Manfredonia

Urbanizzazioni Ippocampo, Comune diffida ITI: completare entro 6 mesi

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Ingresso Ippocampo (St)

Manfredonia – DIFFIDA del Comune alla “ITI Immobiliare Ippocampo in concordato preventivo” al fine di “procedere immediatamente al completamento e alla messa a norma delle urbanizzazioni all’interno e a servizio del Villaggio Ippocampo, assegnando il termine di mesi 6 (sei), pena, in caso di inadempienza ed effettuati i debiti controlli, l’adozione della procedura di cui all’art. 222 del T.U. n. 1265/1934 per la dichiarazione di inagibilità di tutto o parte del Villaggio Ippocampo o delle singole unità immobiliari, con riserva in ogni caso di agire in via risarcitoria nei confronti dei responsabili e dei proprietari e di adottare eventuali ulteriori provvedimenti previsti per legge”.


FOCUS URBANIZZAZIONI IPPOCAMPO: DALLA NASCITA DEL VILLAGGIO ALLA SENTENZA DEL CONSIGLIO DI STATO FINO ALLE PROTESTE DEGLI AMMINISTRATORI DEI CONDOMINI


La relazione del dirigente del 7° Settore e la proposta dell’Assessore all’Urbanistica prof. Matteo Palumbo. Si ricorda che la lottizzazione “Ippocampo” è stata disciplinata dalla convenzione per notaio Nicola Signore, del 29.8.75, stipulata tra il Comune di Manfredonia e la soc. I.T.I., convenzione integrata con atto in data 13.1.78, e con successiva convenzione in data 1.7.89. Il termine di dieci anni, originariamente assegnato per il completamento delle opere di urbanizzazioni, è stato dapprima prorogato al 31.12.92 (con convenzione n. 12786 del 1.7.89) e poi, con convenzione in data 8.7.94, prorogata al 27.1.97.

Nella convenzione originaria si prevedeva (art. 4) che gli impianti “passeranno gratuitamente in proprietà del Comune dietro sua richiesta dopo loro completamento. ….. Il passaggio di proprietà trasferisce al Comune anche l’onere di manutenzione; sino a che ciò non avvenga sarà obbligo dei privati di curare la manutenzione ordinaria e straordinaria delle dette opere“. Clausola di analogo tenore era contenuta nell’art. 4 della convenzione del 1989.


Stato Urbanizzazioni a dicembre 2012.Le opere di urbanizzazione nell’ambito della lottizzazione “Ippocampo” – annota il Comune – risultano allo stato incomplete e non correttamente eseguite. E difatti: “le opere di illuminazione sono state ritenute non collaudabili dal collaudatore Ing. Francesco Saverio Di Bari in quanto realizzate in totale difformità dagli elaborati di lottizzazione; per le ulteriori opere di urbanizzazioni primarie (strade, parcheggi, rete idrica, ecc.) il collaudatore ing. Francesco Bisceglia ne ha accertato la realizzazione in modo carente, incompleto e in difformità dal progetto di lottizzazione. Le opere di urbanizzazione secondaria risultano poi quasi interamente ineseguite”.

Inoltre, le opere di urbanizzazione del “Villaggio IPPOCAMPO”, “a causa della scarsissima manutenzione e del logorio per l’uso, vanno anche modificate, rifatte ed ampliate anche per adeguarle alle prescrizioni imposte dalle varie nuove leggi intervenute in materia”. In relazione a tali circostanze, con d.c.c. 30 del 5.4.2004 il Comune stabiliva di non procedere all’acquisizione delle opere di urbanizzazione, considerato che”: “a) non si è verificato il presupposto al quale la convenzione subordina l’obbligo del Comune di acquisire le urbanizzazioni (cioè l’esatta esecuzione ed il completamento delle stesse); b) il Villaggio Ippocampo ha assunto la fisionomia di un villaggio turistico recintato al quale accedono solo i proprietari i quali utilizzano in via esclusiva gli impianti ed i servizi di lottizzazione, per cui va escluso che il Comune possa legittimamente far gravare sul bilancio comunale gli onere di gestione di opere che non sono a servizio dell’intera collettività”.

La delibera è stata ritenuta pienamente legittima dapprima dal TAR di Bari con sentenza n. 592/2005 ed ora dal Consiglio di Stato con sentenza n. 3261 del 31.5.2012.

(…) “Considerato, altresì, che il Comune di Manfredonia non può intervenire in “supplenza” dei soggetti inadempienti, posto che non può far gravare sul bilancio pubblico interventi di interesse privato, tenuto conto che le somme a garanzia (fideiussione) a suo tempo escusse sono pressocchè esaurite, essendo state interamente impiegate nei singoli interventi di ripristino e messa in sicurezza effettuati dal Comune all’interno del Villaggio, riguardanti la Pubblica Illuminazione, la fogna nera e l’impianto di depurazione, al solo scopo della tutela della pubblica incolumità e dell’igiene pubblica.

“Ritenuto che il completamento delle urbanizzazioni e il funzionamento delle stesse è condizione indispensabile al fine dell’agibilità del villaggio “Ippocampo” e delle singole costruzioni residenziali ivi esistenti e che il mancato o incompleto funzionamento delle urbanizzazioni primarie comporta la inagibilità delle costruzioni ai sensi dell’art. 222 del T.U. n. 1265/1934 in quanto non sussistono le condizioni igieniche o di salubrità previste per legge”.

Da qui l’atto di indirizzo per la diffida all’Iti in concordato preventivo al fine di “procedere immediatamente al completamento e alla messa a norma delle urbanizzazioni all’interno e a servizio del Villaggio Ippocampo, assegnando il termine di 6 mesi .

IPPOCAMPO: IL PROBLEMA INONDAZIONI E ALLAGAMENTI e Richiesta Comune; il piano


g.defilippo@statoquotidiano.it


Delibera di riferimento



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Commenti


  • x redazione

    che cos’è l’Iti?
    e che cosa comporta per chi ha un’abitazione o un’attività nel villaggio?


  • Redazione

    Gentile lettore,
    è indicato nel testo: è l’Immobiliare turistica Ippocampo – ora in concordato preventivo – con la quale l’Ente stipulò una convenzione nel lontano ’75 per la lottizzazione “Ippocampo” , per le opere di urbanizzazione; grazie; Red.Stato


  • michele

    Credo che sia giusto! Gli Ippocampesi devono finalmente darsi da fare cosí come hanno fatto gli altri villaggi. Anche lo Scalo ha avuto una diffida di chiusura ma poi si sono dati da fare realizzando quasi tutte le opere di urbanizzazioni primarie divenendo il miglior villaggio della riviera. Ma a quelli di Ippocampo sembra che tutto gli sia dovuto, invece non è così!


  • giiuanumunicip

    Che colpa hanno gli acquirenti se l’ITI ha potuto vendere perchè aveva tutti gli atti amministrativi,rilasciati tra l’altro dallo stesso Comune di Manfredonia. Paradossalmente la colpa, a mio parere è dello stesso comune, che ha rilasciato gli atti di ultimazione lavori… tra l’altro questa era una prassi consolidata in altra epoca e con la presenza di altri “funzionari”. Lo stesso comune diede l’incarico ad un legale di Bari, avv. N. assa, di relazionare sullo stato anche di tale lottizzazione ed una dei paradossi, meraviglie e considerazione dello stesso avv.to era proprio quella che non doveva permettersi la commerciabilità se non si finivano le opere previste in convenzione e dai progetti approvati anche dalla Regione Puglia, a cui adesso si chiede di intervenire.

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