ManfredoniaRicordi di storia
La storia in un romanzo verità di fine ‘800

Rignano, ‘uccisa dal pretendente per gelosia e malvagità’

Contenuto nel romanzo verista di Giulio Ricci “Rosedda”,1889;

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Rignano Garganico – Nonostante il progresso del vivere civile, la parità tra i sessi e la libertà di amare per le donne resta ancora un tabù., non solo nel resto del mondo, ma anche in quello cosiddetto evoluto ed emancipato come l’Occidente (Europa, Usa, ecc.). All’interno della coppia, l’amore respinto o il tradimento ancor oggi si conclude con la soppressione estrema della parte più debole ossia il “femminicidio”. Fino a pochi decenni fa addirittura tale tipo di delitto era definito dal Codice “passionale” o preterintenzionale e pertanto restava impunito. Ovviamente nei secoli scorsi di conclusioni tragiche se ne contano ad iosa ed ispirano la letteratura, la musica e le arti in genere.

Ecco di seguito il racconto semi – vero di un delitto accaduto alla fine dell’Ottocento a Rignano Garganico e contenuto nel romanzo verista di Giulio Ricci “Rosedda”,1889; nuova edizione a cura di chi scrive, Regione Puglia, 2001, pagg. 82 – 84. <<…Giorgione appoggiò le spalle ampie alla porta, s’intese uno scricchiolio di chiodi, poi un rumore sordo di qualcosa che ruzzola. La toppa era caduta sulla paglia e la porta mandò un sibilo lungo. – Piano mormorò Giorgione e si avvicinò fra le tenebre al muro di destra; tastò un poco con le mani ed: – Eccoci qua. Scrostò col manico del coltello la calce fresca, staccò tre mattoni, e sollevò sulle braccia Micheletto. – Apri la porta, disse, e lo posò piano con una certa precauzione sul pavimento della cantina. Entrarono. Nunzia dormiva in un bugigattolo oscuro dove non giungeva un rumore. Giorgione accese la lampana alla quale aveva tinto di nero fumo tre lastre lasciando chiara quella dinnanzi. La lampana funzionava ottimamente da lanterna cieca. Nella cantina pochi barili di vino mandavano un odore acre per l’aria piena di tanfo, un cesto di farina metteva una macchia candida fra le sedie e le panche ed un lumicino presso a spegnersi illuminava fiocamente il quadro di una madonna. Giorgione si avviò in punta di piedi tenendo con la sinistra la lampana e nella destra il pugnale. Sotto la porta si fermò e fece un segno di silenzio ai compagni portando verticalmente il coltello fra le labbra. Gli altri due lo seguivano senza fiatare. Mise l’orecchio al muro, origliò un poco, e poi: Benone! La ragazza è ubbriaca stanotte, russa già come una cavalla col cimurro. Allungò il passo ed in un momento fu vicino al letto di Nunzia che aveva il sonno duro. – Giorgione alzò la lampana ed osservò per poco quel volto soffuso di pallore. Il petto ampio, maestoso che si mostrava dalle coltri riversate mise nella sua mente smanie piene di desideri acuti animaleschi. Egli avrebbe voluto prima di uccidere possedere quella donna. – Presto, mormorò Pippaccio, ingelosito dalle occhiate libidinose; presto o tiro io. Giorgione avvicinò dippiù la lampana alla mammella sinistra che si sollevava e si abbassava dolcemente sotto ad un respiro regolare, e come se avesse scoperto il punto dove il core batteva, alzò il pugnale e vibrò nella durata di un lampo due colpi. Il sangue schizzò sulla faccia. Nunzia, soffocata dal rantolo di una straziante agonia, aprì gli occhi. – Vi ho conosciuti! Vi ho co…nosciuti e cadde supina sul guanciale con le braccia penzoloni. –È fatto! Disse Giorgione. E rientrarono in cantina. Erano già tutte e tre intorno ad un barile di aringhe salate, il cui odore solleticava la gola, quando un lungo angoscioso lamento li scosse. – Ah! fece Pippaccio, questa volta tocca a me. E presa la lampana si diresse nel bugigattolo seguito da Micheletto.

Nunzia guardava con gli occhi vitrei sbarrati e la bocca aperta; i rivoli del sangue correndo sul petto candido parevano delle trecce morbide che si venissero mano mano sciogliendo. Pippaccio la contemplò freddamente e trasse il pugnale. – Ora va a nozze, disse e vibrò tre colpi a l’inguine…Quando el campane della chiesa suonarono a mattutino un grido formidabile nella nebbia cenericcia dell’alba corse per le strade: – Hanno ammazzato la Nunzia, l’hanno pugnalata>>. Lo scenario del delitto premeditato, maturato in un clima da telenovela, ai danni della bella e formosa Nunzia da parte dell’innamorato respinto, Pippaccio, compiuto con la complicità degli altri due manigoldi, la notte prima del matrimonio della donna con un altro uomo.

Lo stesso corrisponde al vero ed è descritto con inappuntabile precisione nel Libro dei Morti della Parrocchia: ”Il 17 ottobre 1881 è trovata sul letto immersa nel proprio sangue, e trafitta da più pugnalate da assassini ignoti Nunzia Del Vecchio di anni quaranta, già vedova di Antonio Tantaro- deceduto il 10 maggio dello stesso anno -, figlia del fu Michele e di Caterina Ponziano, e sembra che l’autore per gelosia che si maritava ad altri e non s’impalmava da lui, abbia con pazzo furore commesso l’assassinio”. Secondo il riscontro effettuato allo Stato Civile del Comune, il fattaccio sarebbe accaduto nei locali di Largo Piazza 21 (dirimpetto alla Chiesa matrice) e coperto alle ore 6,50 dai denuncianti. Si tratta della stessa Nunzia che piange il figlio Angelino, stroncato dal vaiolo, che assiste impotente alla deposizione orrenda e stipata del suo corpicino in una bara già occupata e al ghigno cinico ed animalesco dei due becchini, non dissimile da quelli dei monatti in tante scene de I Promessi Sposi. Si tratta di Michele Tantaro (il nome Angelino è fittizio), deceduto a due anni.

Il 31 ottobre del 1880 risulta morta anche la sorellina Rosa della medesima età e causa. Tanti altri accadimenti descritti nel romanzo Rosedda, se sottoposti a verifica, potrebbero rivelarci tanti altri particolari sulla vita e sul costume della gente di Rignano e del Gargano in generale, e la conferma di quanto è esigua la distanza tra arte – letteratura e vero

Dal romanzo”Rosedda”, Pippaccio (dis. di M.R. Del Re)

(Testo inviato da Antonio Del Vecchio)

Rignano, ‘uccisa dal pretendente per gelosia e malvagità’ ultima modifica: 2015-03-07T16:41:52+00:00 da Redazione



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