I deliri stupefacenti dello Stivale
di Agostino del Vecchio
Pubblicato il 6 novembre, 2009
GLI ITALIANI nella Top Five dei consumatori annuali di droga, in base ad un’indagine dell’Unione; in aumento il consumo di cannabis fra giovani e adulti. Questo in sintesi il Rapporto 2009 dell’Osservatorio europeo sulle droghe, presentato a Bruxelles lo scorso 5 novembre, in base al quale oltre 13 milioni di europei adulti avrebbero provato cocaina nella loro vita, e di questi 7,5 milioni sarebbero giovani compresi tra un’età di 15 e 34 anni, che farebbero consumo abituale di sostanze stupefacenti. Il Belpaese si conferma una delle nazioni a più alta prevalenza di consumi, insieme a Danimarca, Spagna, Irlanda e Regno Unito. In aumento anche il numero di sequestri di cocaina (92 mila nel 2007 contro 84 mila nel 2006). Se la cocaina, insieme all’amfetamina, primeggia come stimolante nell’Europa occidentale, la metamfetamina si appresta però, secondo l’Oedt, a conquistare una fetta consistente di questo squallido mercato grazie anche alla facilità con cui può essere prodotta, in particola modo nella Repubblica ceca dove sono stati scoperti 400 piccoli laboratori di metamfetamina.
Droga anche a 10 anni
Il dato shock che si va registrando negli ultimi anni è ulteriore, drammatico abbassamento dell’età dei consumatori di droga nel nostro Paese. Questo è il risultato un indagine condotta dal Movimento delle Associazioni di Volontariato Italiano nell’ambito del progetto «Informare giocando», finanziato dal Ministero della solidarietà sociale che ha coinvolto 4.569 alunni delle province di Roma, Latina, Foggia, Rieti, Ascoli Piceno, Perugia, Siena, Milano, Torino e Biella nel periodo dicembre 2006-maggio 2007. Una grande familiarità con alcol e droghe, a cui non segue un’adeguata conoscenza dei danni arrecati alla salute: i ragazzi italiani cominciano molto presto ad avvicinarsi alle sostanze stupefacenti e agli alcolici, che consumano soprattutto in casa, in discoteca o per strada. Ed ecco i dati: il 32% afferma di assumere alcol «per provare il piacere dell’ebbrezza» a partire dai 10 anni e il 61% di questi dichiara di non conoscerne le conseguenze sulla salute. Il 32% ha fumato almeno una volta cannabinoidi a partire dagli 11 anni, e di questi il 16% ne fa un uso giornaliero, il 29% una volta alla settimana e il 55% una volta al mese. Il 7% ha usato altre sostanze stupefacenti a partire dai 10 anni, il 46% continua a farne uso e di questi il 15% giornalmente. Tra le altre droghe, la preferita è il popper (20%), una sostanza inalabile a base di gas; seguono a parità di merito (17%) cocaina e allucinogeni come l’Lsd. La droga preferita resta la cannabis, ma tra chi usa altre sostanze i maschi preferiscono gli allucinogeni e le femmine la cocaina, che usano come anti-fame per dimagrire. Il 77% ha cominciato a consumare droga spinto dalla curiosità, il 13% perché era ubriaco e agiva senza rendersene conto.
La lotta parte dalle scuole
Dal 13 ottobre al 21 si è svolto al Ristorante in Fiera di Foggia un incontro sul tema “Droghe: Educazione e Prevenzione Scolastica Rotary Club Foggia Capitanata. Scopo del dibattito è porre l’accento su un tema, l’abuso dei stupefacenti da parte dei minori, fin troppo trascurato negli ultimi tempi. A questo faranno seguito una serie di meeting, organizzati sempre dal Rotary Club, che si svolgeranno nelle scuole medie foggiane per insegnare ai ragazzi i pericoli connessi all’assunzione degli stupefacenti. La lotta alla diffusione di stupefacenti, sia per le “legali” e accettate socialmente come l’alcool e tabacco, sia per droghe illegali che alimentano la criminalità dovrebbe essere una delle battaglie più importanti di una società che si definisca civile.
Per Guido Blumir, autore del bestseller “Marihuana”: “sono passati tre anni dall’arrivo di una legge più punitiva della precedente (vedi sotto) ma ora abbiamo la prova che maggiori sanzioni, specie per cannabis e derivati, non sono significato di un minor consumo delle stesse”.
La legge 49/2006 (21), pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 27 febbraio scorso, ha infatti convertito il decreto legge 272 del 2005, così modificando il Dpr 309 del 1990 recante il testo unico delle leggi in materia di disciplina degli stupefacenti. Il punto di forza della nuova legge Fini/Giovanardi sulle droghe, è l’equiparazione tra droghe “leggere” e droghe “pesanti”, sotto l’aspetto della pericolosità e delle sanzioni. Detenere, cedere o consumare tali sostanze, non importa in che quantità, sono comportamenti puniti dalla legge. In particolare, possedendo più di una quantità massima prestabilita, si diventa spacciatori e si rischiano pene da uno a vent’anni di carcere, secondo la gravità. Il consumo è comunque punito con sanzioni amministrative (il ritiro della patente, del porto d’armi, del permesso di soggiorno, ecc.) revocabili se l’interessato si sottopone a programma terapeutico, di cui si è certificato il buon andamento.
I quantitativi: Mezzo grammo di cannabis, 750 milligrammi di cocaina, un quarto di grammo di eroina, 750 milligrammi di ecstasy, 500 milligrammi amfetamina e 150 microgrammi di Lsd: sono queste le quantità massime consentite per il consumo personale di droga in base alle tabelle stabilite dalla legge. La legge di fatto parifica uso di droghe leggere e pesanti, e come detto colpisce anche il consumo oltre allo spaccio. I fumatori di cannabis sono infatti punibili anche per il possesso di qualche “canna”.
Il “principio attivo”: forse una decina o anche meno se si tratta di marjuana di buona qualità finemente tritata e controllata (come quella contenuta ad esempio nei farmaci consentiti in alcuni paesi tra cui l’Olanda per scopi terapeutici). Le tabelle parlano infatti di “principio attivo” e quindi di un valore altamente variabile e legato alla “qualità” della sostanza che in pratica non è possibile valutare durante i controlli di polizia ma solo con una successiva analisi chimica delle foglie di majuana o delle polveri trovate addosso alle persone fermate. Tale scelta facilita lo spacciatore e penalizza il consumatore, visto che solo il primo sa quanta “roba” può portarsi dietro conoscendo la merce che vende. Sarà comunque necessario tenere presente che tali soglie sono solo uno degli indizi che la legge mette a disposizione per verificare se si tratta di consumo personale o di spaccio, che si aggiunge al criterio della modalità di presentazione delle sostanze (peso lordo complessivo o confezionamento frazionato) e altre circostanze dell’azione (cifre ingenti di danaro).
(immagine tratta da da static.blogo)
Parole chiave: cannabis, droga, Fini-Giovanardi, Italia, principio attivo, Rapporto Osservatorio Europeo 2009, stupefacenti
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