MALATI CALPESTATA OGNI GIORNO NEI PRONTO SOCCORSO DELLA CAPITALE. INVIO ISPETTORI E’ IPOCRITA E INUTILE

    Una denuncia contro la Regione Lazio e il Ministero della salute per il caso del paziente morto di cancro all’ospedale San Camillo di Roma. La annuncia il Codacons, che si rivolgerà oggi alla Procura di Roma contro le istituzioni responsabili della sanità nella capitale e in regione.

    “Quanto accaduto è solo l’ultimo di una serie di episodi in cui la dignità dei malati viene calpestata senza pudore – spiega il presidente Carlo Rienzi – Ogni giorno nei pronto soccorso dei nosocomi romani si registrano situazioni a limite della decenza, dove l’assistenza sanitaria viene fornita poco e male, spesso in modo superficiale e dopo attese infinite, con i pazienti – spesso anziani – umiliati e abbandonati a loro stessi. Ciò avviene nonostante gli sforzi di medici e personale ospedaliero, perché i continui tagli alla sanità hanno portato ad un drastico peggioramento del servizio sanitario, e solo chi può pagare attraverso l’intramoenia sembra ricevere cure veloci e adeguate”.

    “Inviare gli ispettori negli ospedali dopo simili episodi non serve a nulla, ed è una scelta ipocrita tesa a lavarsi la coscienza ma non certo a risolvere le criticità dei nosocomi romani – prosegue Rienzi – Il ministero e la Regione devono prevenire ed impedire che un malato terminale si spenga in una sala comune nell’indifferenza di tutti, e le loro responsabilità sul caso del San Camillo dovranno ora essere accertate dalla magistratura”.

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