Regione-Territorio
"La situazione del Petrusillo, l’invaso della Basilicata che alimenta per un terzo la rete idrica pugliese, è molto grave"

Invaso Petrusillo, Conca: situazione molto grave

"Il consigliere gravinese non risparmia ulteriori critiche al responsabile delle relazioni esterne di AQP"

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Bari. “La situazione del Petrusillo, l’invaso della Basilicata che alimenta per un terzo la rete idrica pugliese, è molto grave.” lo denuncia il consigliere regionale M5S Mario Conca che prosegue: “Acque eutrofizzate, microcistine e pesci morti, trialometani che si sviluppano dal contatto del cloro, immesso sempre in quantità maggiore per sopperire all’inquinamento degli invasi, con le qualità organolettiche dell’acqua, fracking, idrocarburi policiclici aromatici che l’agenzia internazionale sul cancro ha definito certamente cancerogeni, arsenico, cadmio, bario, falde e invasi inquinati dagli idrocarburi rilasciati dai pozzi petroliferi.”

Una situazione grave che, fa sapere il pentastellato, sarebbe stata confermata nel corso di un incontro tenutosi ieri sera ad Altamura che ha visto la partecipazione anche della professoressa Colella dell’Università della Basilicata. “Abbiamo chiesto con altre forze politiche – prosegue Conca – un consiglio monotematico sull’acquedotto pugliese, ma si sa, quando si tratta di fare l’interesse dei cittadini la politica latita e non è stato ancora calendarizzato. Certamente dovremo battagliare in regione per richiamare Emiliano alla consequenzialità su un tema così vitale e così sottaciuto.” Il consigliere pentastellato evidenzia come sul sito di AQP vengano riportate analisi semestrali, contravvenendo a quanto disposto dal WHO che dice espressamente che per siti a rischio vanno fatte settimanalmente e a largo spettro. “Ed è assolutamente disdicevole che si riportino i dati in milligrammi anziché i microgrammi per ingannare cittadini disattenti quando si tratta di sostanze tossiche”. Il consigliere gravinese non risparmia ulteriori critiche al responsabile delle relazioni esterne di AQP che l’anno scorso sottolineava come il potabilizzatore pescasse al centro dell’invaso, nè dal fondo (sedimento) nè in superficie (eutrofizzazione), “come se le concentrazioni di idrocarburi totali – commenta Conca – si sedimentassero intelligentemente. Come disse Salvemini ai suoi tempi – conclude – ‘l’acquedotto pugliese ha dato più da mangiare che da bere’, il nostro interesse primario è che i corsi e ricorsi storici non continuino ad essere attuali.”

Redazione Stato



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