Editoriali

Sel e Pd non attendibili per l’ambiente di Taranto


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Impianto Ilva Taranto (fonte image: puntoacapo.biz)

Taranto – IL progetto IdV in tema ambientale è chiaro: ‘l’ambiente è un bene non negoziabile’ per cui bisogna puntare alla chiusura della grande industria nell’arco di un periodo di tempo di media lunghezza, fra i 5 e 10 anni. Ciò in correlazione ad un progetto economico – occupazionale che preveda alternative lavorative in sintonia con una strenua tutela ambientale e sanitaria del territorio.

Mi chiedo come possa un progetto di questa natura essere perseguito dai due partiti del centro sinistra, PD e SEL, specie con quello che vanno sostenendo! Il PD, attraverso i massimi esponenti locali, da un lato sostiene che l’ILVA sia encomiabile per ciò che rappresenta oggi e ciò che rappresenterà nel futuro, con l’auspicio che possa anche incrementare la produzione industriale, mentre dall’altro sostiene la eco compatibilità mediante l’applicazione delle migliori tecnologie e tace sulla possibilità di sviluppare alternative economiche.
La SEL, per bocca di autorevoli esponenti in Regione e in loco, nonché attraverso lo stesso Presidente Vendola, auspica anch’essa la compatibilità ambientale degli impianti con eventuale ridimensionamento delle emissioni, ma non dice che ciò sarebbe possibile con la riduzione della produzione, e anche lì dove vi è qualche timido accenno ad ipotetiche alternative il tutto dovrebbe avvenire con il perdurare delle industrie inquinanti sul territorio.

Ecco perché sono profondamente convinto che non vi siano molti punti in comune sulla questione ambientale fra IdV PD e SEL. Per Taranto ci troviamo in una situazione singolare in cui si potrebbe creare lo scollamento fra politica nazionale e la base dei partiti. Ormai Taranto ha una cospicua componente di cittadini che ritiene che la protezione dell’ambiente sia fulcro ideologico, base irrinunciabile, per qualunque progetto per la città, e che questo rappresenta l’unica possibilità di uscire da una spirale di inquinamento, malattie e mancanza di progettualità per un diritto al futuro delle nuove generazioni. Se i partiti continuano a tergiversare su tali aspetti e creare mezze misure potrebbero essere spiazzati dal voto trasversale dei cittadini ‘indignati’. Fondamentale diventa la scelta che sarà effettuata in merito al candidato sindaco dei partiti, specie se questi rientra nel novero di coloro che fino ad oggi hanno tenuto atteggiamenti ambigui o dissonanti rispetto ai principi di tutela ambientale e di diritto alla salute.

Con Taranto si mette in discussione la credibilità della politica e delle tradizionali ideologie di partito, cui potrebbero contrapporsi le componenti della società civile rappresentate dalle associazioni di volontariato, a tutela delle fasce deboli, e quelle a difesa dell’ambiente, che se convergessero senza remore nella individuazione di un candidato sindaco potrebbero fare la vera differenza con un ruolo trasversale nella politica. In tema di ‘trasversalità’ la questione ambientale non è una materia tipicamente di sinistra e tantomeno di una parte della sinistra. La problematica ambientale è un pregnante argomento che interessa tutti i cittadini. I partiti che per bocca di loro autorevoli esponenti perseguono il raddoppio della centrale Enipower, e Cementir ed approvano l’eventuale incremento della produzione di ILVA millantando l’adozione delle migliori tecnologie possono cozzare col volere degli elettori. Fa bene l’IdV a mantenersi nella trasversalità e farebbe bene ad ascoltare ciò che le associazioni ambientali e di tutela delle fasce deboli potranno suggerire in termini di possibile candidato sindaco per Taranto nel volgere di breve tempo”.

(Patrizio Mazza è consigliere regionale dell’IdV)

Sel e Pd non attendibili per l’ambiente di Taranto ultima modifica: 2011-12-06T12:44:24+00:00 da Redazione



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