Stato prima
"Il nostro candidato Giancarlo Cancelleri ha ottenuto da solo oltre il 30% delle preferenze"

Voto Sicilia, vince Musumeci. M5S: “Ma siamo il I partito”

Cera "In Sicilia la politica torna ad essere protagonista, senza personalismi e senza populismi"


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Bari, 6 nov. ”Il voto in Sicilia è un argine ai populismi e una chiara risposta a costruire coalizioni di governo, capaci di intercettare le reali esigenze dei cittadini. La vittoria di Nello Musumeci, grazie al fondamentale contributo dell’UdC, è il segno che la politica deve creare consensi e condivisioni e non alzare barriere.

Il voto all’UdC, ottenuto per la sapiente organizzazione del segretario Cesa e il lavoro svolto da De Poli, è il segnale che si vince solo se si è in grado di rappresentare, con serietà e senza tentennamenti, i moderati che chiedono proposte di governo concrete, lontane da slogan e tweet ad effetto. In Sicilia la politica torna ad essere protagonista, senza personalismi e senza populismi”.

Lo dice in una nota l’onorevole Angelo Cera.

Voto Sicilia, M5S: “Siamo il primo partito”

Nota degli otto consiglieri regionali del M5S Puglia. “Il voto in Sicilia conferma che il Movimento 5 Stelle è la prima forza politica del Paese. Siamo il primo partito in Sicilia, dove il nostro candidato Giancarlo Cancelleri ha ottenuto da solo oltre il 30% delle preferenze, riuscendo a giocarsela fino all’ultimo con il candidato del centrodestra sostenuto da cinque liste. A livello nazionale così come in Regione Puglia, il PD è frantumato e politicamente morto e lo dimostrano tutti i Consigli regionali e le Commissioni rimandate per l’assenza del numero legale causato da una maggioranza di centrosinistra che non sta più in piedi. I cittadini hanno voglia di cambiare e il voto siciliano lo dimostra, dispiace per l’alta astensione che dimostra la disaffezione per la politica causata dai vecchi partiti. Dal canto nostro continueremo a lavorare per riportare i pugliesi ad interessarsi alle tematiche che affrontiamo quotidianamente in Consiglio regionale e a lavorare per risolvere le numerose problematiche della nostra Regione nella speranza che, anche in Puglia, si possa tornare al più presto al voto”.

Voto Sicilia, vince Musumeci. M5S: “Ma siamo il I partito” ultima modifica: 2017-11-06T20:33:58+00:00 da Redazione



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Commenti


  • Redazione

    *SICILIA, FITTO: GLI ELETTORI HANNO PREMIATO CDX UNITO*

    *”Si profila una vittoria netta di Musumeci. I siciliani hanno premiato
    serietà della proposta e centrodestra unito Genova e Sicilia modelli”.*
    Così Raffaele Fitto di Direzione Italia su Twitter.

    Roma, 6 novembre 2017


  • Redazione

    Elezioni Sicule, il punto. Noi vi diciamo quello che gli altri non dicono, ed allora iniziano con il dire che Musumeci il neoPresidente eletto della Regione Sicilia è un uomo di lungo corso e di notevole spessore politico e culturale; gli altri due competitor erano parecchi gradini sotto sia per la loro storia politica che per la forza elettorale personale. Dunque credo che il risultato non poteva che essere scontato, chi ha vinto e chi ha perso dunque ? Ha vinto il cds, chi ha perso il M5S serviva una figura più forte come candidato Presidente seppur il risultato ottenuto dai pentastellati è notevole, chi perde il pd ? Forse ma non proprio, il pd ha deciso di partecipare non di correre per vincere quindi tutti i commenti di qst ore sono fuori luogo a mio giudizio. Cosa accadrà ora ? Il m5S dovrà necessariamente cambiare strategia per essere maggioranza magari facendo aperture sino ad oggi impensabili, il cds cercherà di mantenere l’ assetto anche a livello nazionale, e il pd dovrà aprirsi come già sta facendo ad una più ampia coalizione per puntare a % più competitive. Questi i fatti. Cosa accadrà a livello nazionale ? Difficile a dirsi, ma ci sono tutte le condizioni per un governissimo, vorrà dire che potremmo avere un governo con tutte le principali forze più rappresentative alla guida del paese dal m5s al Pd al cds, difficilmente infatti, uno dei tre blocchi avrà la maggioranza nei due rami del parlamento, naturalmente il fallimento del referendum per la riforma della costituzione e l’ eliminazione del Senato della Repubblica, potrà rivelarsi una salvezza impensabile per il pd e Renzi stesso, perché tutti saranno costretti a mediare con tutti, essendo ancora l’ architrave istituzionale mieloso e pastoso fatto volutamente in modo tale che, tutte le parti in causa abbiamo un pezzettino di voce in capitolo nel Governo della Nazione, ai posteri- elettori l’ ardua sentenza.

    Inviato da Luigi Dott Ruberto Club Liberal di Capitanata

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