Foggia

Landella allontanato da passeggiata antiracket: mi auto-sospendo

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Un momento del colloquio tra Landella e Latella (st@)

Foggia – «CHE senso ha continuare a rappresentare la città in cui sei nato, cresciuto e che ami in un consiglio comunale che il Prefetto di Foggia rinnega come istituzione degna di essere al fianco dei cittadini che lo hanno eletto in una qualsivoglia manifestazione promossa per sostenere le ragioni della legalità contro il sopruso del malaffare? Che ragione ha dare ancora un senso ad una rappresentanza politica che viene scacciata, perché ritenuta malevola, da consessi democratici in cui dovrebbe trovare legittima espressione?».

Se lo chiede Franco Landella, nei panni di segretario provinciale del Pdl ma soprattutto nelle vesti di vice presidente del consiglio comunale di Foggia, dopo essere stato allontanato ieri mattina dal Prefetto, Maria Luisa Latella, dalla passeggiata antiracket organizzata a Foggia dall’associazione di Tano Grasso. «Mi sono avvicinato al corteo non per sbandierare vessilli politici ma per salutare il mio amico d’infanzia Lino Panunzio, con cui ho pianto sulla bara del padre Giovanni, costruttore, barbaramente ucciso. Mi sono avvicinato come semplice cittadino che, nella propria città, credo abbia maggior diritto di Tano Grasso di essere vicino alla propria gente. Ne ho diritto perché, a differenza di Tano Grasso che ieri è ripartito per la sua Sicilia, testimonio da anni, anche professionalmente, tutti i giorni il mio impegno per i commercianti di Foggia. Ne ho diritto perché 1.800 cittadini foggiani, il tributo più alto avuto da un candidato, mi hanno eletto a rappresentarli in Consiglio Comunale, e altri 5.600 cittadini di Foggia hanno creduto in me nel votarmi alle scorse elezioni regionali. Ne ho diritto perché io sono tra coloro che la malavita ha preso di mira, facendomi esplodere una bomba carta sull’uscio di casa in una notte di luglio del 2009″.

Se tutto questo non significa nulla anche per il Prefetto, non per Tano Grasso che a Foggia viene a farsi le passeggiate, allora davvero resto disorientato sui compiti e il ruolo delle istituzioni, oltre che della politica, e, sinceramente, credo di non riuscire a trovare più un senso al mio impegno in consiglio comunale, in cui sono intenzionato a sospendere ogni mia attività. Mi auguro che questo mio gesto possa riscontrare la riflessione e la sensibilità dei miei colleghi consiglieri comunali oltre che dei massimi rappresentanti delle istituzioni democratiche di questa città, per ricordare a tutti che nei consessi democratici e in politica non vi sono solo i Fioritto e i Maruccio ma anche tantissime persone perbene», conclude Landella.


Redazione Stato@riproduzioneriservata


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