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L’anteprima alla libreria UBIK di Foggia

Fausto Leali presenta il nuovo album “Non solo Leali”

Da Mina a De Gregori, dieci duetti in un disco che omaggia la musica italiana

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Foggia. Negli oltre cinquant’anni di grandi successi, da A Chi (del 1967) a Ti lascerò (del 1989) un duetto con Anna Oxa che permise loro di vincere Il Festival di Sanremo, Fausto Leali ha abbracciato ben quattro generazioni, reinventandosi, plasmandosi agli usi e costumi dei teenagers ma senza perdere la sua identità musicale che ha fatto innamorare i nostri genitori. Ora di duetti ne arrivano ben dieci con “Non solo Leali”: da Mina a De Gregori, da Alex Britti a Clementino, da Umberto Tozzi a Renzo Arbore, senza dimenticare Enrico Ruggeri, Tony Hadley, Massimo Ranieri e Claudio Baglioni.

“Questo progetto è iniziato due anni fa, c’è voluto un po’ di tempo perché mettere insieme dieci nomi così non è facile, per via di tutti gli impegni che ognuno di noi ha, ma ho iniziato subito con Mina e alla fine siamo riusciti a portare a casa il prodotto” – ci confessa Fausto in occasione del firma copie avvenuto ieri sera alla libreria UBIK di Foggia.

Hai duettato con Clementino, com’è stato amalgamarsi ad uno stile molto diverso dal tuo, cercando di restare a cavallo tra due generazioni?
“Facilissimo perché Clementino è uno di quelli che il drammatico lo sa raccontare e ne ha di cose molto forti da raccontare. Il risultato è stato un classico napoletano che io ho già provato nel ’75 ed ebbe un po’ successo; mi è venuto in mente di rifare questo perché la canzone è molto triste, e lui, che conosceva il brano, ha detto subito di si. pensando di metterci anche del suo dentro”.

Una carriera di cinquant’anni, dal 45 giri a Facebook: com’è cambiato il modo di fare musica?
“Cambia, è cambiato molto, continuamente. Si ha sempre voglia di fare e devo stare attento a non oltrepassare troppo i limiti perché dopo la gente non recepisce determinati messaggi; anche perché gli hai abituati in un certo modo e rischi di disorientarli un po’ però ho il coraggio di farlo, di scrivere cose che sono sempre più alternative”.

(A cura di Antonio Piazzolla, Foggia 06.11.2016)



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