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Stabilizzazioni/internalizzazioni, Greco: Regione condannata per reintegro licenziati. Fare chiarezza


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Salvatore Greco (lavocediManduria.it)

Salvatore Greco (fonte image: lavocediManduria.it)

Bari – STABILIZZAZIONI ed internalizzazioni. Il coordinatore regionale e consigliere regionale della La Puglia prima di tutto, Salvatore Greco, e il capogruppo Francesco Damone, chiedono di fare maggiore “chiarezza” in una situazione che si sta rivelando “un ginepraio” e che rischia di “portare a ulteriori aggravi di spesa per la Regione Puglia”. “Non a caso le sentenze dei giudici del lavoro che stanno condannando la Regione al reintegro dei medici licenziati, stanno riconoscendo loro un risarcimento del danno pari a cinque mensilità (oltre 30mila euro ciascuno). Se tutti facessero ricorso significherebbe un esborso di 9,5 milioni di risarcimenti”.

I due esponenti de LPpv hanno tenuto questa mattina una conferenza stampa in merito, anche alla luce della situazione ancora poco chiara in ordine ai risultati dell’applicazione del Piano di rientro 2010-2012 e alla mancanza di un piano di riordino organico, che ovviamente deve prendere le mosse della definizione delle dotazioni organiche delle aziende sanitarie (che mancano) e dalla conseguente definizione dei Livelli essenziali di assistenza (LEA). Greco ha denunciato il tentativo del governo regionale di “scaricare sul Governo nazionale o addirittura sul Parlamento la responsabilità di emanare un provvedimento che tolga le castagne dal fuoco” al riguardo. “Ma chi ha fatto il danno è Vendola – ha detto – e lui soltanto può e deve tirar fuori dal dramma centinaia di famiglie”, tornando a fare anche l’amministratore che è il ruolo per il quale i pugliesi lo hanno legittimamente eletto.

Secondo l’esponente della Puglia prima di tutto la sentenza della Consulta non obbliga all’annullamento dei contratti, i quali non diventano nulli per il solo effetto della incostituzionalità della legge 40/2007. Semmai – come spiegano i giudici – diventano annullabili; per cui spetta alla Asl valutare se ha ancora bisogno di quel personale e confermare o meno i contratti sulla base delle proprie esigenze. Di qui l’assoluta necessità di disporre delle piante organiche propedeutiche alla definizione dei LEA e alla parametrazione del relativo modello assistenziale. Solo in questa maniera è possibile indire nuovi concorsi pubblici, prevedendo “punteggi di favore e quote riservate a chi ha maturato il diritto alla stabilizzazione”.

La situazione di allarme-personale riguarda anche gli infermieri: i vertici delle Asl pugliesi – ha detto Greco – ormai viaggiano a vista, senza una rotta e senza una direzione. Attivare la mobilità extraregionale, quando ci sono oltre mille infermieri precari che nella sola provincia di Bari hanno visto non rinnovato il proprio contratto, è uno dei provvedimenti irrazionali che le Asl stanno emanando nelle ultime settimane. La Asl di Bari ha deliberato bandi per la mobilità extraregionale per coprire i posti vacanti di infermieri, quando né le piante organiche risultano essere state riviste alla luce dei tagli del Piano di rientro, né si è considerata la opportunità di dare stabilità a chi da tre anni lavora con contratto a termine, né si è considerato che ci sono due graduatorie ancora in vigore.


Internalizzazioni.
In merito alle internalizzazioni il coordinatore de LPpdt ha fatto riferimento a un parere tecnico-valutativo espresso dal prof. Stefano Adamo, ordinario di Economia aziendale dell’Università del Salento, nell’ambito del processo in corso nella Asl Le, da cui emerge che la operazione in-house providing sarebbe più onerosa della preesistente esternalizzazione, con costi aggiuntivi variabili dai 2,2 milioni/anno ai 9,2 milioni/anno, rispetto ai 16 milioni impiegati in precedenza. Laddove questi dati fossero confermati, il maggiore costo per le Asl sarebbe variabile tra il 115% e il 156%.

Greco ha denunciato l’espulsione, nel processo di internalizzazione, dal mondo del lavoro di centinaia di lavoratori assunti dopo il 31 dicembre 2009, per i quali le legge non consente l’assorbimento da parte delle società in house, così come sono rimasti senza lavoro i dirigenti, i quadri, i responsabili di postazione e i coordinatori di servizio delle stesse cooperative che fornivano alle ASL i servizi esternalizzati. In merito all’approvando bilancio regionale 2012 Greco ha fatto riferimento ai dati resi noti fino ad ora dal governo regionale. Ci sarebbe un miliardo ballerino su cui occorre anche un’operazione di chiarezza. Delle due l’una: o Vendola ha fallito o ha azzerato l’intero deficit regionale. In quest’ultimo caso – ha aggiunto Greco- dovrebbe azzerare tutte le addizionali che ha scaricato sulla spalle dei pugliesi”. Il capogruppo Damone ha parlato di un problema di questo governo regionale per quel che riguarda i rapporti di lavoro con il personale. A cominciare dai stabilizzandi, per continuare con i lavoratori della formazione professionale, per finire con i funzionari regionali retrocedendi. Va fatta assolutamente un’operazione verità – ha aggiunto – con il presidente Vendola e l’assessore Fiore per avere una visione chiara della situazione della sanità pugliese e trovare le soluzioni necessarie, fermo rimanendo che il rispetto dei Livelli essenziali di assistenza è un obbligo di legge e che su questo va modulata l’articolazione dell’assistenza e del relativo personale necessario.

Redazione Stato

Stabilizzazioni/internalizzazioni, Greco: Regione condannata per reintegro licenziati. Fare chiarezza ultima modifica: 2011-12-06T15:05:20+00:00 da Redazione



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