CulturaManfredonia
A cura di Michele Apollonio

Manfredonia, Piazza “Maestri d’ascia”?

Rucher, Fortunato, Castigliego, Guerra, Berardinetti, sono famiglie di artigiani maestri d’ascia che hanno fatto la storia della marineria sipontina


Di:

Manfredonia. Anche se a rilento, si vanno completando le opere di “Lama Scaloria” il progetto che rievoca la primitiva via dell’acqua che da Scaloria, nella parte alta della città ai confini del Gargano, scendeva fino al mare. Una memoria storica divenuto progetto urbanistico a ribadire la connessione tra la campagna, la città e il mare.

Tali opere si concludono con la realizzazione di una piazza, prosecuzione del Piazzale Diomede, che si immerge nel mare del porto. Insiste sullo spazio occupato fino a qualche anno fa, dai cantieri navali ove i maestri d’ascia davano vita, lavorando il legno proveniente dalla garganica Foresta Umbra, alle barche da pesca fino ai pescherecci. Da quei cantieri che occupavano l’intero fronte a mare dell’antico mandracchio, sono usciti a centinaia le imbarcazioni utilizzate dai pescatori sipontini ma anche di altre località marinare. I cantieri navali di Manfredonia erano infatti tra i più rinomati resi tali dai operatori un po’ ingegneri un po’ artigiani, che avevano come attrezzo principe l’ascia, quel particolare attrezzo con la lama perpendicolare al manico utilizzato per modellare il legno.

I maestri d’ascia di Manfredonia eccellevano per la versatilità del loro ingegno. Una categoria che completava esaltandone la specificità, il settore della pesca ancora portante per Manfredonia. Oltre che sagomare il legno adattandolo alle varie funzioni dello scafo, avevano competenze sulla qualità del legno da utilizzare nelle varie e diverse funzioni della imbarcazione. Una “scienza” che si tramandava di generazione in generazione.

Rucher, Fortunato, Castigliego, Guerra, Berardinetti, sono famiglie di artigiani maestri d’ascia che hanno fatto la storia della marineria sipontina, con il loro lavoro hanno contribuito alla crescita del settore e dell’economia locale oltre che dare lustro alla città. Un esempio di appassionata operosità. Si può affermare senza infingimenti che i maestri d’ascia di Manfredonia hanno inciso profondamente nella vita cittadina lasciando un retaggio di grande valore civile ed economico.

Poi, si sa, i tempi cambiano, sopravvengono nuove tecnologie, le esigenze si diversificano. Oggi i cantieri dei maestri d’ascia si sono ridotti. Ma tra la gente di mare ma non solo, è vivo il ricordo e la gratitudine per quel che i maestri d’ascia hanno dato e rappresentato anche in termini di esempio e di scuola per i giovani. A gran voce si chiede di non dimenticare. Di tale esigenza si è fatto portavoce Antonio Berardinetti, maestro d’ascia in pensione, con una lettera indirizzata al sindaco, all’Autorità del sistema portuale dell’Adriatico meridionale, alla Soprintendenza all’archeologia, belle arti e paesaggio, con la quale dopo aver ricordato come ”per alcuni secoli e fino a pochi anni fa, hanno esercitato i noti cantieri navali della nostra città; artigiani artisti delle ordinate, dei bagli e del fasciame”, chiede ”di intitolare tale nuovo luogo, quale piazzale della memoria delle tradizioni locali, “Piazzale Maestri d’Ascia””.

Allegata è una serie di ”documentazione a supporto dell’istanza” la cui realizzazione non potrà che dare un senso compiuto a quello spiazzo in riva al mare, tra le barche dei pescatori e dunque all’intero progetto di Lama Scaloria.

A cura di Michele Apollonio, Manfredonia, dicembre 2017

Manfredonia, Piazza “Maestri d’ascia”? ultima modifica: 2017-12-06T10:00:09+00:00 da Redazione



Vota questo articolo:
10

Commenti


  • antonella

    Un intestazione, più che dovuta, Manfredonia ha una tradizione marinara secolare, i pescatori come i maestri d’ascia sono la memoria storica del popolo manfredoniano, pescatori di seppie fin dalla notte dei tempi da dove appunto, prese il nome l’antica Siponto e tutto il popolo sipontino, una identità indelebile tramandata di memoria in memoria fino ad oggi,memoria che non deve essere cancellata, un tributo ai maestri, che deve essere accordato all’importanza di un mestiere unico nel suo genere ma così importante da essere ricordato alle future generazioni, in modo che anche questi, possano continuare a essere memoria di ieri e di oggi.


  • Quaternario

    Largo non piazza innanzitutto. Sarebbe bello intitolarla “ Marina calefatari” e non farebbe torto a nessuno.


  • antonella

    Calafatare é un gergo marinaro dei maestri d’ascia, calafatare, nella cantieristica navale, corrisponde all’azione di impermeabilizzazione degli interstizi del fasciame che compone lo scafo, di certo la parola stessa, non rende
    l ‘idea dell ‘insieme dell’arte, della completezza e del saper fare dei Maestri d’ascia.
    Largo Maestri d’ascia.


  • una Sipontina

    PIAZZALE MAESTRI D’ASCIA! Bellissimo! Un atto dovuto a chi in passato ha fatto (senza clamore) la storia della nostra marineria.


  • una Sipontina

    …e mi raccomando rendetela degna di cotanto nome…con qualcosa che ricordi questo antico mestiere, tipo panchine che ricordino lo scheletro di uno scafo (è la prima cosa che mi viene in mente) e qualcos’altro del mestiere!


  • ezio

    OTTIMA INIZIATIVA, SPERIAMO VENGA ACCOLTA.


  • Antonello Scarlatella

    Vero….Largo o piazzale Maestri D ascia sarebbe bellissimo ed appropriato.
    In onore agli artigiani della nautica passati, attuali e (speriamo) futuri.

  • È un riconoscimento dovuto senza se è senza ma.


  • Antica Memoria

    Mi raccomando, non dimenticatevi della ” Storica famiglia Prencipe” , senza far torto a nessuno.


  • SIPONTINO

    CHIAMATELA PIAZZA ENERMOSTRO! PERCHE’ TUTTI QUEI MILIARDI PER QUELLE OPERE DA PARTE DELLA REGIONE? VI SIETE MAI CHIESTO DEL PERCHE’? FUMO NEGLI OCCHI…FUMO…O MEGLIO CI HANNO NARCOTIZZATO IL CERVELLO..

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Nota. Si informano i lettori che la testata giornalistica Statoquotidiano (www.statoquotidiano.it) è responsabile solo dei contenuti multimediali (video, foto etc) e dei testi presenti nella sezione "Articoli" e "Documenti". Non è in alcun modo responsabile dei contenuti e dei commenti presenti in tutte le sezioni del sito.

Articoli correlati

Pin It on Pinterest

Share This