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A cura di Antonio Del Vecchio

Pasquetta culturale: in tanti al Museo di Paglicci a Rignano G.co


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Rignano Garganico. Giornata museale, nel primo pomeriggio di ieri, lunedì 6 aprile, anche a Rignano Garganico. Non c’entra, comunque, la prima domenica o, in questo caso, il primo lunedì del mese, bensì una iniziativa intrapresa dalla componente “Genitori” della “Montessori” di Foggia, V B. In tutto, una quarantina tra piccoli e grandi. Lo hanno fatto, a loro dire, dopo un luculliano pranzo a base di prodotti e cucina tradizionale, prendendo d’assalto con l’aiuto di appropriate guide il locale Museo Paleolitico di Grotta Paglicci, i cui reperti non sono meno importanti di quelli più noti di Altamira (Spagna) e Lascaux (Francia) e l’antro meritevole, alla pari di esse, del riconoscimento Unesco, come fece appello alcuni anni fa l’ex-senatore Saverio Biasco in Parlamento. Finora dal sito, ubicato nel Vallone Settepende a circa 6 chilometri dal paese, sono venuti alla luce, oltre quarantamila pezzi, di cui solo poche centinaia sono presenti in loco. Il resto giace ancora nei magazzini dell’Università di Siena.

Si è cominciato del Centro visita multimediale di Largo Portagrande, dove gli ospiti hanno avuto modo di apprezzare due lezioni dal vivo, una tenuta di carattere teorico- illustrativo svolta da chi scrive, l’altra didattico – pratica, assolta con passione e competenza da Enzo Pazienza nella sua duplice veste di Presidente del Centro Studi Paglicci e di massimo esperto del laboratorio. Ad interessare gli ospiti non sono state tanto le prolusioni quanto i tatuaggi con ocra rossa eseguiti con bravura da Pazienza sui volti giulivi dei ragazzi (e in qualche caso su quello di mamma e papà) e l’accensione del fuoco per via di strofinamento di fuscelli. Dopo di che la comitiva si è spostata nel vicino Museo, dove ha avuto modo di capire ed apprezzare il complicato percorso comparato e l’originalità e varietà dei ritrovamenti, rappresentati, oltre che dalla pittura parietale dei Cavalli (l’unica in Italia), dai graffiti, dalle collezioni litiche e dai resti zoologici e umani, di cui due scheletri interi, quello del ragazzo di dodici anni risalente a circa 26 mila anni da oggi e l’altro della donna risalente a circa 23 mila anni fa, quest’ultimo rappresentato da un verosimile e perfetto calco al silicone, eseguito dall’equipe del Politecnico di Torino al momento del ritrovamento.

Di esso si ha pure uno studio con il Dna effettuato dal Prof. Mallegni dell’Università di Pisa, in cui si afferma la similitudine di tale tipo di donna con quello mediterraneo più vicino a noi. La comitiva, guidata da Alfredo De Biase, nella sua duplice veste di genitore e di esperto, in quanto responsabile dell’Area Tecnica territoriale I della Soprintendenza foggiana dei BB.CC., al termine si è licenziata, promettendosi di ritornare sui propri passi tra breve, per approfondire ulteriormente il discorso ed anche per visitare il Centro storico di origine e fattura medievale. Da non dimenticare, che l’anzidetto studioso si è rivelato un ottimo interprete dei beni culturali del posto, avendo affondato il suo bisturi conoscitivo sulla Chiesa Matrice evidenziando le varie fasi delle architetture interne e dei rifacimenti – restauri.

Riportiamo di seguito i nominativi degli alunni: Amorico Ornella, Camerino Antonio, Camerino Giorgia, Campanale Carmen, Cifelli Valeria, De Biase Marco, De Biase Adele, Del Grosso Federica, Del Grosso Paolo, Dell’Accio Giulia, Fascia Daniele, Pesante Rita, Ricci Giorgia, Ricci Loredana, Ricucci Gabriele, Scapato Carmine, Scapato Giulio. Ora tocca alle altre classi e scuole della provincia, prima di rilanciare la conoscenza e la valorizzazione di questo importante bene nel circuito scolastico e turistico nazionale ed estero.

(A cura di Antonio Del Vecchio – adv.giornalista@libero.it)

Pasquetta culturale: in tanti al Museo di Paglicci a Rignano G.co ultima modifica: 2015-04-07T10:50:45+00:00 da Redazione



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