Manfredonia

San Camillo. “Dal 5 dicembre riaperto punto nascita. Riattiva in toto ginecologia”


Di:

Il dottore Nicola Pistillo, primario divisione Ginecologia/ostetricia San Camillo Manfredonia (ST)

Manfredonia – DECLASSAMENTO San Camillo ( Focus)? Le istituzioni rispondono con la riapertura del punto nascita e con la riattivazione in toto del reparto di ginecologia. Altrimenti detto: si potrà nascere nuovamente a Manfredonia. Se poi si deciderà di farlo spetterà agli utenti stabilirlo.

La risposta è stata dunque politica e sociale. Una strada in salita, ma non impossibile se la sinergia tra le diverse forze politiche continuerà a calcare la mano sul Piano di rientro ospedaliero. Una sfida inevitabile che ha ampliato il dibattito tra le diverse figure istituzionali presenti all’assemblea cittadina del 5 dicembre promossa dal Comune di Manfredonia. Numeroso il pubblico in sala, oltre al personale sanitario. Un primo passo compiuto è la riapertura del punto nascita e la ferma decisione di proseguire la mobilitazione per scongiurare il declassamento.


PAPAGNA “POTENZIARE IL LIVELLO DI PRESTAZIONE”.
Pasquale Papagna, in rappresentanza di tutte le sigle sindacali asserisce: “ Bisogna potenziare il livello di prestazione ai cittadini, creare il giusto management e soddisfare il fabbisogno dei pazienti, così da evitare il riferimento presso altre strutture”.


GIANDIEGO GATTA: “ CENTRI DI CONTROLLO PER LA SPESA SANITARIA”.
“ L’Assessore Fiore non ha dato ancora una risposta sul nosocomio sipontino. Dobbiamo ribadire il diritto a nascere nel nostro ospedale e per evitare i tagli indiscriminati, bisogna istituire dei centri di controllo per la spesa sanitaria, piagata dai debiti. Ricordo solo che nella (prossima) seconda fase del Piano di rientro ci sarà un taglio di circa 200 posti letto, e che il nostro ospedale come bacino di utenza racchiude oltre 100 mila destinatari” ribadisce il Consigliere regionale”.

DOTT. NICOLA PISTILLO (PRIMARIO OSTETRICIA/GINECOLOGIA SAN CAMILLO): “ABBIAMO DEGLI STANDARD DA RISPETTARE”. “Anche in questo caso il numero è il punto di riferimento imprescindibile, quindi non solo più pazienti, ma anche più medici che possano garantire un’ adeguata assistenza sanitaria”. “In un reparto di Pediatria non bastano tre medici così come nel reparto di Ostetricia non si può lavorare con meno di 9 medici. Questo equilibrio non è sostenibile, c’è un minimo standard da rispettare per garantire le cure necessarie ai pazienti”. Si ricorda che la riattivazione in toto del reparto di ginecologia/ostetricia ha fatto seguito all’arrivo di nuovo personale per la divisione ospedaliera suddetta.

Alcuni dei politici presenti in sala: il consigliere Gatta, il sindaco di S.Marco on.Cera, i consiglieri Prencipe, La Torre, l'on. Bordo (ST)

DOTT.GENTILE: “I MEDICI NON SONO GLI UNICI COLPEVOLI”. “In questi mesi è avvenuta una campagna di disinformazione sulla chiusura dei reparti: sottolineo che solo il punto nascita è stato chiuso, non l’intero reparto di ostetricia, questo vale anche per ortopedia che continua con le visite e gli interventi di day-surgery. Questo allarmismo ha creato ancora più disguidi tra gli utenti che hanno preferito ricorrere presso altri ospedali. I medici sono spesso additati come la causa di questa chiusura. Confermo che molti di loro hanno persino rinunciato alle ferie per prestare servizio in questo ospedale, sostenendo innumerevoli sacrifici ”.

RICCARDI: E’ IL MOMENTO DELLE SCELTE DIFFICILI. Il sindaco Riccardi: “Da giugno il Consiglio comunale ha proposto un ordine del giorno contro il declassamento. La Regione andrà incontro al pareggio di bilancio, questa è la motivazione che spinge verso la chiusura di alcuni presidi ospedalieri, e quindi al dimezzamento di posti letto. La spesa sanitaria pugliese è la voce di gran lunga più ampia rispetto ad altre nel bilancio regionale. In seguito al Piano di rientro, abbiamo in Puglia circa 544 medici precari e circa 54 sono della provincia di Foggia”. “Il cittadino comune deve contribuire a tenere alto il prestigio dell’ospedale. Così i medici di base devono dirottare i propri assistiti verso la nostra struttura. E’ stato riaperto il punto nascita, quindi le nostre donne potranno ritornare a partorire nella nostra città, grazie alla collaborazione del Dott. Pistillo che si è impegnato in prima persona e con grande responsabilità”.


mariapia.telera@statoquotidiano.it

San Camillo. “Dal 5 dicembre riaperto punto nascita. Riattiva in toto ginecologia” ultima modifica: 2011-12-06T11:51:33+00:00 da Redazione



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Commenti


  • genny

    preferisco foggia, rifiuto e vado avanti


  • VETUS NOTTE

    CARO GENNY,VEDI CHE A FOGGIA E ANCHE A SAN GIOVANNI HANNO FATTO MOLTI ANZI DI PIU INGUACCHI,QUINDI IO RIFIUTO L OFFERTA E VADO A MASNFREDONIA.


  • loredana

    ma quali sacrifici fanno i medici? si rifiutano di ricoverare se non vengono prima super pagati… invitano i pazienti ad andare a farsi operare altrove perchè loro non hanno voglia!!!!…e poi sono troppo maleducati….non ci dimentichiamo del dottor Di Iasio ortopedico (quanti ne fa scappare????).
    cari politici,mettete primari più preparati e umani e vedrete che la gente non si rivolgerà ad altri ospedali..nessuno di noi ha interesse a farsi 40 kilometri per ricoverarsi.


  • Franco

    Adesso, quelli che sono i VERI responsabili (il 70% dei medici, molti dei quali ora beatamente in pensione e direzione sanitaria), stanno in tutti i modi tentando di far passare quello che è stato un “suicidio assistito”, in un’omicidio.
    VERGOGNATEVI, NON SIETE DEGNI!


  • Redazione

    “Tutti devono essere artefici del destino dell’ospedale di Manfredonia”

    Un vecchio adagio recita che “l’unione fa la forza” e quella di ieri sera, a Palazzo Celestini, è stata la dimostrazione che la paventata chiusura di alcuni reparti dell’ospedale San Camillo ha coalizzato un movimento trasversale che percorre l’intera classe politica sino a giungere, attraverso i sindacati di categoria, ai comuni cittadini. Presenti i consiglieri del Comune di Manfredonia oltre ai consiglieri regionali Dino Marino, Giovanni De Leonardis, Giandiego Gatta, Franco Ognissanti, gli onorevoli Angelo Cera e Michele Bordo, il dottor Salvatore Gentile, direttore del presidio locale, e il dottor Nicola Pistillo, primario di ostetricia e ginecologia, Pasquale Papagna, per i sindacati di categoria, Michela Prencipe, in rappresentanza di una serie di associazioni, il dottor Salvatore Onorati, presidente dell’Ordine dei Medici di Foggia, il Sindaco di Mattinata, Lucio Roberto Prencipe, e tanti operatori ed altrettanti cittadini interessati alle sorti dell’ospedale perché, come ha detto il Sindaco, “tutti devono sentirsi artefici del destino dell’ospedale di Manfredonia”.

    L’Auditorium era gremito e sono in tanti ad aver provato ad accedervi senza riuscirci perché ormai la sala era strabordante di cittadini. Persone stanche di vedere la propria città vilipesa da un piano di riordino che compromette la normale attività di assistenza medica.

    Il Presidente Nicola Vitulano ha aperto la serata, leggendo un documento a nome del Consiglio Comunale da lui rappresentato. “In passato il Consiglio Comunale non è rimasto insensibile di fronte alle esigenze del nostro ospedale, ci sono stati atti pubblici che lo dimostrano e che hanno avvicinato tutte le forze. Non vogliamo essere accusati di campanilismo, ma reclamiamo piuttosto il nostro giusto ruolo e rivendichiamo il riconoscimento dei nostri diritti”.

    Riccardi ha esordito sottolineando che “Non vogliamo fare prove di forza con nessuno, vogliamo essere preparati per accettare anche sfide difficili. Non possiamo dimenticare che nel passato abbiamo fatto passi avanti: Manfredonia non aveva molti servizi che oggi ha (gastroenterologia e cardiologia, per esempio), questo è un dato indiscutibile da cui bisogna partire anche perchè ciò non è avvenuto per caso, bensì grazie ad una proficua azione politica che ci ha visti tutti coinvolti”.

    Ha poi aggiunto che “Noi chiediamo per il futuro cose semplici: che qui ci siano tutte le attività del piano, che venga attivata la lungodegenza, che ci venga attribuito il reparto di geriatria per far tornare il nostro ospedale ad essere una struttura intermedia. Ci sono le condizioni perché questo avvenga. Non voglio tranquillizzare nessuno, ma ci sono tutti i presupposti perché Manfredonia resti un punto saldo del sistema provinciale sanitario. Occorre però la consapevolezza di tutti. Ognuno di noi è chiamato a fare il suo”.

    “Abbiamo riaperto il punto nascite, ma non è concepibile che in città vi siano 500 parti annui e metà di questi di cittadini che vengono dai comuni limitrofi. Occorre anche qui il coinvolgimento di chi, senza ragioni oggettive, partorisce fuori Manfredonia. Ogni medico deve essere consapevole che l’ospedale si conserva se portiamo dalla nostra i maledetti numeri. Se non rispondiamo con i numeri, con la capacità di fornire servizi efficaci, la partita è persa e sul banco degli imputati vi andrà la città tutta”.

    Angelo Riccardi ha illustrato, inoltre, un documento strutturato in cinque punti con una serie di azioni da compiere volte alla prosecuzione della mobilitazione cittadina. “L’Assemblea impegna i rappresentanti locali eletti alla Regione e al Parlamento, nonché i segretari cittadini e provinciali delle forze politiche, a far valere con azioni determinanti nei consessi politici ed istituzionali di riferimento le ragioni e il diritto del nostro territorio a tutelare dignitosamente la salute della propria gente”.

    “Nessun reparto tra quelli attivati e di valenza prioritaria – dice perentoriamente il documento – come ostetricia e ginecologia, deve essere cancellato. Occorre adoperarsi affinché siano resi più efficienti e funzionali i servizi territoriali con il coinvolgimento dei medici e del personale sanitario, per migliorare i servizi nei diversi aspetti. I medici in particolare sono soggetti fondamentali e protagonisti della sanità e devono contribuire in modo determinante a realizzare standard qualificati e affidabili nelle prestazioni assicurate ai cittadini”.

    Le iniziative programmate dal Consiglio Comunale e dal Sindaco proseguiranno con una “Conferenza Territoriale sulla Sanità, che vedrà la partecipazione di tutti i soggetti istituzionali e sociali presenti nella serata di ieri, affinché la stessa divenga momento e luogo stabile di monitoraggio e di elaborazione di interventi e attività per la tutela della salute dei cittadini”. Il documento programmatico prevede, inoltre, di “sollecitare e sostenere, interventi e programmi di integrazione funzionale dell’organizzazione ospedaliera e dei servizi territoriali affinché, preservando il ruolo dei presidi ospedalieri nelle principali aree urbane della provincia, si possano conseguire risultati più positivi nei servizi sanitari di competenza”.

    “Attivarsi immediatamente per l’assunzione, nelle forme contrattuali consentite, del personale sanitario e medico indispensabile per garantire la funzionalità operativa dei reparti con carenze organiche (vedi ortopedia). Parimenti è necessario dare uno sbocco positivo, prima della scadenza contrattuale del prossimo 31 dicembre, alle posizioni lavorative di quanti prestano la loro attività con contratti a termine stipulati in precedenza”.

    A quello del Primo Cittadino si sono succeduti una serie di interventi, sino a poco oltre le ore 21, accomunati dalla vicinanza all’Amministrazione manfredoniana e dalla ravvisata necessità di portare avanti una lotta sociale per i diritti basilari della salute pubblica.

    La chiusura del Sindaco non è un grido disperato, bensì una promessa di vedersi riconosciute le proprie ragioni in difesa del diritto alla salute: “Il tempo da dedicare ai consensi deve essere lasciato alle spalle; io come Sindaco ho il dovere di difendere sino in fondo il diritto alla salute di Manfredonia e lo farò con tutte le mie forze. Il processo sarà lungo e difficile, saremo chiamati a sacrifici, però l’ospedale di Manfredonia non si tocca”.


  • nunzia

    sono veramente contenta finalmente si puo rinascere a manfredonia auguro a tutti i medici le ostetriche le infermiere un buon lavoro fatevi onore ragazze .


  • Redazione

    Comunicato Stampa

    Il Direttore Ospedaliero Gentile informa anche della riapertura dei ricoveri in Ortopedia

    Oggetto: Il punto nascita dell’ospedale di Manfredonia è attivo e funzionante

    L’Assemblea pubblica in difesa delle nostre strutture ospedaliere e del diritto alla salute è stata anche occasione per censurare la cattiva informazione fatta al riguardo dei reparti dell’ospedale San Camillo e delle paventate o, in alcuni casi, sbandierate in assenza di riscontri oggettivi, chiusure degli stessi. Su questo punto il dottor Salvatore Gentile, Direttore Medico del presidio ospedaliero di Manfredonia, non ha voluto transigere. Ha fatto notare che le notizie senza fondamento hanno addirittura creato un paradosso per quei reparti che sono rimasti pressoché inoperosi per via della voci di chiusura trasmesse di bocca in bocca col passaparola.

    Con garbo, ma determinazione, il dottor Gentile ha evidenziato i sacrifici che vengono compiuti dal personale medico per fornire prestazioni degne ai richiedenti. Dal dottore che viene chiamato per tornare dalle ferie, dopo esservi appena partito, per l’impossibilità di una vera alternanza con i colleghi visto l’esiguo numero di questi ultimi, sino al medico che ha preferito optare per il lavoro da svolgersi negli orari più scomodi e disagevoli, assicurando la reperibilità mattiniera e non notturna come prassi consolidata, per far risparmiare soldi e non gravare sul sistema sanitario. Esempi positivi e rappresentativi dello spirito con cui gli addetti ai lavori stanno vivendo un tale problematico momento, problematico per tutti.

    Qui di seguito potete leggere il testo integrale della missiva inviata dal Direttore Medico dell’ospedale di Manfredonia al Sindaco. Una lettera accorata, partecipe delle aspettative delle future mamme manfredoniane, speranzosa del buon esito del cammino intrapreso, ma soprattutto una lettera che fa il punto della situazione attuale dell’ospedale sipontino.

    “Con grande piacere, Le comunico la riapertura a fare data da oggi (5 dicembre 2011, ndr) del Punto Nascita della Unità Operativa di Ostetricia e Ginecologia di questo Presidio Ospedaliero sospeso dal 19 ottobre 2011, in virtù delle sopraggiunte determinazioni del Direttore Generale della ASL Foggia, dott. Ruggiero Castrignanò, che implementando il personale medico di questo reparto, nonostante le limitazioni che impone il piano di rientro regionale a tutti noti, permette la riacquisizione dei livelli minimi assistenziali di sicurezza, che sono condizione indispensabile per dare assistenza all’utenza.

    Anche per la Unità Operativa di ortopedia ci sono segnali positivi che permetteranno al più presto la riapertura dei ricoveri in questa Struttura.

    Pertanto mi permetto di chiederLe, di voler comunicare alla Popolazione che il punto nascita della nostra Ostetricia è nuovamente operativo, impegnandoci da parte nostra, sin da ora, di infondere tutta la nostra professionalità e dedizione per meritarci i consensi delle nostre gravide, che ormai rassegnate pensavano di dover cercare nuovi lidi per la nascita dei loro bambini.

    La ringrazio di cuore per l’impegno che ogni giorno dimostra e persegue, sia per il suo alto compito istituzionale che di cittadino, per il raggiungimento dell’obiettivo primario della salute della popolazione della Città di Manfredonia che Ella rappresenta.

    Il Direttore Medico del Presidio Ospedaliero di Manfredonia
    dott. Salvatore Gentile”


  • GIOVANNI

    SI FA PRESENTE ALLA SIGNORA LOREDANA CHE IL DOTT.DI IASIO E’ IN PENSIONE DAL 1 GENNAIO 2011 E QUINDI DA QUELL’EPOCA NON FREQUENTA PIU’ L’OSPEDALE.SI PRECISA ALTRESI’ CHE IL SUDDETTO DOTTORE NON E’ MAI STATO PRIMARIO IN ORTOPEDIA.


  • VETUS NOTTE

    voglio ribadire che ci puo pure essere un medico ,sgorbutico,ma ci sono anche parenti d ammalati che meglio che stiano a casa ,perchè a volte la gente e pure maleduata……….assaie assaie

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