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A cura del dottor Nicola Ciociola

Manfredonia. Riflessioni su questioni ambientali

Unanimi le forze politiche e sociali e l' intera popolazione reclamano con forza che tutte le responsabilità siano messe a nudo ed esemplarmente perseguite


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Manfredonia. Bisogna sfatare definitivamente l’idea della facilità di vincere le lotte che Manfredonia deve affrontare per risolvere le future problematiche ambientali. Solo con la concordia cittadina e l’ unità dei fini si riesce a superare ogni ostacolo.

La vicenda dello scoppio della colonna di lavaggio CO2 nell’ex Anic ci insegna con quante difficoltà si tentò di conciliare le posizioni contrapposte rispetto al Petrolchimico. Per quanti hanno vissuto quei momenti rimane ben vivido lo scontro che attanagliò la nostra Comunità. A dimostrazione delle vedute diverse, si riportano due significativi volantini dell’epoca, in maniera integrale.
“Sul problema dell’inquinamento da arsenico-Comitato del PCI e del PSI.

Le sezioni del PCI e del PSI respingono con sdegno le illazioni e le insinuazioni con cui certi giornali e personaggi corruttibili asserviti all’ENI, tentano di nascondere o minimizzare le gravissime responsabilità dell’ANIC, le dimensioni e la natura dei danni arrecati alle comunità locali. I tentativi in atto sono tanto più gravi in quanto potrebbero incoraggiare a non indennizzare i cittadini danneggiati.

Unanimi le forze politiche e sociali e l’ intera popolazione reclamano con forza che tutte le responsabilità siano messe a nudo ed esemplarmente perseguite. L’azione diabolica dell’ANIC e dell’ENI, data la gravità di quanto è avvenuto, non fermerà il corso della giustizia. Le sezioni del PCI e del PSI esprimono piena solidarietà al sindaco e alla giunta per l’opera coraggiosa e meritoria svolta a difesa degli interessi della popolazione duramente colpita da irresponsabili.

Le proposte illustrate dal sindaco nell’ultima seduta del Consiglio comunale in merito all’avvenire dell’agglomerato industriale di Macchia, non sono proposte personali, ma esprimono una posizione inedita e approvata all’unanimità dagli organi dirigenti del PCI e del PSI. Non si è mai chiesto a nome dei due partiti e dell’Amministrazione comunale lo smantellamento del complesso industriale. Si è detto invece, e si continuerà a dire che, non essendo assolutamente possibile garantire la salute e la vita di una popolazione di 51 mila abitanti con la presenza di un’ industria chimica di base ad appena un chilometro di distanza, si deve programmare la trasformazione, in tempi brevi, dei pericolosissimi impianti di Macchia in industrie sicure e pulite, senza compromettere, neppure per un solo operaio, il mantenimento del posto di lavoro.

Manfredonia, 10 ottobre 1976 – Le sezioni del PCI e del PSI-Manfredonia”.
“9.10.76-COMUNICATO FULC NAZIONALE-La Segreteria dalla FULC è tornata ad esaminare gli sviluppi della situazione determinatasi a Manfredonia a seguito dello scoppio di un impianto avvenuto nello stabilimento ANIC il 26 settembre e che, come è noto, ha provocato la fuoriuscita di tonnellate di prodotti a base di arsenico che hanno gravemente inquinato lo stesso Stabilimento e le zone circostanti.

I tardivi ed insufficienti interventi per l’ opera di controllo della situazione e l’ avvio della bonifica ed il risanamento hanno rivelato sia una volontà iniziale della dirigenza ANIC a tutti i livelli di minimizzare la portata e la possibili conseguenze del disastro per sfuggire a precise responsabilità, sia anche dati in insipienza tecnica davvero inauditi.
E’ appena il caso di ricordare che il sindacato, pur non essendo organo tecnico, a 24 ore dallo scoppio e ad appena 2 ore di distanza dalle informazioni ricevute dal C.d.F., insieme con una serie di misure per porre sotto controllo la situazione e per circoscriverei danni aveva indicato la necessità e l’ urgenza di intervenire per rendere insolubili i sali di arsenico.
Soltanto dopo sette giorni tale decisione è stata presa, quando già gravi danni avevano colpito persone, colture, abitazioni.
Come già detto ciò non è avvenuto per caso ma rivela e conferma, ove ne fosse il bisogno, la totale assenza e finora incapacità del potere pubblico, del governo, di dotare lo stato di strutture di ricerca e di intervento non solo di prevenzione, ma di capacità tecniche scientifiche e organizzative capaci di fronteggiare evenienze drammatiche sempre più frequenti quali quelle di Manfredonia, Seveso, Bussi, etc.

A ciò si accompagnano in questi giorni notizie di stampa, dichiarazioni, interviste che pongono in discussione la continuità dell’attività produttiva dello stabilimento di Manfredonia, ipotizzando opere di riconversione che non si sa per quali automatiche ragioni dovrebbero garantire da possibili minacce di inquinamento.
La segreteria della FULC esprime la propria netta opposizione ad ipotesi di blocco della attività produttiva-anche dopo le necessarie e radicali opere di bonifica e di risanamento- perché esistono tutte le condizioni tecniche e scientifiche, solo che lo si voglia e che si riescono ad imporre alle aziende e al governo, per determinare condizioni di sicurezza dai pericoli per la salute dei lavoratori e delle popolazioni dall’inquinamento.

Il C.d.F. dell’ANIC di Manfredonia ha ripetutamente indicato le linee delle misure di intervento per rendere la fabbrica sicura e ‘pulita’.

Ciò che si deve fare oggi è appunto questo e non altro perché ciò è tecnicamente possibile.

La Segreteria della FULC ribadisce infine- di fronte alle lentezze e alla inefficienza di tecnici e mezzi a disposizione- che occorre rafforzare il massimo di capacità di realizzare le analisi su uomini e sui terreni, che occorre attuare quanto suggerito dalla Commissione Tecnica, costituitasi il 1 Ottobre per consentire agli Enti Locali il massimo di potere, di intervento e di controllo”. E, su questo voler sanare l’antagonismo e per la salvaguardia della salute pubblica, si spendevano le inesauribili energie di un ‘grande uomo’: il sindaco Michele MAGNO.
Aveva compreso da politico veterano che solo una lotta unitaria poteva portare buoni frutti per il bene della Città.

Dott. Nicola CIOCIOLA

Manfredonia. Riflessioni su questioni ambientali ultima modifica: 2017-10-06T07:48:33+00:00 da Redazione



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