Politica
I consorzi di bonifica sono ormai al collasso ed è a rischio la stagione irrigua 2016 che per molte aziende agricole pugliesi vorrebbe dire il fallimento

Consorzi bonifica, Casili: “Neanche la riscossione dei tributi li salverebbe”

Sulla questione interviene il portavoce del M5S Cristian Casili

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Bari. I consorzi di bonifica sono ormai al collasso ed è a rischio la stagione irrigua 2016 che per molte aziende agricole pugliesi vorrebbe dire il fallimento. Sulla questione interviene il portavoce del M5S Cristian Casili: “Si parla da tempo di una riforma radicale di questo ente che non c’è mai stata. Oggi la situazione debitoria di 219 milioni di euro è così pesante che i margini di intervento sono ristrettissimi e comunque ormai molto rischiosi per la Regione Puglia. La riscossione del tributo 630 non sarà assolutamente sufficiente a rimettere in moto la funzionalità ordinaria dei consorzi commissariati.” Il consigliere salentino porta come esempio il caso del consorzio Arneo che ha un costo del personale a tempo indeterminato (46 dipendenti) di oltre 3 milioni di euro a fronte di soli 276 mila euro per il personale a tempo determinato che sono gli operai che dovrebbero effettuare i servizi di pulizia e manutenzione, cioè quelli per cui si richiede il pagamento del tributo 630. Quindi il calcolo è presto fatto: l’introito del 630 non raggiungerà mai i 5,5 milioni di euro previsti per l’Arneo e servirà solo a pagare gli esosi stipendi dei dirigenti e dei tecnici.

”È impensabile quindi – prosegue Casili – far pagare un tributo a vuoto. Il territorio pugliese ha certamente estrema necessità di investimenti infrastrutturali e opere per il recupero degli invasi, dei canali e degli impianti oggi in stato di abbandono, ma per fare tutto ciò occorre ripensare ad una gestione integrata di questi servizi che non possono essere più prerogativa di un unico soggetto. La Puglia – conclude – ha seri problemi di dissesto idrogeologico, di salinizzazione delle falde, di desertificazione e depauperamento di ettari di territorio e gli interventi non possono più essere posticipati.”

Redazione Stato Quotidiano.it



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