Manfredonia

TAR: “debito Avvenire verso Inps maggiore rispetto crediti da Comuni”

Di:

Dur irregolari, Tar accoglie istanza cautelare Avvenire (stato@)

Bari – “(…) viceversa, i crediti di Avvenire verso le Amministrazioni comunali (…) risultano essere di ammontare complessivo inferiore (…)”. Il Tar della Puglia di Bari ha respinto il ricorso integrato da motivi aggiunti, proposto da Avvenire s.r.l., contro l’Inps, l’Inail, per l’annullamento – previa concessione di misure cautelari – del DURC irregolare rilasciato al Comune di Lizzano in data 24.7.2012; del DURC irregolare rilasciato al Comune di Zapponeta in data 5.7.2012; del provvedimento INPS con il quale si nega la compensazione dei debiti richiesta dalla odierna istante; nonché per il risarcimento di tutti i danni cagionati alla ricorrente dagli atti gravati.

Inoltre, quanto al ricorso per motivi aggiunti depositato in data 13 novembre 2012, per l’annullamento, previa concessione di misure cautelari, dei DURC irregolari indicati nell’atto di motivi aggiunti; nonché per il risarcimento di tutti i danni cagionati alla ricorrente dagli atti gravati.

Inps e Inail si sono costituite in giudizio con domanda cautelare presentata in via incidentale dalla società Avvenire con il secondo ricorso per motivi aggiunti depositato in data 13 novembre 2012.

Secondo il Tar “rilevato che, ad un sommario esame proprio della fase cautelare, il debito della società Avvenire s.r.l. verso l’INPS risulta essere alla data del 31 ottobre 2012 di ammontare pari ad €. 1.960.232,82 (cfr. prospetto della situazione debitoria di Avvenire prodotto dalla difesa dell’Istituto resistente); che, viceversa, i crediti di Avvenire verso le Amministrazioni comunali (di cui alle ultime certificazioni ex art. 9, comma 3 bis decreto legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, nella legge 28 gennaio 2009, n. 2, prodotte con il secondo ricorso per motivi aggiunti) risultano essere di ammontare complessivo inferiore (€. 42.366,94 + €. 296.867,29 + €. 701.204,72 = €. 1.040.438,95)”, “ritenuto, conseguentemente, che non sembra operare nel caso di specie la previsione normativa (…) la cui applicazione è invocata dalla società Avvenire con il secondo ricorso per motivi aggiunti” e “ritenuto, conseguentemente, che non sussiste il presupposto cautelare del fumus boni iuris necessario per la concessione della misura cautelare richiesta con il secondo ricorso per motivi aggiunti depositato in data 13 novembre 2012″ l’istanza cautelare contenuta nel secondo ricorso per motivi aggiunti va respinta.


Redazione Stato



Vota questo articolo:
0

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Nota. Si informano i lettori che la testata giornalistica Statoquotidiano (www.statoquotidiano.it) è responsabile solo dei contenuti multimediali (video, foto etc) e dei testi presenti nella sezione "Articoli" e "Documenti". Non è in alcun modo responsabile dei contenuti e dei commenti presenti in tutte le sezioni del sito.

Articoli correlati

Pin It on Pinterest

Condividi