Cronaca

Monno: dopo appena due mesi, il Piano Rifiuti è ancora credibile?

Di:

Nichi Vendola, Governatore della Puglia (Ph: Michele Rinaldi@12)

Bari – “Dopo appena due mesi, il Piano Rifiuti è ancora credibile? Sembrerebbe di no, a giudicare da due questioni emerse nelle ultime settimane. La prima è quella dell’ecotassa, sulla quale si è giunti a una mediazione temporanea tra le richieste dei comuni virtuosi e le esigenze di quelli gravemente in ritardo sulla raccolta differenziata. La seconda riguarda la proroga dello smaltimento dei rifiuti di una parte del territorio della provincia di Bari presso la discarica di Trani”. Lo dice in una nota il consigliere regionale PD Michele Monno.

Dopo il Piano regionale approvato a ottobre, al quale mi sono opposto per l’assenza di un serio programma di organizzazione per filiere, in sede di approvazione del bilancio la maggioranza ha trovato un accordo sul rinvio dell’applicazione dell’ecotassa. Ma tassare pesantemente i comuni che non riescono a differenziare nemmeno il 30% dei propri rifiuti è sacrosanto: si tratta infatti di un risultato raggiungibile senza nemmeno ricorrere al porta a porta, ma semplicemente con una efficace organizzazione della raccolta stradale di vetro, carta, plastica e dell’umido di fruttivendoli e mercati rionali. L’ecotassa sconfessa, inoltre, la percentuale di raccolta differenziata messa nero su bianco sul Piano Rifiuti, che incrementa l’obiettivo da raggiungere al 65%. Il problema è che negli ultimi cinque anni non ci si è nemmeno avvicinati all’obiettivo precedente del 55%: nello scorso mese di settembre, infatti, la percentuale di raccolta differenziata in Puglia è stata in media del 23,7% (i dati pervenuti ad oggi riguardano 204 comuni su 258). Questo significa che le politiche regionali sui rifiuti non soltanto sono apparse inefficaci in passato, ma lo saranno quasi certamente anche in futuro. L’ecotassa che in molti comuni si pagherà nel 2014 sancirà una volta di più, “plasticamente”, l’insuccesso di un Piano frutto di vecchie logiche già fallite nella pratica. La seconda questione riguarda il principio elementare per cui ogni comunità deve provvedere allo smaltimento dei propri rifiuti, assumendosene la responsabilità. Al contrario, i rifiuti delle Ato Ba/2 e Ba/4 saranno smaltiti per altri sei mesi presso la discarica di Trani, cosa che avviene già dall’estate del 2012. Per questa nuova proroga, la Regione ha maggiorato le tariffe da corrispondere all’Amiu di Trani per lo smaltimento (già lo scorso anno furono stanziate risorse per rinforzare la differenziata a Trani, ancora oggi inaccettabilmente ferma al 16%). Ma i circa 45 euro a tonnellata che arriveranno all’Amiu di Trani saranno insufficienti per attuare una efficace raccolta porta a porta, e probabilmente anche per realizzare un impianto di compostaggio accanto alla discarica. Il rischio è che anche in questo caso gli obiettivi annunciati restino stampati su un libro dei sogni”.

Redazione Stato



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