Provola di Bufala ‘mon amour’
di Agostino del Vecchio
Pubblicato il 7 febbraio, 2010
Foggia – IL candidato sindaco del PDL, Stefano Pecorella, ha preso visione dell’audizione avuta dall’Associazione Nazionale allevatori specie bufalina nella sede della Commissione agricoltura della Camera dei Deputati lo scorso 25 gennaio 2010, e “ritenendo che il settore dell’allevamento e le sue produzioni rappresentano un tipicità da tutelare e un importante leva per lo sviluppo delle attività produttive di Manfredonia”, l’assessore ha accolto le proposte avanzate dall’associazione per la tutela del prodotto genuino e autoctono e al sostegno delle imprese impegnate nel settore”. Nei prossimi giorni, Pecorella incontrera i suoi rappresentanti per “valutare ogni possibile iniziativa locale ivi compresa l’inclusione di atti di indirizzo all’interno delle linee programmatiche per la prossima tornata elettorale amministrativa oltre che a sostenere le necessarie iniziative in sede regionale e governativa nazionale”.L’INDAGINE SULLE BUFALE – I Nas di Bari effettuano già ciclicamente delle verifiche, e dei controlli, sui beni e prodotti delle aziende latteo-casearie locali: queste stesse verifiche sono state estese ora, a livello di laboratorio, per appurare la presenza di “possibili alterazioni” rispetto a quanto disciplinato dalle norme vigenti (rispetto del disciplinare nella fase di produzione, passibile a livello penale). Controlli dunque in Puglia (indi in Capitanata) sulle famigerate mozzarelle di bufala, commercializzate, da ditte locali, con, o senza, il marchio della Bufala Dop Campana.
IL COMMISSARIAMENTO RITIRATO PER IL CONSORZIO CAMPANO – L’ASSALTO DELLE IENE – LE DICHIARAZIONI DI ZAIA- La notizia è dello scorso 22 gennaio: non ci sarebbe stato alcun commissariamento (commissus, “a cui si affida”, il provvedimento con cui, in un ente, viene sospesa l’autorità degli organi direttivi, sostituiti da un commissario. Al mutare dell’ente, varia anche l’organo che può disporne il commissariamento) per il Consorzio di Tutela della mozzarella di bufala campana, soggetto privato e non pubblico, che non potrebbe dunque essere commissariato dal dicastero (ministro) nazionale (Il consorzio Mozzarella di Bufala Campana Dop – San Nicola La Strada (Ce), è formato, nella sua struttura dirigenziale dal Presidente, anche legale rappresentante, dal collegio dei sindaci e dal collegio dei Provibiri). Il ministro Zaia avrebbe infatti potuto inviare “solo un comitato di garanzia” da affiancare allo stesso Consorzio, “per coordinare i dirigenti attualmente presenti nello stesso organismo”. Zaia, lo scorso 20 gennaio, aveva spiegato infatti di aver diffuso la notizia del “commissariamento d’urgenza del Consorzio campano per le mozzarelle di bufale”, dopo che il presidente del consorzio, Luigi Chianese, era stato colto ad “annacquare” il latte, per la lavorazione dei prodotti. Zaia era stato interpellato a riguardo da una troupe delle Iene. “Ho ritenuto opportuno accelerare i tempi attraverso i quali fornire informazioni sul commissariamento del Consorzio della Mozzarella di Bufala Campana Dop, perché lo stesso era stato oggetto di un’intervista molto puntuale da parte di una troupe televisiva – ha detto Zaia – Dunque, il rischio che si arrivasse ad un’informazione non corretta e allarmistica era alto”. “Non potevo a quel punto fare altro che governare la situazione a tutela dei consumatori, evitando quindi che si pensasse a un problema alimentare che non esiste e non è mai esistito – ha concluso il ministro – e a tutela di uno dei più importanti prodotti Dop che si producano in Italia”, ha detto il ministro nazionale.
L’ATTO AMMINISTRATIVO DI ZAIA – L’atto amministrativo in questione è datato giovedì 14 gennaio ed è stato reso pubblico in questi giorni, “dopo la notifica ai diretti interessati”. Unico appunto, sollevato “sommariamente” dagli stessi organi di informazione: ‘ma era proprio necessario un intervento delle Iene per consentire a Zaia di prendere in mano il controllo della situazione relativamente al caso delle Bufale Dop campane ?”
IL COMUNICATO DI ZAIA – Cosa ha detto invece oggi Zaia ? “La mozzarella di bufala è stata annacquata solo in alcuni casi”, per il resto: “è supersicura”. Per il Zaia quello avvenuto non farebbe riferimento ad un “caso di sicurezza alimentare”, ma ad un problema che ha interessato “un determinato gruppo di aziende (campane ndR)”, che stando ai controlli fatti dagli ispettori nazionali, “produceva la mozzarella utilizzando in parte anche latte di vacca”. “Ai consumatori vorrei dire di continuare a comprare la mozzarella di bufala”, ha detto Zaia ai microfoni Radio anch’io del Gr1. Sul suo blog, in data 21 gennaio, il ministro scrive invece che: “chi lo fa (l’annacquamento ndR) sa di essere nel torto”. Con questa risposta Zaia si è rivolto al presidente del Consorzio di tutela della mozzarella dibufala Dop, Luigi Chianese, che ieri aveva smentito «categoricamente» le notizie riportarte dai giornali, circa l’avvenuto commissariamento del Consorzio. Chianese, come detto, era stato sollevato dall’incarico con un decreto firmato dal ministro Zaia il 14 gennaio. Ed è stato lo stesso ministro a darne notizia due giorni fa, sostenendo dl avere nominato un comitato di garanzia che “nei fatti, esautora l’azione del presidente”. Non è un caso se i Nas di Napoli e Caserta hanno messo i sigilli ad altri sette caseifici il 20 gennaio, sequestrando alcune tonnellate di prodotto contraffatto con aggiunta di latte vaccino (non consentito dal disciplinare Doc) (il sequestro dei sette caseifici campani: Sette caseifici e due tonnellate di prodotti caseari sono stati sequestrati il 20 gennaio in seguito ad alcuni controlli dei Nas di Caserta presso le industrie casearie della provincia. Dai controlli, che hanno riguardato aziende situate a Marcianise, Villa Literno, Cancello Arnone, Capua e Falciano del Massico, sarebbero emerse carenze igienico-sanitarie e strutturali degli stabilimenti e degli alimenti. I 7 caseifici, ad ogni modo, non fanno parte del consorzio di Tutela della mozzarella di bufala campana. Il valore delle aziende e della merce sequestrata ammonta ad oltre 6 milioni di euro. I titolari sono stati denunciati in stato di libertà. Sono stati prelevati anche numerosi campioni di mozzarella di bufala Dop allo scopo di verificare il rispetto del disciplinare nella fase di produzione ndR). La smentita di Chianese è stata appoggiata da alcuni produttori italiani, che hanno fatto notare come il Consorzio sia “un ente privato costituito su basi volontarie. Dunque, secondo loro, non commissioniabile”. Ma Zaia ha risposto che “se è vero che il Consorzio è privato, è anche vero che è chiamato a fare rispettare il disciplinare di produzione e, soprattutto, a promuovere la buona immagine del marchio Dop. Che appartiene all’Unione europea, con il ministero che ne fa le veci”. “Questa vicenda – ha detto Zaia – è l’esatta fotocopia di quella, recentemente superata, che ha interessato il vino Brunello di Montalcino. Come in quella vicenda, i nostri tecnici hanno rilevato infrazioni al disciplinare di produzione, così in questa, l’intervento del ministro dovrebbe permettere di risolvere alcuni problemi. Per questo è stato costituito un Comitato di garanzia che riporta nelle mani delle istituzioni la responsabilità della tutela e della promozione della mozzarella di bufala campana Dop,togliendola al Consorzio ”. Ma a differenza di quanto accadde per il Brunello, “non si vive questa vicenda come un’occasione per dialogare con il mercato e con i consumatori – ha detto Zaia – ma come un attacco personale”. Il latte delle mozzarelle di bufale è risultato annacquato, non da sofisticatori qualunque, ma dal presidente del Consorzio di tutela della Mozzarella di Bufala in persona. Lo stesso che (Corriere del Mezzogiorno) – nel programma operativo aveva annunciato delle “misure per consolidare ancora di più la qualità e l’eccellenza della mozzarella nelle aree Dop” (Caserta, Salerno, Napoli, Benevento e province di Roma, Latina, Frosinone e Foggia).
LA RETROMARCIA DI ZAIA – LA BOZZA DI PROVVEDIMENTO SULL’ETICHETTATURA OBBLIGATORIA – Dunque, a 48 ore dalle dichiarazioni rese alla Iene circa il commissariamento dell’ente, Zaia smentì tutto, nonostante la comunicazione che “la collaborazione nei prossimi mesi (3) tra il Comitato di garanzia e il consorzio di tutela della Mozzarella di Bufala Campana DOP”, consentirà al ministero nazionale di “individuare e programmare un sistema più articolato ed efficiente di tutela e promozione di questo straordinario prodotto Made in Italy” (il comitato sarà composto da quattro esperti che si aggiungeranno nei prossimi tre mesi al lavoro dei rappresentanti del cda). “Per quanto riguarda il settore lattiero-caseario, abbiamo presentato a tutta la filiera del latte una bozza di provvedimento sull’etichettatura obbligatoria d’origine del latte. Auspichiamo per l’approvazione tempi coerenti con le esigenze del mercato. Questo provvedimento sarà una rivoluzione trasparente per il latte italiano e i suoi derivati che garantirà produttori e consumatori”, ha concluso Zaia. Commissariamento, bozza di provvedimento, etichettura o meno, diversi produttori di Bufale, anche campani, hanno richiesto l’istituzione di un nuovo marchio per difendere e valorizzare il loro prodotto: “occorre un nuovo marchio territoriale”. Come riportato dal quotidiano Il Salvagente, in una nota il consigliere regionale Ugo Carpinelli disse:“già nel marzo del 2008” lo stesso aveva segnalato la necessità di sganciare la provincia di Salerno dal marchio Dop Campania: “non è giusto che l’alta qualità e la grande capacità ricettiva dei caseifici del salernitano siano penalizzati dal pressappochismo dei controlli di altre zone”. “Non posso che condividere – continua Carpinelli – l’intervento del ministro dell’Agricoltura, Luca Zaia, che denuncia adulterazioni e truffe nella produzione della mozzarella campana, che provengono nuovamente e sempre dalla Provincia di Caserta”.
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