Elezioni tra democrazie, listini e Panopticon
di Giuseppe de Filippo
Pubblicato il 7 marzo, 2010
Manfredonia – BERLUSCONI e l’intero centrodestra attaccato pesantemente dall’onorevole Sanza(Angelo Maria, di estrazioni e origini lucane), ex militante, va detto, della stessa compagine forzista (il 1 febbraio del 2008 Sanza lasciò Forza Italia, assieme a Ferdinando Adornato, per aderire all’Unione di Centro, formazione con la quale si presentò alle elezioni politiche del 2008 ma senza riuscire ad entrare in Parlamento ndR). Le invettive di Sanza sono state lanciate dal palco del cineteatro San Michele, durante la presentazione del candidato consigliere alle prossime regionali, Giuseppe Dicembrino, alla presenza del Segretario Provinciale dell’UDC Foggia, Franco Di Giuseppe ma anche del consigliere regionale Giannicola De Leonardis, nonchè del candidato sindaco del centrosinistra di Manfredonia, Angelo Riccardi, sostenuto, a livello comunale, dalla stessa formazione centrista.LA CONFERENZA – RICCARDI: UN DOVERE SOSTENERE DICEMBRINO – Il primo a parlare dal palco del San Michele è stato lo stesso Angelo Riccardi, che ha fatto riferimento, nel suo discorso, alla sterilità del programma del centrodestra (“scopiazzato da quello di altre realtà comunali”), per poi motivare la scelta della coalizione del centrosinistra di sostenere l’Unione di Centro. “Avevo solo 21 anni – ha detto Riccardi – quando, come giovane consigliere di minoranza, incontrai Giuseppe Dicembrino, con il quale sono rimasto sempre legato da un rapporto di stima profonda”. Proprio la stima che legherebbe (attualmente) l’ex consigliere regionale Riccardi al candidato per un seggio in via Capruzzi Giuseppe Dicembrino ha spinto il candidato del centrosinistra ad invitare l’intera sala (questa volta meno chiassosa e festante rispetto all’ultima manifestazione, ma anche rispetto a quella relativa alla presentazione dei candidati del centrodestra) a votare per il candidato consigliere originario di Manfredonia. Dopo il breve intervento di Riccardi, sul palco si sono alternati i vari esponenti della formazione centrista.
DICEMBRINO: RAMMARICO PER LA SCONFITTA DI SANZA ALLE EUROPEE DEL 2008- Nella sua breve arringa introduttiva, Giuseppe Dicembrino (palesemente emozionato, anche se ha cercato di nascondere la propria emotività intrinseca attraverso delle battute ad effetto, rivolte in primis ai suoi vecchi compagni di palco-banco) si è detto rammaricato per la sconfitta di Sanza nelle ultime europee (del 2008), ma ringraziando, al contempo, lo stesso onorevole lucano per avergli consentito di “riscendere nell’agone politico regionale e locale”. Dicembrino, da ponderato Cicerone, ha dapprima fatto gli onori di casa, per poi lasciare spazio (mediaticamente) agli altri esponenti provinciali e regionali dell’Unione di Centro.
DI GIUSEPPE: DA IMITARE IL LABORATORIO POLITICO DELL’UDC– Uno dei discorsi più appassionati è stato quello del segretario provinciale dell’Udc, Franco Di Giuseppe, buon oratore a livello scenico, discreto invece come trascinatore di masse (masse domenicali e dunque leggermente sopite tra il pensiero rivolto all’abbacchio e alla messa domenicale, ma anche alle sindrome da voto di questo movimentato mese di marzo). “A differenza di altri – ha detto Di Giuseppe – l’Udc ha la cultura per poter governare”. Infine, Di Giuseppe ha ricordato “la soddisfazione dell’intero gruppo centrista per la vittoria ottenuta dallo stesso movivemento politico nel capoluogo foggiano (provinciali 2008)”.
SANZA: BERLUSCONI ? UN INQUINATORE POLITICO – Con l’onorevole Sanza i toni sono decisamente cambiati: spazio, baci ed omaggi naturalmente ai candidati di casa (oltre naturalmente a Giannicola De Leonardis che ha preferito comunque non intevenire, lasciando il palco a Dicembrino) ma in seguito è sembrato quasi di assistere ad un duello di foggia bidirezionale: Sanza versus il Cavaliere della Bassa e Alta Brianza. La tesi di Sanza (prima di brevi riferimenti rivolti alla gestione deleteria del settore economico locale, e dunque: pesca, agricoltura, turismo e settore artigianato) è presto detta: le irregolarità nella presentazione dei listini del centrodestra (lista Formigoni in Lombardia e lista Polverini nel Lazio) sarebbero da addebitare, in primis, agli interessi occulti (indirettamente, ma mica tanto) del Cavaliere di Arcore (dopo il provvedimento varato venerdì dal consiglio dei ministri – “non è un decreto interpretativo ma innovativo, va a sanare tutte le irregolarità e sembra ricalcato su tutti i motivi del ricorso, presenta molti profili di illegittimità”, secondo i legali – l’opposizione ha inscenato invece diverse proteste a Milano e a Roma, dopo l’approvazione del decreto-legge del 5 marzo del 2010, n. 29 Interpretazione autentica di disposizioni del procedimento elettorale e relativa disciplina di attuazione, mentre il Pd ha annunciato una manifestazione nazionale sabato prossimo, in riferimento alla riammissione della lista del Pdl Formigoni in Lombardia, mentre si riunirà lunedì prossimo il Tar del Lazio per esaminare il ricorso presentato dalla lista Pdl della provincia di Roma della candidata Renata Polverini perché presentata oltre la scadenza ufficiale). Sanza ha detto a riguardo: “innanzitutto le sorti politiche dell’intero Stivale, le sorti venture degli elettorati del Belpaese sembrano connesse, inderogabilmente, alle decisioni che saranno prese nel tête-à-tête decisionale che si è instaurato nel tempo tra Berlusconi e il Senatur Bossi”. “La verità – ha detto Sanza – è che gran parte delle regioni dello Stivale sembrano dipendere da quanto accadrà nello stesso feudo politico di Berlusconi: la regione Lombardia”. Una Lombardia (regione a statuto ordinario, con Roberto Formigoni presidente eletto per la terza volta consecutiva a tale incarico alle elezioni del 2005) alla quale Sanza ha riconosciuto un “ruolo egemone”, in riferimento naturalmente all’attuale situazione politica. “Poi ci interroghiamo sulla scelta della vicesindaco di Foggia, Lucia Lambresa e della Poli Bortone (Foggia e Regione – a riguardo da segnalare il manifesto della Poli: ‘orgogliosamente terrona’) di lasciare il centrodestra per sostenere la nostra coalizione di centro”.
DALLE CRISI DI PALAZZO DOGANA ALL’ALLEANZA CON IL CANDIDATO RICCARDI: “assurdo lo sgarbo che ci ha rivolto la maggioranza di centrodestra a Palazzo Dogana con la revoca delle deleghe degli assessori Vito Guerrera e Nicola Vascello – ha detto Sanza – non siamo un terzo polo – ha continuato l’onorevole – ma sostenitori di un movimento politico che si pone al centro dell’agorà politica, capofila di una pratica di governo moderata”. Sanza ha rifiutato l’ipotesi di alleanze future, su scala nazionale, con le formazioni del Pd o del Pdl (anche se i fatti direbbero il contrario. Come ricordato in un editoriale del fondatore di Repubblica Eugenio Scalfari, “Casini punterebbe ad un accordo con il Pd, sperando in una vittoria ai punti, a livello regionale, della formazione del leader Bersani”, attraverso un “un ruolo da gregario, una lunga opera di ‘ricucitura’, con l’obiettivo -non dichiarato- di una riforma elettorale in senso proporzionale”. “Senza la quale – scrisse Scalfari – l’Udc sarebbe condannata alla mera irrilevanza”. Casini punterebbe, e dunque si auspicherebbe, una vittoria ‘ai punti’ dell’attuale opposizione – a livello nazionale, ipotesi: 7 a 6 nelle singole regioni- . Questo per poter attivare sin da oggi le future alleanze). “Le nostre uniche alleanze – ha detto Sanza – saranno fondate sulla valenza, sulla dignità degli uomini, nonché dei loro programmi elettorali”. Da qui la scelta di sostenere la lista di Angelo Riccardi alle amministrative di Manfredonia. Tornando alla Provincia: “ancora oggi – dice Sanza – raccolgo le insoddisfazioni e le amarezze di Antonio Pepe in Parlamento, credo che Pepe non avrebbe mai consentito almeno per principio, e se avesse deciso in modo autonomo, al ritiro delle deleghe degli assessori Guerrera e Vascello”. La nostra intenzione – ha detto Sanza – è quella di non subire ancora il ricatto del Centrodestra italiano”, un movimento politico che si sarebbe spesso “rivolto ai rappresentanti dell’Udc solamente per interessi“. “Se le irregolarità elettorali avessero interessato i listini di Errani in Toscana o quello di Vendola in Puglia – ha detto ancora Sanza in riferimento alle recenti irregolarità delle liste di Formigoni e Polverini in Lombardia e Lazio – Berlusconi avrebbe fatto lo stesso per preservare il diritto del popolo italiano?”. Ci sarebbe un solo responsabile, secondo Sanza, della situazione elettorale verificatasi in Lazio e Lombardia: “la colpa è di Berlusconi, un vero inquinatore politico – ha detto l’onorevole lucano – che volutamente non avrebbe definito in tempo il listino di Formigoni, in Lombardia, per includere nella stessa lista dei 14 consiglieri (con 7 sicuri di un posto in consiglio regionale) dei propri segnalati. Dei segnalati di Berlusconi (“massaggiatori, igieniste dentali ed altro”) che avrebbero corso il rischio di indietreggiare (pericolosamente) negli stessi listini politici. “A Milano un ruolo da tessitore in questo senso – ha detto Sanza – lo starebbe svolgendo l’onorevole La Russa”.
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Presentato ai tre candidati a sindaco un documento di “speranza” e di richiamo alla responsabilità, redatto da un gruppo di laici della parrocchie di Manfredonia
-”LA politica non è una cosa sporca, ma un ‘un atto di carità del prossimo’, amore disinteressato finalizzato al bene dell’altro, all’unione. Un dovere civico o sociale. Lavorare al bene di un Paese, di una Provincia, o di un Partito, o di una Classe, è fare del bene al prossimo riunito in uno Stato, in una Città, in una Provincia, oppure in un Comune”. (Don Sturzo).
Una campagna elettorale in tempo di crisi invita a riflettere attentamente sulle attuali condizioni della società e della politica nel nostro Paese, nella nostra Regione e nella città in cui viviamo. Essa è un momento importante di discussione sulla città, su come è cambiata e su come sta cambiando. La crisi finanziaria, trasformatasi presto in crisi economica e sociale, sta aggravando la crisi politica che, da diversi anni e da diversi punti di vista, molti attenti osservatori vanno denunciando, e in tal senso è senz’altro da sottoscrivere il richiamo del Papa sulla necessità “di una nuova generazione di laici cristiani impegnati, capaci di cercare con competenza e rigore morale soluzioni di sviluppo sostenibile”. Amministrare una città significa progettare, ma anche mettere in piedi gruppi di lavoro, coinvolgere la comunità, offrire servizi, combattere la politica dei favori, difendere i diritti di tutti. Mutano le esigenze e devono mutare le politiche. Diminuiscono i fondi pubblici e aumentano i bisogni. Emerge, quindi, la necessità del reperimento di nuove risorse e razionalizzare l’utilizzo di quelle esistenti, con l’impegno di tutti i soggetti pubblici e privati per costruire un welfare di comunità. Vediamo nelle centinaia di candidature al ruolo di consigliere comunale il possibile svilimento di tale figura a mero “posto di lavoro” piuttosto che ad un posto di “responsabilità. Leggiamo nel moltiplicarsi di liste e nei manifesti elettorali ( spesso in spazi occupati abusivamente) molto poco su quale progetto si ha per la città e tanto narcisismo sul futuro dei singoli candidati”; non si evince una futura trattazione della cosa pubblica in termini di doverosa sobrietà.
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È quanto mai necessario perciò ripartire dall’ etica individuale di chi svolge un servizio politico. Tanti politici offrono, a livello locale, un buon esempio; ma oggi la “normalità” non basta più. Si sente il bisogno di un salto di qualità in termini di spirito di servizio, disponibilità a spendersi e a rinunciare a qualcosa, a mettersi in gioco, a fare battaglie vere ponendo in secondo piano gli aspetti “tattici” della politica. Invitiamo tutte le forze politiche e i candidati a porre al centro del loro impegno la promozione della partecipazione civica e politica di tutti i cittadini. La “cittadinanza attiva” è un capitale sociale presente nel nostro territorio. È opportuno, pertanto, cogliere ogni occasione per incentivare e promuovere il coinvolgimento dei cittadini, non solo a livello consultivo, come a volte già avviene, ma anche nella effettiva costruzione dei processi decisionali e questo come metodo di lavoro per la generalità dei settori dell’amministrazione, compresi quelli più significativi.
(Un gruppo di laici delle Parrocchie di Manfredonia)